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Condove (Piemonte): il Museo Etnografico, i monumenti e cosa vedere

Condove, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Condove dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

In un territorio caratterizzato da ampi valloni e l’inesorabile corso della Dora Riparia spunta Condove, il paese più grande per superficie della Bassa Valle di Susa a una manciata di chilometri da Torino. Il comune ha una dichiarata influenza economica su un vasto angolo di provincia e si compone di oltre cento borgate spargendosi come abitato dal fondovalle fino al comprensorio della Valle di Viù inclusivo di boschi, pascoli e falde montane.

Storia

Sebbene siano state appurate (ma non approfondite) le sue origini preromane, l’antica Condovis trova menzione ufficiale non prima del 1001, indicata come località di pochissimi residenti e altrettante case disposte lontane dall’isolata Parrocchiale di Santa Maria del Prato. Omogeneità e identità, fomentate da un collettivo prodigarsi in attività cardine come l’agricoltura, l’allevamento e la produzione lattiero-casearia, hanno costituito per secoli valori fondanti in cui credeva all’epoca la Signoria degli Abati di San Giusto di Susa, perdurante fino al XVIII secolo, quando il feudo passò in mano al conte Chiaffredo Peyretti. A quel tempo Condove era ancora amministrativamente separato da Mocchie e Frassinere, che diventeranno frazioni nel 1936 accorpandosi a una realtà industriale in rapida crescita.

Chi visita la località, sa che un peso significativo lo possiede l’hinterland che tocca il Vallone del Gravio e il Vallone del Sessi comprendendo poi il Colle della Portia e soprattutto il Collombardo, rispettivamente di 2.190 e 1.888 metri di altitudine. Sulla cima di quest’ultimo risiede il Santuario della Madonna degli Angeli costruito nel 1870 a partire dalla presenza di un’esigua cappella votiva risalente al 1705 e poi abbattuta.

La Guindana e cosa vedere a Condove

Alla domanda “Cosa vedere?” risponde una serie di monumenti che intendono ergersi a semplici ma incisive testimonianze architettoniche ottimamente inserite nel contesto naturalistico, padroneggiato da una ricca fauna e un’abbondante flora. A Mocchie presso il Cimitero si fissa la mole del Campanile Romanico che dal ‘300 si addossa all’antica parrocchiale mostrandosi lievemente inclinato a causa del cedimento del terreno. Sempre nella frazione ha sede il Museo Etnografico “La Ghindana” e qui trovate il Monumento alla Cività Alpina.

Prima ancora di far visita alla torre campanaria sarebbe buona prassi recarsi tra i suoi monumenti principali: iniziamo laddove giacciono i resti inconfondibili del Castrum capriarum - chiamato impropriamente Castello del Conte Verde - sopravvissuti su un’altura all’imbocco della valle in posizione mediana fra il Pirchiriano e il Caprasio. Si tratta di un’integrazione al sistema difensivo presente in loco quando qui ebbe svolgimento durante la seconda metà dell’VIII secolo d.C. lo scontro militare fra gli eserciti di Carlo Magno e del re longobardo Desiderio.

Il complesso, oggi ridotto a poche diroccate vestigia, pare ospitasse da integro diversi ambienti articolati, un granaio e una stalla, una cappella, una torre e naturalmente una residenza signorile provvista di rivellino e mura difensive. La Cappella di Maria Assunta appare sommariamente ben conservata e di fronte alla sua facciata si può leggere una frase scolpita su un imponente masso erratico:

Su questo dosso roccioso plasmato nei millenni dal ghiacciaio quaternario valsusino, Carlo Magno re dei Franchi sostò coi suoi condottieri nel 773 d.C. dopo la battaglia delle chiuse d'Italia, che pose fine al secolare regno dei Longobardi e segnò l'inizio del Sacro Romano Impero.

La sagoma distinta della Capella di San Bernardo di Mentone è invece riscontrabile in borgata Laietto. Ha acquisito progressiva fama per il ciclo di affreschi quattrocenteschi custodito al suo interno, commissionato da Antonio de Lectis a un artista mai individuato. Di vestigia ecclesiali il comune brulica, ma è bene in particolare ricordare la Chiesa di San Rocco poiché eretta nel XII secolo e la Parrocchiale di San Pietro in Vincoli che si avvale di uno stile moderno grazie alla messa in opera dell’architetto Carlo Siffredi nei primi anni ’60 del Novecento. Curioso il fatto che prima della chiesa sia sorto il campanile, edificato nel 1929.

La settecentesca Parrocchiale di San Saturnino possiede forme barocche impresse da Giuseppe Giacinto Morari.

Eventi, sagre e manifestazioni

Gli eventi più importanti organizzati a Condove sono tre, la Sagra della Patata di Mocchie sul finire dell’estate, la Fiera della Toma a ottobre e Io sto con il Valsusa Filmfest a fine febbraio.

Come arrivare a Condove

L’Autostrada A32 in direzione Frejus vi permette di uscire comodamente al casello di Avigliana Est per poter imboccare la SS 24 verso Susa e diretta a Condove; la stazione si trova sulla linea ferroviaria Torino – Modane; l’aeroporto internazionale “Sandro Pertini” di Caselle Torinese è quello cui fare riferimento.

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