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Rovato (Lombardia): la cittą sulla Strada del Vino in Franciacorta

Rovato, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il comune di Rovato nel bresciano registra un bacino di 20.000 abitanti e in Lombardia occupa il territorio meridionale dell’area Franciacorta alle pendici del Monte Orfano. Dal 2014 si fregia del titolo di "Città" e la sua storia inizia in pieno periodo longobardo, quando cominciò a svilupparsi intorno a un castello come consuetudine tipicamente medievale: della rocca rimangono esigui resti mentre permane la piccola Chiesa di San Michele.

Storia

Nel XII secolo spunta il nome Roado e all’epoca imperversavano nel territorio le schermaglie feroci fra le fazioni guelfe e ghibelline. Il secolo successivo, il borgo passò sotto il controllo diretto di Carlo d’Angiò, cui seguì la mano tesa e prensile di Venezia, la quale si appropriò dell’intera zona e di Brescia con le azioni di disturbo operate da Francesco Sforza.

I Veneziani vennero invece sconfitti dalle milizie transalpine di Luigi XII, fatto che portò la popolazione a insorgere sotto la guida di Lorenzo Gigli, catturato e giustiziato. Se dapprima la rivolta non riuscì, cioè nel 1509, la vittoria finale si concretizzò effettivamente tre anni più tardi: cacciati i Francesi, ecco spuntare le truppe di Enrico di Brunswick nel 1528. Tolta nuovamente la polvere di dosso, dal ‘700 le sorti di Rovato passarono ai Savoia, tramite i quali la cittadina fu ricongiunta definitivamente a Brescia per poi pervenire all’agognata Unità d’Italia.

Cosa vedere a Rovato

Della storia dell’abitato si possono riscontrare oggi vivide tracce e monumenti che ne ricordano il progressivo svolgimento cronologico. Si pensi ad esempio ai tre torrioni e alle mura veneziane il cui lungo tratto reca testimonianza dell’era cinquecentesca, e si pensi altresì alla torre merlata accanto alla quale sorge integerrima la Parrocchiale di Santa Maria Assunta, il cui tesoretto artistico annovera un Crocifisso ligneo di pregevole fattura firmato da Andrea Fantoni e opere pittoriche realizzate da valenti artisti quali Jacopo Palma il Giovane, Antonio Paglia, Gerolamo Calca e Angelo Inganni.

Giunti in Piazza Cavour si ammirino congiuntamente gli eleganti portici e gli ampi archi di rustico rimando.

Occorre arrivare proprio ai piedi del Monte Orfano per contemplare il fascino imperituro del Santuario di Santo Stefano, quattrocentesco luogo di culto che presenta un’antitesi strutturale: l’esterno è infatti stato completamente rifatto, l’interno invece mantiene la propria antica originalità come immutati risultano gli affreschi dell’Ultima Cena e della Madonna col Bambino, entrambi attribuiti a Vincenzo Foppa. Il Convento della Santissima Annunziata s’eleva in cima alla montagna, appartiene al Quattrocento e per la sua maestosa ubicazione viene considerato un vero simbolo del territorio.

Elementi molto interessanti sono il vasto loggiato, il chiostro porticato e l’affresco raffigurante l’Annunciazione e due profeti che il Romanino dipinse con somma sapienza nel 1535. Con piacere va constatata la conservazione meritata del Castello Porcellaga Quistini, composto da una torre tuttora abitata e un bel parco delimitato da cinta muraria, molto suggestivo.

Eventi, sagre e manifestazioni

Un tempo Rovato ospitava puntualmente il lunedì uno dei grandi mercati del bestiame presenti nell’Italia settentrionale; oggi si tiene qui Lombardia Carne, la fiera annuale che 15 giorni prima della Pasqua celebra i frutti dell’allevamento e soprattutto lo squisito manzo all’olio, tipico piatto rovarese in cima ai menù di ristoranti e trattorie in quanto ricetta antichissima gelosamente preservata da secoli. Trovandosi nella zona Franciacorta e lungo le annesse Strada del Vino, il comune partecipa attivamente alla produzione di vini bianchi e rossi saporiti, su tutti il Terre di Franciacorta DOC.

Come arrivare a Rovato

Dall’Autostrada A4 si esce a Rovato e si prosegue fino al paese tramite la SS 11 Padana Superiore; la stazione di Rovato si trova lungo le linee ferroviarie Milano – Venezia e Lecco – Brescia; i tre aeroporti sfruttabili perché tutti molto comodi sono Orio al Serio presso Bergamo, il Brescia Montichiari e il Verona Villafranca, non lontani dal paese.

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