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Recoaro Terme: week end relax nell'alta Valle dell'Agno

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Per stuzzicare la curiosità basta il nome della vallata circostante, la Conca di Smeraldo, formata dal corso del fiume Agno e ombreggiata dalla sagoma rassicurante delle Piccole Dolomiti. Questo è lo scenario verdeggiante che abbraccia Recoaro Terme, grazioso comune veneto in provincia di Vicenza di appena 7 mila abitanti. Incastonata tra i comuni trentini di Ala e Vallarsa a nord, l’alta Val Leogra a est, la Val del Chiampo a ovest e con il comune di Valdagno a sud, Recoaro Terme è immersa in un paesaggio singolare, dominato dalle rocce calcaree.

Sono proprio queste rocce ad offrire la più importante risorsa locale, la preziosa acqua minerale che sgorga dalle numerose fonti distribuite sul territorio. Una parte dell’acqua viene commercializzata, mentre la restante quantità viene utilizzata nelle terme delle Fonti Centrali sin dal 1689, quando se ne scoprirono le proprietà benefiche e terapeutiche.

Realizzato verso la fine dell’Ottocento in stile elegante e raffinato, lo stabilimento delle Fonti Centrali è un complesso di grandi dimensioni, immerso in uno splendido parco di più di 200 ettari, proprio di fronte al centro abitato di Recoaro. In uno scenario da favola, dove fioriscono le ortensie e da cui si possono ammirare le prime creste delle Piccole Dolomiti, sono 5 le fonti termali che sgorgano dalla terra: la Lelia, la Lorgna, l’Amara, la Nuova e la Lora. Altre 4 varietà, la Giuliana, la Capitello, la Franco e la Aureliana affiorano in località distaccate.

Innumerevoli sono le cure, soprattutto idropiniche e inalatorie, ma la più interessante è forse la fangatura d’ocra: macerando nell’acqua i depositi inorganici spontanei delle sorgenti minerali, si ottiene questo composto di consistenza pastosa, dal colore giallo-rossastro, utilizzato in vari trattamenti. Ma le rocce calcaree del territorio non si limitano ad offrire le acque termali: grazie alla conformazione del paesaggio, infatti, si possono praticare anche innumerevoli sport e attività all’aria aperta, dal parapendio agli sport invernali presso Recoaro Mille, dalla mountain-bike lungo le sterrate e le mulattiere all’alpinismo, fino all’arrampicata sportiva.

Da non trascurare poi l’offerta culturale del centro di Recoaro Terme: qui non mancano infatti i monumenti e gli edifici degni di interesse, tra cui spicca la parrocchiale dedicata a Sant’Antonio Abate, realizzata tra il 1949 e il 1951 dal famoso architetto Giuseppe Vaccaro, custode di una bella Via Crucis in terracotta.

Più antiche, invece, sono la Chiesa di Santa Giuliana e la Chiesa di San Bernardo, entrambe edificate intorno al XIV secolo. Gli abitanti di Recoaro, i recoaresi, sono particolarmente affezionati e devoti a Santa Giuliana, che secondo la tradizione li avrebbe assistiti più volte nel corso dei secoli contro guerre e pestilenze.
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Una particolarità della zona, strettamente legata alla tradizione locale, è la presenza dei capitelli votivi: sul territorio comunale se ne possono contare ben 128, testimonianze della fede popolare ma anche rifugi provvisori per chi, in passato, si trovava a vagare nella zona ed aveva bisogno di un umile riparo. Un capitello-rifugio da non perdere è in località Camonda: costruito nel XIX secolo, quando ancora non esisteva una strada carrabile che giungesse in paese, si pensa che fosse utilizzato dai viandanti diretti a Recoaro lungo il percorso tra la Valle dell’Agno e la Valle del Leogra.

Ma la tradizione di Recoaro Terme, aldilà delle architetture e delle espressioni religiose, emerge soprattutto dalle manifestazioni che si svolgono durante l’anno. Vivace e golosa è la “Festa dei Gnochi con la Fioreta”, che si tiene nella centralissima Via Lelia la prima domenica di settembre. Per l’occasione il centro si agghinda di utensili e suppellettili del mondo contadino, mentre si serve la specialità culinaria: la “fioreta” è la ricotta semiliquida, ricavata da una prima lavorazione del latte, con cui si realizzano i tenerissimi gnocchi della Valle dell’Agno, conditi con burro fuso e salvia oppure, per i veri buongustai, con lardo soffritto e formaggio.

Un’altra occasione tradizionale, legata alla cultura rurale e popolare, è la cosiddetta “Chiamata di Marzo”. L’ultima notte di febbraio, soltanto negli anni pari, i cittadini si riversano per le strade con gli abiti della tradizione, armati di campanacci, secchie per mungere e attrezzi agricoli, con l’intento di fare baccano e chiamare la primavera.

Dopo tanto clamore, sentendosi desiderata, la primavera arriva puntuale ogni anno, ma gioca ai recoaresi e ai turisti qualche scherzo improvviso: basti pensare che nel 2008, nel periodo primaverile, Recoaro è stata la località più piovosa di tutto il Veneto. Colpa della conformazione territoriale: la Conca di Smeraldo si caratterizza per un’alta piovosità in primavera e in autunno, con forti piovaschi e temporali improvvisi durante l’estate. Le temperature sono basse in inverno ed elevate in estate: i valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -2°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto s va dai 18°C ai 29°C.

Per arrivare a Recoaro Terme si possono valutare diverse possibilità, a seconda del mezzo scelto per gli spostamenti. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Verona e Venezia, rispettivamente a 85 km e 116 km, da cui si può raggiungere Vicenza con il treno. Da Vicenza si può proseguire con i pullman di linea fino a destinazione. Chi viaggia in auto deve prendere l’autostrada A4 Milano-Venezia e uscire a Alte-Monticchio, quindi proseguire sulla statale 246 in direzione Valdagno-Recoaro Terme.
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