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Pianezza (Piemonte): la cittą alle porte di Torino

Pianezza, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

15.152 abitanti e non sentirli: Pianezza indossa ancora l’abito del paese ch’era un tempo seppur accresciutasi considerevolmente la sua popolazione, fatta di saggi anziani testimoni della storia del secolo passato e giovani che vivono il Terzo Millennio seguendo i valori impartitigli dalla precedente generazione.

Così Pianëssa, posta all’imbocco della bassa Val di Susa, all’ombra dell’imponente Monte Musiné e ad appena una decina di chilometri da Torino (la collega la SS 24 ed ex Strada di Francia), si presenta ormai da anni come una delle intriganti cenerentole del Piemonte, adagiata su un territorio molto eterogeneo che contempla ampie zone pianeggianti, alture di media e graduale elevazione nonché un’idrografia nella quale s’inscrivono il fiume Dora e il Lago Fontanej, area prediletta per la pesca amatoriale, ritrovi giovanili, pic-nic e grigliate in primavera ed estate.

Storia

L’idilliaco quadro è stato confezionato a partire dai primi insediamenti romani, quando la zona fu crocevia di transiti compiuti da personaggi quali Giulio Cesare, Carlo Magno e Napoleone Bonaparte. In pieno Medioevo, Pianezza stabilì i suoi punti cardine coincidenti con il Castello, la Pieve e il Borgo fortificato, gestiti dai Vescovi di Torino a partire dal 1159 su interessamento dell’imperatore Federico Barbarossa. La sua centralità territoriale comportò nei secoli l’incombere funesto di incursioni, violenze e saccheggi ma al contempo s’accentuò una reazione, un’evoluzione che, grazie al beneplacito di casate quali i Savoia e i Provana, portò una ventata di arte capace di abbellire l’abitato attraverso operazioni edili d’incremento architettonico parallelo ai fatti che coinvolsero direttamente il Castello (non più presente eccettuando pochissimi resti e le tracce della Ghiacciaia posta anticamente a 7 metri di profondità per la conservazione di alcune derrate alimentari), occupato alla fine del ‘600 dalle milizie francesi ed espugnato dai granatieri brandeburghesi guidati dalla popolana Maria Bricca, coraggiosa pianezzese che contribuì a spianare la strada a Vittorio Amedeo II e al principe Eugenio di Savoia, il cui intervento fu decisivo per le sorti di Torino, posta sotto assedio dalle truppe transalpine nel 1706 e liberata il 7 settembre di quell’anno.

Cosa vedere a Pianezza

Fra tradizione e progresso, Pianezza si palesa oggi una cittadina ricca di edifici storici, immersa nel verde di un paesaggio morbido e alquanto operosa nei termini di un inesorabile sviluppo industriale, con la classe commerciante attiva e vitale nel bel centro storico nonostante l’incedere delle leviatane realtà extra moenia. Il tracciato urbano conserva tuttora il sapore dell’antico convivendo con le esigenze della modernità, sicché le strutture preservano la bellezza dei vecchi tempi ottemperando alle regole date dalla promiscuità a una città tanto grande e culturalmente importante come il capoluogo piemontese.

Il borgo, ex ricetto (testimoniano questa condizione i resti delle mura con i sotterranei di Maria Bricca e la cosiddetta Torre del Ricetto con l’orologio civico, le tre campane e una caratteristica, quella cioè di essere una “Torre Pendente”), ora può dirsi a tutti gli effetti scrigno di inestimabili tesori tradotti in costruzioni turisticamente interessanti, alcune sui generis, altre votate all’autopreservazione.

Cuore sociale e politico di Pianezza è Villa Leumann nella quale ha sede il Municipio: ex villa padronale circondata da giardini tuttora messi a disposizione della cittadinanza, venne acquistata nel 1885 dal giovane imprenditore Napoleone Leumann (un busto al piano terra lo ricorda degnamente) che, in accordo con l’abilità progettuale di Pietro Fenoglio, ha reso la dimora una monumentale opera architettonica dotata di spiccati elementi in stile Liberty. L’attuale veste si deve ai restauri di Alessandro Girotto su mandato dell’ex sindaco Giovanni Soffietti. A spalleggiare con fierezza il fulcro del centro urbano pensano altri edifici di pregio come ad esempio Villa Rapelli (porta il nome dell’ex sindaco Orazio Rapelli che la acquistò nel 1926) ospitante la Biblioteca Civica "Teresa Fiore Rapelli".

S’aggiungono la fascinosa Villa Casalegno, anch’essa sfoggiante un Liberty d’inizio ‘900 e attuale location di eventi e mostre d’arte contemporanea, e Villa Lascaris, circondata da un vasto parco (contiene la torre diroccata e svariate specie arboree, abeti rossi, magnolie, platani e persino cedri del Libano) e all’interno della quale s’apre elegante la Sala del Biliardo con gli affreschi ottocenteschi di Fabrizio Sevesi e Luigi Vacca.

La decana degli edifici ecclesiali s’impone in posizione da meditazione ed è la medievale Pieve di San Pietro, ristrutturata in stile gotico e dotata di un giardino ampliato nel 2015 con la creazione di un anfiteatro atto a ospitare esibizioni di vario genere. La Cappella Provana reca affrescate le Storie di San Giovanni e frontalmente all’altare compare una Resurrezione realizzata da Giovanni Canavesio. Oggi la pieve risulta sconsacrata, tuttavia dal 2017 vi si celebrano matrimoni civili.

La discrezione della Pieve è in antitesi con la sovrabbondanza estetica del Santuario di San Pancrazio, sorto là dove prendeva posto un esiguo pilone votivo eretto a seguito di un miracolo elargito da San Pancrazio a un contadino che, per sbaglio, tagliò il piede alla moglie, poi incredibilmente guarita. Il complesso siffatto risale al 1948 (ricostruzione del vecchio ascrivibile al 1647), possiede all’ingresso una cornice a quadrilatero di portici formati complessivamente da 44 arcate gotiche e una cappella a pianta ottagonale a due piani con cripta costellata di oltre 25.000 ex voto. All’interno il Santuario sfoggia un unico grande affresco, il Redentore Glorioso dell’Arduino.

La Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo fu consacrata nel 1731 una volta eretta sulle ceneri del precedente impianto, non ha alcun campanile e all’interno si fanno ammirare sei altari marmorei e la pala di Carlo Filippo Brambilla, posta su quello maggiore. Altre strutture di culto degne di nota sono la centralissima Chiesa della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù (XV secolo, ha un prezioso organo a canne del 1885 assemblato dai fratelli Collino) e la Chiesa della Madonna della Stella ubicata nella prima campagna, nel punto più elevato della cittadina e lungo una diramazione della Via Francigena percorsa da migliaia di pellegrini.

Più minuti ma grandemente caratteristici paiono edifici di somma discrezione quali la quattrocentesca Cappella di San Sebastiano – conosciuta come "la chiesa che cammina" poiché a inizio degli anni ’30 fu letteralmente spostata di 140 metri, fatta scorrere su rotaie avveniristiche per l’epoca – e la coeva Chiesa di San Bernardo e San Grato, nel cui esile spazio interno riescono a inserirsi armoniosamente i rilievi in terracotta raffiguranti l’Annunciazione e la Fuga dall’Egitto in sostituzione del primigenio affresco della Madonna col Bambino e due Santi. La sua ricostruzione è stata curata dagli Alpini locali e all’interno della chiesetta spiccano le immagini bucoliche dipinte da Lia Laterza e Guglielmo Meltzeid, celebre pittore locale il cui studio si trova nel centro storico.

Rimane da citare la Chiesa della Confraternita di San Rocco, ora sconsacrata e adibita a spazio d’incontro, convegni e serate organizzate nel contesto del Barrocco, inaugurato nel settembre 2008. Si segnala poi il peculiare Masso Gastaldi, esponente dei massi erratici facenti parte della morfologia dell’area geografica: reca una targa dedicata al geologo Bartolomeo Gastaldi su iniziativa del Club Alpino Italiano. Sulla cima del masso si palesa la piccola Cappella di San Michele.

La cultura passa a Pianezza da moltissime associazioni attive sul territorio, dallo showroom City Motor sfoggiante oltre 200 vetture a quattro ruote e motocicli d’epoca, dal Museo della Passamaneria che diffonde la storia dell’Antica Fabbrica Passamaneria Massia Vittorio e, infine, dal Cinema Lumière, principale luogo d’intrattenimento legato esclusivamente alla Settima Arte e punto di riferimento anche per gli abitanti dei paesi limitrofi.

Eventi, sagre e manifestazioni

Gli eventi di Pianezza affollano il palinsesto annuale e tra questi si inseriscono quelli più tradizionali e aggregativi che raccontano il viatico della cittadina: avvenimento preminente è a settembre il Palio dij Sëmna-Sal, ovvero la corsa dei Semina Sale per le vie del borgo, una concitata sfida fra cantoni che si tiene dal 1982. Nello stesso mese vanno in scena la Festa Patronale della Madonna della Stella e la Sagra dei Melicotti, biscotti a base di pasta di meliga la cui ricetta è mantenuta rigorosamente segreta. A dicembre imperversano i pittoreschi mercatini di Natale.

Come arrivare a Pianezza

A Pianezza si arriva percorrendo l’Autostrada A4 Milano – Torino per poi uscire a Torino e immettersi sulla Tangenziale, uscire a Pianezza/Collegno, seguendo infine la SS 24 fino al centro abitato; la stazione ferroviaria si trova ad Alpignano; gli autobus extraurbani utilizzabili risultano la linea 37 che unisce Pianezza a Collegno e la linea 32 che la collega a Torino; l’aeroporto di riferimento è il “Sandro Pertini” di Caselle Torinese.

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