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Casoli (Abruzzo): il castello ducale e cosa vedere nel borgo del chietino

Casoli, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Casoli dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Casoli appartiene a quella categoria di luoghi che catturano la curiosità dei turisti a partire dalla loro amena posizione geografica. Il borgo in provincia di Chieti è, nella fattispecie, un comignolo di case arroccato su un tenue colle sottostante il maestoso massiccio della Majella, entro un territorio bagnato dal fiume Aventino e dal torrente Gogna, dal lago di Serranella e dal bacino artificiale noto con il nome di lago Sant’Angelo, considerato uno dei laghi più belli dell'Abruzzo.

Storia

Il paese discende storicamente dalla sua antenata sannita Cluviae, centro abitato fino all’arrivo delle orde barbariche nel IV secolo d.C. e poi evacuato da una popolazione che trovò rifugiò sul vicino rilievo collinare, nella località poi denominata Casulae, agglomerato urbano mediano fra la montagna e il mare. I Longobardi ne fecero presto un castrum e nel XI secolo Casoli faceva già parte della Contea di Manoppello prima di acquisire l’identità di feudo posseduto nell’ordine dagli Orsini, i Colonna, i Carafa e i D’Aquino, i quali ampliarono il preesistente castello. Durante il Rinascimento, il borgo si presentava cinto da mura intervallate da solide torri di difesa e vigilanza, con l’ingresso garantito da Porta Cencio, Porta da Piedi e Porta Carrozza.

Superate le difficoltà arrecate dall’occupazione francese e dai fenomeni cruenti del brigantaggio a fine ‘700, Casoli dovette far fronte alla depauperazione sociale ed economica rea della partenza dal paese di numerosi giovani in cerca di fortuna nelle Americhe. Non meno drammatico il periodo delle due guerre mondiali: dal 1940 al 1944 sorse per mano delle forze nazifasciste un campo di prigionia per ebrei stranieri e politici eversivi. Nel 1943 si costituì presso il Castello Ducale la Brigata Maiella, squadra partigiana atta a contrastare strenuamente le iniziative promulgate da Fascisti e Nazisti.

Concluso il conflitto, Casoli rivide finalmente la luce a livello sociale, economico e urbanistico, seguendo le tappe di uno sviluppo fino a quel momento soffocato dalle mille vicissitudini del passato. In ambito economico specialmente, il paese ha desiderato fortemente lasciare un segno e lo ha fatto nell’olivicoltura presentando una varietà di olive prelibatissima, l’Oliva Intosso di Casoli. Nel contesto gastronomico si sono affermate squisitezze come l’agnello alla casolana, la porchetta, le pallotte di cacio pecorino, i cazzarielli, le totere e le pezzelle.

Cosa vedere a Casoli

La crescita complessiva della cittadina ha portato a incrementare notevolmente il settore turistico, incentivato da un comparto architettonico che conta numerose attrattive come la Chiesa di Santa Reparata all’imbocco di Corso Umberto I, danneggiata dai bombardamenti del 1943 e ricostruita in parte nel 1952 rispettando comunque le proporzioni originarie. È moderna la facciata, mentre il portale è quello antico, rimontato sul prospetto frontale.

L’interno a pianta basilicale è attraversato da tre navate, le cui laterali terminano con gli altari degli apostoli Filippo e Giacomo; l’altare di Santa Reparata è invece inquadrato dall’arco trionfale e a poca distanza si pone la settecentesca statua della Santa Patrona. Molti dunque gli elementi recuperati e salvati dalla distruzione, ma di questi purtroppo non fa parte il bel soffitto a cassettoni intagliati, dipinti e dorati che fu realizzato all’inizio del Seicento dal veneto Vittorio Buzzacarino. Da vedere e ammirare il cinquecentesco trittico di Antonio di Francesco di Tommaso da Fossombrone raffigurante Santa Reparata fra gli Angeli. Usciti dall’edificio, è d’obbligo passare dinanzi al Monumento ai Caduti di tutte le guerre scolpito da Oscar Lamura Bernabeo nel 1954, molto più vecchio del Monumento all’Emigrante datato 2005 a opera di Vito Bucciarelli.

La Chiesa di San Rocco si affaccia su Corso Vittorio Emanuele, vanta una facciata in stile neoclassico e decorazioni tardo barocche sparse per l’aula interna. Centralissima la Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, alla quale si accede tramite una doppia scalinata conducente all’ingresso principale. Tanti i pregevoli pezzi artistici che vi si custodiscono, la Madonna del Rosario risalente al 1572, la coeva Madonna del Carmine, un San Gilberto in Gloria di fine ‘700 firmato da Pasquale Bellonio da Ortona e, per concludere, una Madonna con Bambino, San Giacinto e San Biagio realizzato nel 1848 da Francesco Maria De Benedictis.

Il Castello ducale Masciantonio di Casoli

Conclusa la visita si esce e si ha immediatamente l’impressione di essere inghiottiti da un’ombra possente, quella del puntone pentagonale del Castello Ducale, oggi più simile a una residenza signorile di proprietà del Comune, nominato "Monumento Nazionale". L’elegante Stanza del Silenzio ospita la mostra permanente sui protagonisti del Cenacolo Abruzzese; la Stanza D’Annunzio prende il nome dal Vate che fu spesso ospitato fra queste mura. Sono poi da ricordare la Sala Pascal in onore di Pasquale Masciantonio e la Sala Lionel Wigram, Maggiore dell’esercito inglese che concorse alla costituzione della Brigata Maiella.

Casoli è un tetris di edifici sontuosi che non fanno che abbellire l’intero abitato, aristocratici, nobiliari, fieri nel loro mostrarsi. Ecco allora Palazzo Travaglini – De Vincentiis che si fregia di slanciate finestre, lunghi balconi e una coppia di portali in pietra a ornarne l’ingresso. Ecco il settecentesco Palazzo Tilli e la sua armoniosa corte quadrangolare interna, Palazzo Ricci e Palazzo De Cinque ascrivibile al XIX secolo e, in conclusione della rassegna architettonica, Casino Rancitti e l’ex Palazzo Comunale.

Uno dei segreti dell’intramontabile bellezza del centro storico risiede nei variopinti murales che decorano e arredano pareti, muri e angoli. Casoli è più radiosa e allegra con tali creazioni che non fanno che portare freschezza, originalità e giovinezza nel cuore del borgo. Ce ne sono tanti ma osservate bene l’Insegna a mosaico di Nadia Brandalesi presso la vecchia pescheria e Writer di Marco Keno, dipinto sulla scalinata d’accesso al Comune.

Eventi, sagre e manifestazioni

Ogni festa che si organizza sul suolo di Casoli odora di una solennità rara che si fonde con il calore popolare, ne è un esempio la Festa di Sant’Antonio Abate di scena a gennaio: tante le sacre rappresentazioni, spettacoli teatrali e ritrovi. In occasione dell’Infiorata del Corpus Domini si svolge una lunga processione per le strade del paese e stupendi tappeti fioriti salutano l’inizio del periodo pasquale. A primavera si fa promozione attraverso la Fiera del Primo Maggio che fa conoscere agli avventori le tipicità locali e l’artigianato.

La religione torna a essere il tema portante nell’estiva Festa della Madonna del Carmine, caratterizzata da due scenografiche processioni, una diurna e l’altra notturna. Ad agosto si tengono la Festa di San Rocco, la Festa di Sant’Agostino e il Festival letterario “Ariel a Castello” in omaggio a Gabriele D’Annunzio. Ottobre è il mese della Fiera di Santa Reparata che anticipa le feste patronali in onore di Santa Reparata e San Gilberto. L’anno si conclude splendidamente a dicembre con la Festa dell’Immacolata Concezione (preceduta dai suggestivi Fuochi della Concezione) e la Fiera di San Tommaso.

Come arrivare a Casoli

Percorrere l’Autostrada A14 Adriatica fino all’uscita di Val di Sangro, seguire poi per Villa Santa Maria e imboccare la SS 652 in direzione di Casoli; dalla stazione ferroviaria di Chieti, le linee autobus Arpa vi condurranno fino al paese; l’aeroporto di Pescara dista appena 52 km dalla località.

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