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Lo Stabilimento termale delle Terme di Recoaro

Servito da ben quattro sorgenti di acque minerali, tra cui la celebre fonte Lora, le terme di Recoaro offrono sia cure idropiniche che percorsi wellness.

Terme di Recoaro è uno degli stabilimenti più famosi in Italia per la produzione di acque minerali naturali adatte sia alla terapia idropinica, sfruttando la bibita termale direttamente alla fonte, che per il consumo quotidiano grazie ai vari famosi marchi di acque imbottigliate per la grande distribuzione. Proprio alle acque in bottiglia Recoaro deve gran parte della sua notorietà, che ne fa uno degli stabilimenti termali più importanti del Veneto e dell'Italia intera, al pari di destinazioni quali Fiuggi, San Pellegrino e Vinadio.

Lo stabilimento termale di Recoaro rappresenta attualmente l’unico impianto della provincia di Vicenza a sfruttare sorgenti di acqua minerale sorgiva per scopi curativi e wellness. Compreso fra Valdagno e Valli del Pasubio, lo stabilimento dista circa una quarantina di km dal capoluogo, e dista pochi km invece dal Parco Naturale Regionale della Lessinia, famoso per l’abbondanza e la purezza delle acque che vi si raccolgono.

Ancora oggi il sito termale è accolto all’interno di un grandissimo complesso che vanta un magnifico parco con alberi secolari di circa 220.000 mq posto tutto attorno ad una serie di edifici storici, quali ad esempio Villa Tonello, che risalgono nella maggior parte dei casi alla fondazione nel 1870 e sono oggi visitabili nell’ambito di un apposito tour guidato di circa un’ora.

Storia dello stabilimento termale

La scoperta della prima fonte ferruginosa avviene nel 1689 su impulso del conte vicentino Lelio Piovene, che le conferì pertanto il proprio nome battezzandola “Lelia”. Allo stesso modo, la seconda sorgente scoperta (Lorgna) prende il nome dal suo scopritore, cioè l’ingegnere che dirigeva i lavori di sistemazione sulla fonte Lelia, Anton Maria Lorgna. Le proprietà terapeutiche di queste acque vengono rilevate già in una pubblicazione del 1701 e cinquant’anni dopo la Repubblica di Venezia ne concede l’utilizzo gratuito alla popolazione.

Il primo stabilimento termale viene aperto al pubblico nel 1876, su progetto dell’architetto Negrin, e per conto i Ponziano Antoniani, che ottiene un appalto di 25 anni con l’obbligo però di erigere l’impianto si sfruttamento delle acque. Come località termale Recoaro raggiunge l’apice della notorietà nel periodo della Belle Epoque, mentre gli edifici termali vengono pesantemente danneggiati nel corso del bombardamento del 20 aprile 1945.

La fama delle terme di Recoaro è testimoniata dai molti personaggi illustri che vi si sono recati nel tempo per scopi curativi. I primi visitatori di rango arrivano già nel Settecento, e sono membri delle più importanti famiglie patrizie di Venezia (Cornaro, Pisani, Mocenigo, Barbarigo). Nell’Ottocento e nel primo scorcio del Novecento arrivano anche teste coronate come il Principe Umberto di Savoia, l’Arciduchessa di Toscana Maria Anna Lorena, il feldmaresciallo Radetzky e poi artisti quali Mascagni, Verdi, Meyerbeer, Rosmini e Nietsche.

Acque e trattamenti termali

Terme di Recoaro impiega le acque di ben quattro differenti sorgenti termali. La più famosa è senza dubbio quella della fonte Lora le cui proprietà terapeutiche derivano soprattutto dal fatto di essere ipotonica rispetto ai fluidi biologici: questo significa che, una volta bevuta, viene assunta molto rapidamente dall’organismo ed esplica quindi una forte azione diuretica e depurativa che favorisce la funzionalità renale e aiuta ad espellere le scorie del metabolismo. Viene quindi usata prevalentemente nella prevenzione e cura di malattie delle vie urinarie come cistiti e calcolosi, di malattie metaboliche e di sindromi iperuricemiche, sotto forma di cura idropinica.

L’acqua della sorgente Lelia è benefica grazie all’elevato tenore di ferro disciolto ma anche alla sua tollerabilità rispetto alle mucose gastriche, che la rendono efficace e delicata anche in comparazione con i moderni integratori di minerali. Viene impiegata come bibita termale per le cure idropiniche in casi di accresciuto fabbisogno di ferro (gravidanza, allettamento etc.) o nei casi in cui ci sia carenza di questo minerale, come in caso di emorragie. Svolge quindi un’azione ricostituente e può quindi essere impiegata anche, più in generale, in fasi di convalescenza o contro stati di spossatezza psico-fisica per ridonare energia al corpo. Grazie alla presenza di acido carbonico, magnesio e calcio, l’acqua Lelia viene impiegata anche nell’ambito della balneoterapia.

Le due sorgenti Lorgna e Amara sgorgano a pochi passi di distanza all’interno di una grotta e possiedono proprietà terapeutiche paragonabili, dovute ad una composizione chimica molto simile. Sono acque altamente mineralizzate ricche di solfuro di ferro e di solfato di magnesio impiegate entrambe per la sola cura idropinica. Mentre l’acqua Lorgna viene impiegata soprattutto contro malattie del fegato, delle vie biliari e del pancreas, l’acqua Amara trova il principale impiego nei casi di stipsi cronica e colon irritabile.

Informazioni utili per vistare le terme

Indirizzo, telefono, sito ufficiale
Via Fonti Centrali, 36076 Recoaro Terme (VI)

tel. 0445 75016
www.termedirecoaro.it


Come arrivare
Viaggiando in auto, basta prendere come riferimento Rovereto se si percorre la A22, oppure Vicenza se si percorre la A4, e imboccare la Provinciale 46 del Pasubio che collega le due città. All’altezza di Valli del Pasubio, ci si stacca quindi in direzione di Recoaro per gli ultimi kilometri prima dello stabilimento termale.
Coi mezzi pubblici si prende invece Vicenza come punto di riferimento privilegiato, grazie alle corse effettuate dalla Linea 1 della Società Vicentina Trasporti che fa capolinea a Recoaro dopo un’ora e un quarto dalla partenza, senza effettuare cambi.

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