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Sedico (Veneto): la cittą nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Sedico, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

All’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi si trova parte del territorio del comune di Sedico, con il Monte Schiara, la cima più alta del parco. Sedico è un paese di meno di 10000 abitanti della provincia di Belluno, a metà fra collina e montagna.

Geologicamente al confine fra la Piattaforma Trentina e il Bacino Bellunese, Sedico è caratterizzato da un clima prealpino e da un paesaggio rilassante, in cui il verde dei prati e il bianco delle cime innevate sono protagonisti. Tre corsi d’acqua bagnano il comune, il Piave, il torrente Cordevole e il Gresal, dove già fra tardo Neolitico ed Eneolitico gli uomini vivevano e dove nell’Età del Bronzo sorgeva un piccolo villaggio di agricoltori. Intorno al 1.200 a.C. nella zona di Noal si trovava invece un villaggio fortificato, situato in posizione strategica, sopra il colle dei Mirabei.

Con l’espandersi dell’Impero Romano la rete stradale della penisola diventava sempre più articolata e nella zona di Sedico si trovavano alcune delle più importanti vie di comunicazione, come ad esempio la strada Feltre-Belluno. Gli scavi archeologici effettuati hanno riportato alla luce importanti tracce del passato romano nel territorio che evidenziano la grande presenza di strade, e proprio presso una di queste sorgeva anche una piccola torre di guardia fra i cui resti sono stati ritrovai anche importanti reperti del vestiario militare dell’epoca.

In generale, altre importanti informazioni sulla storia di questo territorio sono date dai nomi dei suoi paesi: tutti i toponimi che terminano in -ico o in -igo rivelano origini celtiche mentre quelli terminanti in -ano rivendicano il loro inizio in epoca romana.

Durante i secoli medioevali Sedico si riempì di castelli, sempre contesi con il vicino comune di Treviso ma mancava un Signore che dominasse da solo tutta la zona, pur essendo presente un sistema di Regole Generali. Ogni paese aveva un suo signorotto, il quale non viveva in un vero e proprio castello ma in più semplici edifici a metà fra dimora e fortezza, ciascuno dotato di una propria torre. Purtroppo le tracce di queste caratteristiche abitazioni sono poche in quanto nel 1421 Venezia ordinò di abbattere ogni torre della provincia.

Dall’inizio del XV secolo fino all’arrivo di Napoleone, Sedico appartenne infatti alla Repubblica di Venezia; è in questo periodo che il territorio si riempie di segherie, che sfruttano la grande presenza di legname e il corso del Cordevole per il trasporto dei tronchi. Altrettanto importante era il lavoro delle mole, soprattutto nella parte alta del comune, il quale veniva poi venduto in tutto il continente.

L’avvento delle truppe francesi nel corso dell ‘800 determina un continuo rimbalzare del comune fra Italia ed Austria fino a che nel 1866 viene annesso al Regno d’Italia, del quale continuerà a far parte fino ad oggi, con una piccola parentesi austriaca in seguito alla disfatta di Caporetto. Fra ‘800 e ‘900 numerosi sedicensi emigrano verso l’America, tanto da arrivare a formare una sorta di piccola comunità sedicense d’oltreoceano mentre negli stessi anni, superata la crisi della Prima Guerra Mondiale, a Sedico arrivano i fascisti e il comune diventa avamposto tedesco negli anni del conflitto.

Oggi il comune basa la sua economia prevalentemente sulla piccola e media industria ma lo stemma del comune ricorda il passato con le due lame in campo azzurro, rappresentanti le prime segherie .

Ciò che rende particolarmente bello e attraente questo comune bellunese è sicuramente la posizione strategica in cui si trova: ai piedi delle Alpi e a pochi chilometri dalla più grande Belluno. Circondato dal verde della natura del Parco delle Alpi Bellunesi, con le cime innevata delle montagne in lontananza e tutte le comodità della città. Ma oltre al paesaggio incontaminato di cui si circonda a Sedico non mancano edifici di un certo interesse storico e architettonico.
Eretta nel 1939, l’Arcipretale di Santa Maria Annunziata, in stile romanico, è una chiesa a pianta latina e divisa in tre navate di modeste dimensioni al cui interno ospita opere d’arte sacra di discreto valore. Molto più antica è invece la Chiesetta di San Pietro in Corona, costruita probabilmente dai Longobardi prima del 800 d.C. e quindi prima chiesa cristiana del territorio. Piccola e semplice, è impreziosita da un campanile che domina la facciata mentre l’interno ha perso il suo originario splendore, conferito dai dipinti che ne ricoprivano interamente le pareti.

La Chiesa di San Nicolò, nella frazione di Bribanet, costruita nei primi anni del ‘500, è caratterizzata da un’aula a pianta quadrata con abside poligonale. La copertura è voltata e impreziosita da nervature rosse mentre la facciata è a capanna ed è arricchita da eleganti elementi decorativi in cotto e in laterizio.

Ma ben più numerose delle Chiese sono le Ville, disseminate ovunque nel territorio comunale.
A Poiane si trova Villa Crotta, costruita fra XVI e XVII secolo per un ricco mercante lombardo da cui prende il nome. La costruzione ha un volume a L, con oratorio. A Sedico è invece Villa De Manzoni, opera dell’Ottocento dell’architetto Giuseppe Jappelli e del pittore Giovanni De Min. Dalle sue finestre si gode di uno spettacolo incantevole, ha pianta rettangolare con sette assi di apertura più tre ali di servizio e una barchessa con l’oratorio. Scenografico è il viale alberato attraverso cui si accede alla villa, ospitante il museo storico del 7° Reggimento Alpini. Realizzata nel 1464 ma con elementi architettonici e strutturali che l’avvicinano alle architetture seicentesche. Come le precedenti ville descritte, anch’essa è caratterizzata dal corpo padronale con ala di servizio e oratorio ma il suo interno è impreziosito dagli affreschi ottocenteschi di Ippolito Caffi.

A Landris si trovano invece Villa Miari-Bentivoglio e Villa Miari-Giacomini. La prima, voluta nel ‘700, ha un corpo cubico su tre livelli ed è circondata da ben due giardini. La seconda ha origini molto più antiche, quattrocentesche, ma è stata ristrutturata nel corso del Novecento. Nella stessa frazione è anche la seicentesca Villa Rudio, con belle pitture mitologiche e storiche.
Una visita merita inoltre il Castelliere di Noal, una zona archeologica che mostra e antiche tracce di un villaggio paleoveneto, costruito fra l’età del bronzo e del ferro.

Come si è accennato, parte del territorio sedicense, è all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, con i Monti del Sole , di cui fa parte il Monte Schiara, la cima più alta. Da Sedico quindi è possibile partire per avventurose escursioni nelle vicine montagne, a piedi o in mountain bike, ed è possibile provare lo sci d’erba.

Tre sono gli eventi principali che vengono festeggiati dai sedicensi: il Carnevale, la Sagra dei Per, festeggiata in luglio e la Mostra Mercato di Prodotti Agricoli e Lattiero Caseari di fine settembre.

Sedico, appena ad una ventina di minuti da Belluno, dista meno di un’ora da un’importante stazione sciistica veneta, Alleghe. Viste queste vicinanze si può decidere di visitare Sedico durante una giornata di riposo in una settimana dedicata allo sci sul vicino Monte Civetta, oppure in estate, in una vacanza dedicata alla scoperta della vallata agordina. Da qui è possibile partire per avventurose escursioni nelle vicine montagne, a piedi o in mountain bike ed è possibile provare lo sci d’erba.

Come arrivare
Da Belluno arrivare a Sedico è davvero semplice,occorre semplicemente percorrere la SS 50 e seguire le indicazioni.
La stazione ferroviaria è quella di Sedico Bribano, sulla linea Calalzo-Padova.

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