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Le foto di cosa vedere e visitare a Rabbi

Rabbi e le sue Terme: soggiorno benessere in Trentino

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Immersa nel cuore del Trentino, come adagiata in una coltre vellutata di conifere, Rabbi è una località di quasi 1500 abitanti in provincia di Trento, amante dell’aria pura, del benessere e dei panorami mozzafiato. Tra le frazioni che compongono il comune ce n’è una particolarmente apprezzata da chi ha voglia di coccolarsi e prendersi cura di sé: è Bagni di Rabbi (Rabbi Fonti), sede delle famose Terme di Rabbi. Scenario indimenticabile di quest’oasi di salute è la Val di Rabbi, una conca naturale posta accanto alla Val di Sole, nei pressi di Malé, attraversata dal torrente Rabbies e tappezzata di pascoli e boschi. Malghe e masi, gli edifici in legno tipici della montagna, costellano il paesaggio come timidi indizi di vita umana al cospetto di una natura ineguagliabile. La valle termina a Coler da dove parte il sentiero per il rifugio Dorigoni (2437 m), punto di partenza per l'attacco al massiccio del Cevedale. Poco prima troviamo Somrabbi da dove si stacca la mulattiera che conduce alla Malga Cercen Alta. A sud dei Bagni di Rabbi parte invece un altre famoso sentiero che conduce al rifugio Lago Corvo (2425 m) che introduce alla Val d'Ultimo.

Per oltre la metà del suo territorio, il comune di Rabbi fa parte del Parco Nazionale dello Stelvio, che costituisce una delle mete da non perdere se si decide di trascorrere un soggiorno rilassante alle terme. Tutta la valle, infatti, è un repertorio sconfinato di percorsi attraverso i boschi, scorci panoramici che aspettano di farsi scoprire e villaggi montani dalle atmosfere magiche.

Prima di avventurarsi nei dintorni, però, vale davvero la pena di assaporare tutto il relax offerto dalle Terme di Rabbi. Incorniciate dagli abeti e dai larici della foresta alpina, le terme si alimentano delle preziose acque che sgorgano dalle montagne del Cevedale: si tratta delle acque più ricche di anidride carbonica libera che si conoscano, e sono carbonato-alcaline-ferruginose.

L’origine delle fonti termali e delle strutture è molto antica, e affonda le radici nella leggenda. Secondo la tradizione, infatti, fu il giovane pastore Bastianel dei Michi a scoprire la cosiddetta “Antica Fonte”: conosciuto dai suoi compaesani, e stupito a sua volta, per il pelo particolarmente lucido delle sue capre e per la bontà del loro latte, il pastorello decise di seguire i suoi animali per osservarli e scoprirne il segreto. Accortosi che tutte le capre si abbeveravano da una stessa pozza, notò che l’acqua aveva un odore e un sapore tutto suo, e sgorgava tra un ammasso di sassi rossastri: era l’Antica Fonte, dalle proprietà benefiche e dall'inconfondibile sapore ferruginoso.

Notizie reali sulle terme, aldilà delle storie leggendarie, iniziarono a diffondersi già dalla metà del Seicento, e da quel momento si sviluppò intorno ad esse il vero e proprio termalismo: nacquero le prime strutture, come il Casone dei Bagni sorto nell’Ottocento, dotato di 26 camerini, 51 vasche e 5 caldaie. A poco a poco la stazione termale crebbe, e si aggiunsero alberghi e caffè pronti ad accogliere i turisti con ospitalità.
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Oggi la tradizione continua, e il benessere che le Terme di Rabbi regalano è noto a livello internazionale. I trattamenti prevedono cure quotidiane, che si protraggono dai 6 ai 12 giorni, precedute da un’attenta visita medica che valuta i bisogni e le esigenze specifiche del cliente. Da maggio a settembre la struttura funziona a pieno ritmo, nell’abbraccio di una natura incontaminata e affascinante, mentre in inverno rimane chiusa.

Le tanto acclamate acque di Rabbi hanno una temperatura di circa 9°C e sono spesso chiamate “elisir naturale”: sono infatti molto utili per il trattamento di vari disturbi, come le difficoltà nei processi digestivi o i disturbi circolatori nelle malattie reumatiche. Ma consentono anche di prevenire la cellulite, trattare anemie e linfatismi e le affezioni delle vie aeree superiori come riniti, sinusiti, faringiti e laringiti croniche.

Chi ha deciso che non vuole rinunciare a un miracoloso trattamento nel cuore del Trentino, non deve fare altro che scegliere il mezzo con cui raggiungere l’oasi del benessere. Arrivare alle Terme di Rabbi non è difficile, qualunque soluzione si scelga. Chi viaggia in auto deve percorrere l’Autostrada A22 del Brennero, uscire a San Michele all’Adige e svoltare a destra imboccando la SS43 della Val di Non, poi la SS42 del Tonale. Un chilometro prima del centro di Malè, a Terzolas, si svolta a destra e si imbocca la Val di Rabbi, per poi seguire le indicazioni fino a destinazione, oltrepassando i villaggi di Tassè e S. Bernardo. Per chi prende il treno, la Val di Rabbi è collegata alle stazioni FS di Trento o Mezzocorona, che si trovano sulla linea Brennero-Roma, grazie alla Ferrovia Elettrica Trento Malè. Dalla stazione di Malè, invece, si può raggiungere la Val di Rabbi con il pullman. Gli aeroporti più vicini sono quello di Bolzano a 60 km, il Catullo di Verona a 90 km, il Marco Polo di Venezia a 195 km e il Milano Linate a 245 km.

Chi si reca nella Val di Rabbi per trascorrere qualche giorno alle terme sceglierà ovviamente la bella stagione, quando le strutture sono aperte al pubblico. In tal caso si verrà accolti da un clima a dir poco idilliaco, perfetto per chi vuole dimenticare l’afa delle città e respirare a pieni polmoni l’aria fresca e pulita delle montagne. Qui anche in estate le temperature si mantengono fresche, e le condizioni sono ideali per la vita all’aria aperta: basti pensare che in agosto, il mese più caldo, i valori medi vanno da una minima di 8°C a una massima di 19°C. In gennaio al contrario, il mese più freddo, si va dai -8°C ai 0°C. Le piogge, che in inverno cedono il passo a qualche nevicata, sono più frequenti in estate: in luglio e agosto cadono, in media, dagli 84 ai 91 mm di pioggia.
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