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Cologna Veneta: la storia e cosa vedere nella cittą del Mandorlato

Cologna Veneta, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Docile come la pianura sulla quale s’adagia, Cologna Veneta è la località perfetta per la divagazione turistica: agevolata notevolmente da una posizione geografica che la pone come punto d’incontro di più province, ovvero Verona, Padova e Vicenza, sorge nel Veneto che coniuga gli ameni sapori alla modernità.

Il Mandorlato

Si è ritagliata nel tempo un certo profilo assurto alla fama grazie a diverse caratteristiche ed elementi distintivi: basti pensare che Cologna Veneta ha fatto da culla a una sublime creazione dolciaria natalizia, il rinomato Mandorlato. A esso è dedicata l’8 dicembre la Festa del Mandorlato, manifestazione molto partecipata come lo è Cologna in Fiore, che saluta l’ormai avviata primavera la prima domenica di maggio di ogni anno.

Storia di Cologna Veneta

Attualmente popolato da 8.700 persone, il borgo porta un nome che indica chiaramente la sua primigenia fisionomia, quella cioè di colonia agricola fondata da Ottaviano Augusto nel 29 a.C. ma prontamente devastata dalle orde barbariche. In seguito all’amministrazione poco felice da parte di Longobardi e Franchi, il feudo passò ai Vescovi di Vicenza e poi, dopo il 1000 d.C., ai conti Maltraversi. Gli Este sopraggiunsero agli albori del Duecento occupando immediatamente il Castello di Cologna prima dell’incursione del terribile Ezzelino III da Romano, che qui s’insediò per vent’anni circa avendo la meglio sui ribelli capeggiati da Jacopo Bonfado, che nell’atto sovversivo perse la vita insieme al figlio Aprile. Subentrarono gli Scaligeri di Verona e a fine ‘300 i Visconti di Milano, successivamente i Carraresi di Padova e la Serenissima, sotto cui Cologna prosperò economicamente. I moti insurrezionali contro gli occupanti austriaci consentirono la riacquisizione dell’autonomia e il rientro definitivo nel Regno d’Italia.

Cosa vedere

Oggi il paese continua a sfruttare le risorse agricole e ha da molti anni ormai consolidato la filiera industriale. Il settore turistico è in progressiva ascesa considerando l’abbondare di vestigia storiche di cui fanno parte il Castello scaligero - i cui sotterranei ospitano il Museo Lapidario - che si misura con la maggiore elevazione del campanile (volutamente somigliante a quello di San Marco a Venezia e alto ben 80,4 metri, valore che lo piazza al 32° posto nella classifica delle torri campanarie più alte d’Italia) del vicino Duomo e la Torre civica (una delle dodici componenti la cinta muraria) con orologio in funzione dal 1914. Il centro storico fiero sfoggia monumenti architettonici che godono di molteplici ispirazioni, per esempio l’ottocentesco Teatro Comunale (più esaltante per estetica rispetto al Teatro Ferrini) spicca per la facciata presagente una struttura in pieno stile moresco alhambra. Palazzo Pretorio ricorda espressamente l’impianto castellare siffatto ma l’attuale è una ricostruzione operata a inizio ‘900 secondo i canoni neogotici, sebbene due torri siano le originali antiche. Presenta parecchie sale affrescate tra cui quella che fa da sede ai consigli comunali, corredata di un mirabile soffitto ligneo datato 1587.

Il Duomo dedicato a Maria Nascente risale al 1803 e la sua estetica s’impernia completamente sulla logica costruttiva neoclassica: lo si può evidentemente notare osservando la facciata con portico a dieci colonne (ognuna alta 8 metri), gradinata di 25 scalini composti da pietra viva di Sant’Ambrogio e un interno molto spazioso con volte a botte, archi, semicerchi e plurimi ornamenti. Su Piazza Duomo s’affaccia anche il Monte di Pietà, fondato nel 1552 e ora sede del Museo Civico Archeologico con Biblioteca Civica annessa.

Un po’ più distanti eppur vicine le une alle altre si trovano altre costruzioni religiose come la Chiesa di San Bortolo, sorta nel 1418 ma riedificata tre secoli dopo e dotata di un altare maggiore baroccheggiante con pala raffigurante San Bartolomeo scuoiato. Molto meno macabro l’affresco che ritrae la Madonna dello Spasimo incorniciato da un’edicola. Da segnalare in proposito l’Edicola di San Sebastiano scolpita su un edificio quattrocentesco in Piazza Mazzini (ove è ubicato peraltro Palazzo di Città) e realizzata in marmo. La Chiesa di San Pietro va visitata per l’ingente presenza di reliquiari, mentre la Chiesa di Santo Spirito serba orgogliosa un bell’altare maggiore barocco in marmo bianco della Val di Leogra. La Porta delle Cappuccine ricorda le pratiche dell’omonimo ordine all’inizio del ‘600.

Passeggiando ci si avvii a Piazza del Mandamento per ottenere un’appagante veduta del centro, poi si faccia un salto là dove attende stoico il monumento di San Giovanni Nepuceno.

Eventi, sagre e manifestazioni

I succitati eventi aggregativi si accompagnano ad altri appuntamenti che sono essenzialmente la Sagra di Sabbion la seconda e terza settimana di giugno, la Sagra di Sule a inizio luglio, la Festa della Trebbiatura la terza domenica del medesimo mese e l’antica Fiera Agricola ch’è di scena l’8 settembre.

Come arrivare a Cologna Veneta

Si arriva percorrendo l’Autostrada A4, per poi uscire a San Bonifacio/Soave seguendo in direzione Arcole; Cologna Veneta non possiede più una stazione ferroviaria quindi val bene giungere a quella di Verona e proseguire con le linee bus extraurbane; l’aeroporto “Valerio Catullo” di Verona è quello di riferimento.

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