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Racconigi (Piemonte): cosa vedere nella cittą in provincia di Cuneo

Racconigi, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Racconigi dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Di norma associata spontaneamente al suo bellissimo Castello Reale, Racconigi possiede un fascino e un genius loci che trascendono la sua più stimata attrazione e perciò merita di essere conosciuta nella sua articolata interezza. Incastonata in un angolo di Piemonte pianeggiante fra le Alpi Cozie e le colline del Roero, questa urbana Cenerentola di 10.000 abitanti ha messo radici geografiche e politiche nel territorio che media tra le provincie di Torino e Cuneo, laddove un paesaggio generoso e ricco di sorgive si presenta intensamente coltivato a cereali parallelamente a piantagioni di pioppi.

Storia

La storia riesuma origini piuttosto originali, correlate peraltro a un viatico che ha definito in passato Racconigi quale cruciale città della seta. È risaputo, infatti, che a partire dal XV secolo le donne del luogo rivelarono un innato talento nel tessere i fili importati da Genova, propedeutico al lavoro che seguì tanto alacremente nel ‘500, quando iniziarono a intensificarsi le filiere economiche e produttive strettamente legate ai gelsi, ai bachi e ai bozzoli,

La filatura divenne predominante attività in ambito locale, non prescindibile da rigorosi criteri di qualità che condussero il comparto a un vero boom nei primi anni del ‘700: 27 i setifici attivi, 2.525 operai, 93.000 kg di filato prodotto e un pregiato risultato, l’organzino, di cui Racconigi fu primo fornitore europeo in assoluto. Con questo fermento coincise un largo sviluppo urbanistico e architettonico atto a espandere enormemente il borgo medievale, che permase cuore del centro storico. D’altronde, i primi passi la cittadina li mosse proprio nel Medioevo, precisamente intorno al Mille, quando spuntò anche il castello avente il ruolo di struttura difensiva nonché punto di riferimento fortificato, immancabile per un feudo. Data fondamentale il 1430 perché a essa risale il primo Statuto Comunale.

Fatta eccezione per la Rivoluzione di Racconigi, con l’insurrezione dei filatoristi e la violenta conseguente soppressione, e l’epidemia di colera che falcidiò la popolazione durante la prima metà dell’Ottocento, la città ha compiuto un percorso storico sommariamente favorevole, specie se pensiamo all’ascesa al trono di Carlo Alberto di Savoia e al matrimonio di Vittorio Emanuele II con Maria Adelaide d’Asburgo Lorena, eventi celebrati entrambi al Castello, dove nel settembre 1904 nacque Umberto II di Savoia e si svolsero le nozze di Mafalda di Savoia e Filippo d’Assia.

Il Castello

Visitare il meraviglioso maniero significa allora immergersi nella bellezza coniata e caldeggiata dai racconti, dalle gesta, dalle voci dei regnanti che si avvicendarono. Siamo al cospetto di una delle Residenze Reali d’Europa, un contenitore di tesori appartenenti a diverse epoche, stili, correnti ed espressioni. Guarino Guarini ne creò la splendida facciata seicentesca perfettamente compatibile con il prospetto settecentesco di stampo neoclassico. Castello, fortilizio, reggia, residenza: comunque la si chiami, questa perla architettonica ha reso concreto il sodalizio tra arredi, ritratti, mobili, saloni ed elementi decorativi ascrivibili ad almeno quattro distinti secoli. Infine, tutt’intorno, ecco il verde abbraccio del bosco-parco, 180 ettari di piante autoctone ultracentenarie riunite in un progetto di Xavier Kurten atto a riflettere il romanticismo di Carlo Alberto.

Al discorso sul regio spazio aperto si correla la menzione del Centro Cicogne e Anatidi, nato nel 1985 per reintrodurre nel territorio la specie estinta in Italia della Cicogna Bianca e dal 1989 in grado di preservare l’esistenza delle anatre (il Gobbo rugginoso rappresenta una priorità del progetto LIPU), delle oche e dei cigni rari. Oggi l’oasi – aperta ai visitatori tutti i giorni dell’anno - dà accoglienza all’avifauna su una superficie totale di 2 ettari in fase di espansione fino a 17.

Cosa vedere nel centro di Racconigi

Capofila degli edifici civili è il grandioso Palazzo di Città, opera neoclassica inaugurata nel 1841 e attuale sede municipale. La facciata si orienta verso il castello con il suo magnifico porticato e l’esemplare scalone monumentale in cui incide la presenza doverosa di 6 lapidi dedicate a personaggi illustri della cittadina.

Austerità e dignità costituiscono le caratteristiche basilari che governano il corredo architettonico costellato di eleganti dimore ma anche antiche fabbriche, setifici e persino ospedali: tutto ha mantenuto un sapore nobiliare, l’attaccamento al passato è qualcosa che il visitatore riesce a cogliere parimenti all’immota presenza dei colossi permeati da stucchi, balconi in ferro battuto e fregi pittorici.

Un affiatato consesso di artisti e architetti quali Francesco Gallo, Bernardo Antonio Vittone e Carlo Castelli ha dato vita a espressioni grandiose del culto religioso incarnate nelle grandi chiese e istituzioni cristiane. Saltano subito all’occhio le moli imponenti della Parrocchiale di San Giovanni Battista (custode di una pala d’altare del Beaumont, una fonte battesimale gotica e un organo Serassi di 2.000 canne) e della Chiesa di Santa Maria Maggiore (splendidi i dipinti parietali eseguiti da Paolo Emilio Morgari), stupefacenti non tanto per le dimensioni quanto per l’arte racchiusa nei loro grembi, un’arte significativamente basata sul quadraturismo e trompe l’oeil, stili aderenti alla tipica pittura dell’inganno. Di questa erano maestri i fratelli Pozzo, Francesco Cuniberti e Giuseppe Dallamano.

Stupiscono inoltre la Chiesa di San Domenico, il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, il Pantheon e il Convento di Santa Chiara sede della Biblioteca Civica (che a sua volta accoglie il Laboratorio della Memoria preposto a ricordare in maniera documentaristica guerre, lotte di liberazione, deportazione e nascita della Repubblica Italiana). Queste e altre strutture di culto, la Chiesa di San Giovanni Decollato, Santa Croce e il Convento di San Francesco, raccontano vividamente la volontà popolare di un tempo, il mutuo soccorso, la vicinanza di Confraternite e Compagnie alle classi disagiate e agli indigenti della società. L’estetica di questi monumenti ecclesiastici decade a favore del “senso” stretto della loro sussistenza.

I dintorni di Racconigi

Un’atmosfera di viaggio e libertà attraverso la cronologia territoriale si respira anche esplorando l’hinterland di Racconigi, sentieri, campagne, poderi e vecchie tenute, canali, cascine, praterie, campi di grano e possenti alberi (il tutto inscritto nella rete di percorsi Cyclo Monviso fra Racconigi, appunto, e Guillestre) sono l’addobbo naturale che per 800 anni ha fatto sentire la propria voce. Rientrando, si torna a interfacciarsi con le reali villeggiature dialogando con l’anima di quella che fu una città operaia ante litteram ma sempre nell’orbita regia.

Eventi, sagre e manifestazioni

I principali eventi aggregativi collimano con il coloratissimo Carnevale, il folkloristico Palio dei Borghi, il mensile mercatino dell’antiquariato denominato Il Trovarobe e infine l’esposizione del Presepe.

Come arrivare a Racconigi

Si percorre l’Autostrada A6 fino all’uscita di Carmagnola per poi proseguire in direzione della città, oppure l’Autostrada A33 fino ad Alba per procedere in Statale superando Bra e Cavallermaggiore prima di arrivare a Racconigi; presente la stazione ferroviaria locale; comodi gli aeroporti di Torino Caselle “Sandro Pertini” e Cuneo Levaldigi.

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