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Montebelluna (Veneto): visita al comune della marca trevigiana

Montebelluna, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Quando si entra nell’area urbana di Montebelluna, ci si accorge immediatamente di provare una sensazione di estrema libertà e questo perché una cittadina di 31.000 abitanti possiede ancora la capacità di accogliere con le braccia aperte di un paese semplice e indisturbato dagli eventi circostanti.

Montebelluna è un comune sparso della provincia di Treviso e corrisponde al terzo nucleo più popolato della marca trevigiana, adagiato su un territorio pianeggiante compreso tra due colline. Dal punto di vista climatico, ci si trova in una zona generalmente soleggiata ma suscettibile di soventi variazioni di temperatura, con rilevabile frescura tanto in primavera quanto in estate e picchi di freddo durante inverni che si portano dietro strascichi di nebbia autunnali.

Storia

Sorto di primo acchito ai piedi dell’antico Mercato Vecchio, il borgo nacque intorno all’anno 1000 e iniziò a svilupparsi seriamente non prima del ‘200, secolo in cui veniva chiamato Castrum Montisbellune per via del castello che ne presiedeva l’abitato: la coniugazione verbale è opportunamente all’imperfetto perché la Rocca non è più esistente. Gli anni decisivi per la cittadina furono quelli afferenti il Novecento, un periodo di forte accrescimento delle realtà manifatturiere e commerciali legate alla produzione di calzature, in verità già avviata nel XIX secolo.

Nel 1872 si registra il trasporto del mercato al piano, un fatto che fu in grado di proiettare Montebelluna nella modernità lasciandola libera di plasmarsi attraverso il progresso di vie, strade, piazze e infrastrutture. Elettrificazione, lavori pubblici, acquedotti e migliorie nella viabilità hanno svecchiato decisamente una località che si meritava un trattamento da regina, premiata oggi dal consenso di avventori sempre più numerosi.

Cosa vedere a Montebelluna

Prima catalizzatrice di sguardi rapiti è la Collegiata di Montebelluna alias Duomo cittadino, maestoso edificio in stile neogotico ai cui costruttori sono occorsi 63 anni per completarlo, ovvero dal 1908 al 1971, anno della consacrazione. Nel frattempo si sono avvicendate le due guerre mondiali, dissesti economici, difficoltà architettoniche e tante altre traversie. La chiesa ha tuttavia fatto valere il proprio ostinato carattere anche se in facciata sono chiari i segni di una diffusa incompiutezza del progetto originale, necessariamente sintetizzato e poi restaurato, ma soltanto di recente. Si è pensato di riempire i vuoti, cosicché chi si avvicina a contemplare questa ibrida meraviglia noterà alcune incisive implementazioni, la ripulitura delle vetrate artistiche (vedere il rosone in controfacciata ritraente la Natività e l’abside con la Glorificazione dell’Immacolata), il risanamento delle pareti esterne e, infine, l’inserimento programmato di tre mosaici raffiguranti rispettivamente una Madonna col Bambino, San Giovanni Evangelista e San Luca Evangelista.

Il richiamo biblico si mostra ancor più vivido all’interno ove campeggiano fiere le dodici statue degli Apostoli scolpite in pietra d’istria nel ‘500 secondo la sensibilità di due sommi artisti, Giovanni Buora e Bartolomeo di Domenico Lombardo. A queste si sommano due splendidi altari barocchi, seguiti dall’altare ligneo e dal grande altare maggiore posto sotto il ciborio. Da ammirare l’organo a canne a trasmissione elettro-meccanica assemblato dalla ditta Tamburini nel 1964.

La Chiesa di Santa Maria in Colle corrispondeva all’antica prepositurale, riedificata nel 1609 e custode ancor oggi di altari seicenteschi, un coro ligneo e un organo Callido. Il suo pezzo forte resta però la Gloria del Paradiso di Francesco Fontebasso che affresca il soffitto sovrastante le navate. Se si parla di opere pittoriche, occorre spostarsi nella Chiesa dei Santi Lucia e Vittore per contemplare quello ch’è stato il primo affresco firmato da Gian Battista Tiepolo, vale a dire l’Incoronazione della Vergine e la Gloria dei Santi Lucia e Vittore.

Esaurite le chiese, d’obbligo un tour delle residenze nobiliari che a Montebelluna hanno visto la propria fioritura abbastanza ravvicinate fra loro, e in tal caso ci si riferisce a Villa Morassutti, Villa Giustinian, Villa Correr-Pisani (vi è incluso il Teatro Roberto Binotto), Villa Biagi (vi si inscrive il Museo di Storia Naturale e Archeologia) e Villa Binetti (sede del Museo dello scarpone e della calzatura sportiva) ingentilite da un blasone intramontabile. Di acclarata importanza risultano essere il Palazzo Municipale, la Loggia dei Grani e Palazzo Bolzon.

Eventi, sagre e manifestazioni

L’avvenimento principe di Montebelluna è il Palio del Vecchio Mercato, che nella prima settimana di settembre vede sfidarsi le contrade della cittadina, impegnate a gareggiare affrontando ca. 2 km di salita con un pesante fardello, cioè un carro carico di merci da trasportare fino al primigenio sito del mercato, proprio come si faceva una volta.

Come arrivare a Montebelluna

In auto occorre percorrere da Treviso la SS “Feltrina” o la SS “Bassanese”; la stazione locale si trova lungo le linee ferroviarie VeneziaBelluno e Padova – Calalzo; a Treviso è ubicato l’aeroporto di riferimento.

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