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Manoppello (Abruzzo): il Santuario del Volto Santo e la visita alla cittą

Manoppello, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Pur popolato da 7.000 abitanti, Manoppello è rimasto nella forma e nella sostanza sempre uguale a se stesso nel corso di una storia che in provincia di Chieti (dal 1927 la nuova provincia di appartenenza è Pescara) e nell’Abruzzo in generale ha mutato molti aspetti della geomorfologia locale.

Origine del nome e storia

Paese crogiuolo di tradizioni e abitudini ancorate indissolubilmente al passato, riflette nel proprio nome antiche origini contadine: Manoppello deriva infatti dal termine manoppio che identifica la manciata massima di spighe di grano contenuta in una singola mano. Sorge nel sito ove in epoca romana si trovava Pollitium, urbe inizialmente sannitica, poi romana e in seguito conquista longobarda nel VIII secolo d.C.

La reale fondazione del nucleo urbano è presumibilmente datata 874 d.C., anno in cui il Castello di Manoppello venne donato alla Badia di San Clemente a Casauria. La “carriera feudale” iniziò nel 1061 con il controllo del Conte Boamondo, al quale fecero seguito i Paleria, gli Orsini e i Colonna. Decaduto il regime, l’Unità d’Italia fece del borgo un comune autonomo, insignito nel 2004 del titolo di “Città” secondo Decreto del Presidente della Repubblica.

Cosa vedere a Manoppello

Oggi chi volesse visitare questo grazioso borgo deve con una certa ortodossia iniziare dal centro storico, che evidenzia tracce del passato quali i tratti del Muraglione di cinta, l’Arco San Leonardo e i due ingressi principali, Porta di Ferro e Porta Fara.

Da qui è possibile addentrarsi alla scoperta di un arredo architettonico presieduto da imponenti residenze d’incondizionata eleganza come Palazzo Pardi, il Blasioli, il Marinelli, il Verratti e il Palazzone, tutti accomunati dall’essere stati edificati fra Seicento e Settecento, nonché abbelliti dagli immancabili portali in pietra della Majella.

Nel mezzo di Corso Santarelli prende posto Piazza Caduti di Marcinelle, che commemora la tragedia del Bois du Crazier accorsa nell’agosto del 1956, ovvero il crollo delle miniere nel quale rimasero uccisi molti italiani, 23 dei quali erano cittadini di Manoppello.

Nella stessa zona è stato allestito il Museo Civico “Giovannantonio Santarelli”, che presenta 70 disegni originali a china e matita donati dall’incisore Vito Giovannelli, lavori che traspongono graficamente opere del Santarelli.

Il Santo Volto di Gesù

Man mano che si prosegue l’esplorazione del paese, ecco palesarsi alcuni interessanti strutture a carattere religioso, in primis il Santuario del Volto Santo sul colle Tarigni, molto popolare e meta di pellegrinaggio: oggetto sacro più venerato è senza dubbio un misterioso Velo d’ignota provenienza, che riporterebbe l’immagine acheropita (cioè non di realizzazione umana) del volto di Cristo, visibile da ambo le parti del velo.

È riconosciuta ufficialmente come reliquia, difatti viene portata in processione ogni anno la terza domenica di maggio. È un evento celebrativo religioso, al contrario dell’Asta dei Majtelli, un evento prettamente folcloristico condotto in dialetto che la quarta domenica di settembre – nell’ambito della Festa di San Rocco e Sant’Emidio – coinvolge numerose famiglie autoctone nella creazione e relativa vendita di strutture lignee note come majtelli, addobbate con diversi doni enogastronomici.

L’Abbazia di Santa Maria Arabona risale al XII secolo e ha un valore preciso dato che si tratta della prima chiesa cistercense edificata su suolo abruzzese. Contiene un presbiterio ove spiccano la monumentale Arca in pietra e il candelabro di egual materiale. La parete del coro reca un trittico di dipinti realizzato da Antonio Martini di Atri nel 1377 e raffigurante una Santa coronata, una Crocifissione e una Vergine in Trono col Bambino.

Il Monastero di San Pietro a Vallebona è anch’esso, come il Santuario del Volto Santo, meta di pellegrinaggio ma di cui sopravvivono solo alcuni resti. Ritornando nell’arteria principale, cioè il già citato Corso Santarelli, si ammira la Chiesa di San Nicola di Bari, parrocchiale ottocentesca d’impianto barocco che custodisce le immagini di Gesù Bambino e del Cristo Morto.

Le tele ritraenti la Madonna del Carmine e San Simone Stock si trovano nella romanica Chiesa di San Pancrazio, in origine cappella privata poi concessa al culto popolare. Chiude la rassegna ecclesiastica la Chiesa della Santissima Annunziata e anche qui si fanno spazio tre dipinti, l’Annunciazione, Santa Chiara e la Madonna col Bambino e San Filippo Neri.

Unica vera testimonianza dell’epoca latina è la Villa Romana in località Santa Maria Arabona, nobiliare dimora campestre che sfoggia un pavimento scandito da notevoli mosaici e un impluvio che era utilizzato a scopo termale. Manoppello attrae i visitatori non soltanto per la sua bellezza urbana ma anche per l’elevata produzione di olio extravergine d’oliva e vino, l’intensiva attività pastorale e casearia e, soprattutto, la produzione dolciaria: da provare senza esitare un solo attimo le P’zzell allu ferr, le Cupurchiun e i Tarall’d’Sant Bias, oltre a Li Turruncin. Prodotto principe della tradizione è rappresentato dagli Gnocchi di Santa Chiara, il cui impasto si compone di acqua, vino e farina, semplice ma molto gustoso.

Come arrivare a Manoppello

Percorrere l’Autostrada A14 in direzione Roma, imboccare l’Autostrada A25 Pescara – Roma, uscire a Scafa/Alanno e prendere la SS 5 Tiburtina che sfocia nella SS 539 diretta a Manoppello; la stazione di Manoppello si trova sulla linea ferroviaria Roma – Pescara; l’aeroporto di Pescara è collocato a 25 km dalla località.

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