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Isola del Gran Sasso (Abruzzo), la città e il Castello dell'Insula

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  • Castello dell’Insula
Anche se il nome potrebbe far venire in mente il mare, Isola del Gran Sasso non ha niente di marittimo: è invece un bel comune abruzzese della provincia di Teramo, incastonato tra le vette della famosa catena montuosa. Come suggerisce il toponimo, infatti, la città occupa una vallata ai piedi del Gran Sasso d’Italia, prima del traforo, e l’ambiente è quello aspro e maestoso degli Appennini più elevati. Ma in un certo senso si tratta anche di un’isola: con meno di 5 mila abitanti e un’indole quieta, intrisa di suggestioni antiche, Isola del Gran Sasso è un paese tranquillo un po’ fuori dal mondo, ma pur sempre animato dalle sue tradizioni.

Compresa tra i fiumi Mavone e Ruzzo, la cittadina fa parte della storica Valle Siciliana e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, popolato da tante specie animali affascinanti quali il lupo, il camoscio, il cervo, l’aquila reale, il gufo reale e il simpaticissimo scoiattolo. La sua storia, da sempre, procede di pari passo con quella della sua valle, e nel corso degli anni ha dotato Isola di tante testimonianze architettoniche interessanti.

Cuore della cittadina è il maestoso Castello dell’Insula, fino al 1340 proprietà dei Conti di Pagliara e successivamente acquisito dagli Orsini e dagli Alarcon Mendoza. Il Castello dell’Insula si distingue per i bastioni massicci, ben inseriti nel selvaggio panorama appenninico, che si susseguono lungo il perimetro esterno cittadino, ad est del centro storico, sulla riva orientale del fiume Mavone. Presenta inoltre due ordini di logge con archi a tutto sesto, con l’ordine più alto aggiunto in un’epoca successiva alla fondazione, ed è ben visibile il basamento a scarpa con gli alzati convertiti ad abitazione.

Un altro castello interessante è quello di Pagliara, collina situata a sud-est di Isola. La già citata famiglia Pagliara vi abitò per alcuni secoli, e dall’inizio del XVIII secolo i piccoli villaggi appartenuti alla casata sono entrati a far parte del comune di Isola del Gran Sasso. Di questo castello si sono conservate sino ad oggi solo poche vestigia delle strutture medievali, costituite da possenti blocchi calcarei fissati tra loro con la malta. Si intravvedono le tracce di antichi bastioni circolari, forse aggiunti nel Cinquecento, e laddove le fortificazioni raggiungono i due metri di altezza si riconoscono le imposte di crociere.
Tra le rovine dell’edificio si scorge anche la graziosa chiesetta di Santa Maria di Pagliara, realizzata intorno al Millecento, con le pareti in pietra di malta intonacate in modo rustico, tipico di queste zone, e la copertura di legno a spiovente unico.

Ma la chiesa madre del centro di Isola è quella dedicata a San Massimo, incastonata lungo una delle viuzze più suggestive del borgo medievale. La versione attuale risale al Quattrocento e comprende un ciclo ornamentale di splendidi affreschi, oltre a varie tele pittoriche e decorazioni preziose. Eppure l’aspetto più singolare è rappresentato dalla pianta, con la larghezza maggiore della lunghezza dovuta all’aggiunta delle navate laterali. Da vedere il portale laterale firmato da Matteo da Napoli, risalente al 1420, con la guglia in pietra sormontata a sua volta da una rappresentazione della Madonna; ai lati si ammirano invece le figure di San Massimo e San Bernardo.
Varcata la soglia si rimane incantati di fronte alla bellezza degli affreschi sul soffitto, accarezzati dalla luce variopinta che filtra dalle finestre circolari poste nella parte alta della chiesa, dopo aver trafitto le tessere colorate delle vetrate. Lungo la navata sinistra si può vedere la cappella di San Jacopo, col battistero rinascimentale di pietra decorato da sculture di animali fantastici e angeli, ma l’opera d’arte più pregevole è rappresentata dalle quindici mattonelle di ceramica custodite nella sagrestia, realizzate nel 1753 da Andrea Pompei di Castelli.
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Ma Isola del Gran Sasso non è solo un concentrato di opere da ammirare, né tantomeno un museo sonnolento e taciturno: qui la gente del luogo è fiera di accogliere i visitatori e mostrare le proprie ricchezze, e nell’arco dell’anno si susseguono tanti eventi appassionanti in cui scoprire le tradizioni della zona. Le manifestazioni folcloristiche sono testimoni di un lungo passato, in particolare le cerimonie religiose tutt’ora molto sentite dalla popolazione locale. Tra gli appuntamenti più importanti c’è la festa di Santa Maria di Pagliara, che segue la prima domenica di Pasqua e rappresenta un momento sacro specialmente per la gente della frazione di Pretara: l’evento è un gradevole pretesto per visitare il castello di Pagliara. Da non perdere anche la Festa del patrono San Massimo, che si tiene la prima domenica di maggio, e la Festa di Santa Colomba che si tiene il primo di settembre sempre a Pretara.
Ma la regina delle feste è quella che a fine agosto attira a Isola migliaia di giovani da tutta Italia: per cinque giorni di seguito il Santuario di San Gabriele è il centro di una rassegna variegata, fitta di incontri, conferenze, testimonianze, momenti di preghiera e di svago, e a conclusione della ricorrenza si celebra l’amatissima Festa dei Giovani.

Per raggiungere Isola del Gran Sasso ci sono diverse possibilità, e gli spostamenti non sono difficili grazie alla vicinanza di buone vie di comunicazione. Situato a pochi chilometri dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo, il comune è accessibile da Roma mediante l’uscita di San Gabriele-Colledara. Da Bologna si prende l’A14 in direzione sud e si esce al casello Giulianova-Teramo, poi si prende la superstrada Teramo-Mare in direzione Teramo e si continua sulla A24 verso L’Aquila-Roma, uscendo al casello San Gabriele Colledara.
Chi opta per il treno può contare sulla linea Milano-Lecce, scendere alla stazione di Giulianova e prendere il tram per Teramo, da cui si prosegue verso San Gabriele-Isola.
L’aeroporto di Pescara è a 80 km circa.

Giunti a destinazione ci si immerge in un clima di tipo temperato semicontinentale, con temperature tendenzialmente miti, ma con possibilità di consistenti nevicate invernali o di estati afose. I valori medi di gennaio, il mese più rigido, vanno da un minimo di 3°C a un massimo di 8°C, mentre in agosto si va dai 18°C ai 27°C.
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