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Rapolla e le sue Terme: week end benessere in Basilicata

Rapolla, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Che siate buongustai o salutisti, amanti del silenzio o cercatori di divertimento vivace, Rapolla è un piccolo scrigno traboccante di offerte appetitose. Popolata da meno di 5 mila abitanti, incastonata tra il massiccio del Vulture, il corso dell’Ontrolmo e del Melfia, la cittadina sorge in provincia di Potenza, nel lembo settentrionale della Basilicata. Abbarbicata a un crinale digradante, lontana dal mare, Rapolla è comunque abbracciata dalla vegetazione mediterranea: collane di vigneti generosi, carichi di pepite d’oro e rubini, disegnano i contorni del comune, alternandosi alle chiome argentate degli ulivi più anziani. Ingredienti che, fondendosi in un paesaggio favoloso, danno risultati prelibati: il Malvasia, l’Aglianico e il Moscato sono i vini deliziosi ricavati dagli acini locali, affiancati da un olio extravergine color smeraldo che sa di sole.

Si potrebbe pensare, dunque, a un clima tipicamente mediterraneo, ma la posizione e l’altitudine del paese determinano un clima temperato piuttosto freddo, con piogge frequenti in autunno e in inverno e nevicate suggestive nei mesi più rigidi. In gennaio, il mese più freddo, la temperatura media è di 5.5°C, mentre le estati sono calde e secche, con una media di 24°C in agosto. Dopo aver attraversato una campagna rigogliosa, addentrarsi nel cuore di Rapolla significa scoprire un centro pittoresco, dove il tempo pare essersi fermato e si apprezzano ancora i piccoli dettagli, gli scorci segreti e i profumi più genuini. Qui si possono ammirare alcuni monumenti interessanti: essendo stata sede vescovile, la cittadina vanta infatti un alto numero di edifici sacri, tra conventi, monasteri, eremi, chiese e croci disseminate sul territorio.

Da non perdere la chiesetta di Santa Lucia, di foggia romanica con influenze pugliesi e bizantine del X e XI secolo, anche se l’edificio di culto più affascinante è certamente la cattedrale. Terminata nel 1253 da Melchiorre di Montalbano, che decorò la facciata con un portale maestoso, la chiesa presenta un campanile imponente lungo il lato orientale, e all’interno si possono ammirare la tavola bizantina e un grande crocifisso in legno del XVI secolo. Interessante anche la Chiesa del Cricifisso, restaurata negli anni Cinquanta del XX secolo, custode di varie nicchie scavate nella roccia e di alcuni affreschi Duecenteschi.

Merita un cenno, per finire, il cosiddetto Sarcofago di Rapolla, oggi conservato nella vicina località Melfi e rinvenuto a metà Ottocento ad Albero in Piano, lungo l’antica via Appia. Si tratta di un monumento marmoreo, pregiato esemplare di arte funeraria dell’Asia Minore risalente alla seconda metà del II secolo a.C., raffigurante una serie di divinità nella parte inferiore e una fanciulla dormiente sul coperchio.

Ma l’attrattiva più irresistibile di Rapolla non sono i suoi monumenti e le sue chiese, né le vedute panoramiche sulla campagna circostante: ad attirare il maggior numero di turisti sono le acque termali, che dopo un lungo percorso sotterraneo attraverso il ricco terreno mineralizzato, sgorgano in superficie in contrada “Orto del Lago”. Tre sono le fonti utilizzate a Rapolla: la prima regala un’acqua minerale salsa, bicarbonato alcalina, e le altre due un’acqua minerale solfato-alcalina; entrambi i tipi sono particolarmente indicati per la cura di malattie alle vie respiratorie, malattie del ricambio, disturbi reumatici e dermatologici. Vengono infatti utilizzate, in un centro accogliente e moderno, per cure idroponiche, massaggi, bagni, nebulizzazioni e fanghi. Questi ultimi sono utili per le malattie del sistema nervoso periferico, ma anche per la terapia cosmetica. Accanto al complesso termale vero e proprio, infatti, si trova il Centro di Cosmesi Termale, dove si possono sperimentare i trattamenti estetici per la cura e la prevenzione di cellulite, invecchiamento cellulare e disturbi alimentari di vario tipo.

Come ogni paese del sud d’Italia che si rispetti, Rapolla gode di una tradizione gastronomica eccellente e ha una storia ricca e pittoresca, di cui rimangono feste popolari e usi folcloristici affascinanti. Tra le manifestazioni più caratteristiche ci sono la Diana e la Festa di San Biagio, che si svolgono il 2 e il 3 di febbraio: le celebrazioni iniziano la notte del 2, con il festeggiamento della Candelora e la cosiddetta “Diana”, la veglia notturna con il rullo dei tamburi e della grancassa. Il 3 febbraio si procede con la festa in onore del santo, quando la processione di fedeli trasporta la statua di San Biagio per le strade del borgo. Da non perdere, specialmente per i più golosi, la sagra della castagna e dei prodotti tipici locali, che a metà ottobre offre la possibilità di assaggiare le delizie migliori della Basilicata.

Se vi siete fatti tentare dall’offerta turistica variegata di Rapolla, non vi resta che pianificare il viaggio scegliendo il mezzo di trasporto più adatto alle vostre esigenze. Chi si sposta in auto può raggiungere la meta dall’Autostrada A16 Napoli-Bari, uscendo a Candela e continuando verso Melfi. In alternativa si percorre la A14 Bologna-Bari fino all’innesto con la Bari-Napoli, subito dopo Cerignola, per poi continuare verso Candela e Melfi. Chi viaggia in treno trova la stazione di Melfi sulla linea Foggia-Potenza, a 6 km da Rapolla, o la stazione di Rapolla-Lavello sulla tratta locale Spinazzola-Rocchetta. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Foggia (64 km), di Bari Palese (132 km) e di Napoli Capodichino (162 km).
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