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Termini Imerese (Sicilia): in vacanza tra terme. spiagge e rovine romane

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Termini Imerese è una cittadina allegra e gioviale che si sdraia sul monte San Calogero per poi abbandonarsi alla stretta morsa del mare, che, con i suoi colori audaci, riempie la città di una vivacità contagiosa. Affacciata lungo il porto, lì dove tante piccole barche ciondolano al richiamo del vento, è oggi un luogo ricco di tradizioni e culture, un mix affascinante in una Sicilia dai mille volti.

La città fu fondata dai Greci di Zancle (l’odierna Messina) nel 648 A.C. incantati dal grande potenziale del territorio, dislocato in una foce d’incontro tra le acque mediterranee e quelle ioniche e quindi crocevia privilegiato per il commercio greco. I greci scelsero per lei il nome di Thermai Himeraìa, con riferimento alle sorgenti di acqua calda che bagnavano il territorio e che, come il mito racconta, sgorgarono per volere delle ninfee che volevano compiacere Atena. Si dice che il primo a bagnarsi fu Ercole, dopo la lotta contro Erice.

Termini Imerese cadrà spesso vittima del gioco di lotta e potere efferato che popoli sempre diversi, cartaginesi, greci, agrigentini e siracusani, porteranno avanti sul suo suolo per secoli, fino a distruggerla nel 409 A.C., per poi ricostruirla poco distante, più a ridosso del mare. I resti dell’antica città d’Himera, ancora oggi ben visibili, si trovano poco fuori dal centro moderno, in una collina verdeggiante che guarda verso il golfo.

I romani, che nel 253 A.C. conquisteranno la città, le doneranno infine lo sfarzo e la bellezza meritate, rendendola un piccolo gioiello del mare. Traslitterarono il suo nome nella più dolce forma latina di Thermae Himerae e poi vi costruirono i simboli del loro potere: il foro, la curia, il porto, un ponte con più ordini di arcate e l’acquedotto (oggi il più importante e meglio conservato di tutta la Sicilia), capaci di manifestare, al mondo intero, quell’universo di valori e significati che la cultura romana racchiudeva. La Civitas Splendidissima, questo l’appellativo con cui era nota all’epoca, venne dotata anche di bagni termali, arricchiti con fregi e statue, che ancora oggi ornano le terme moderne, riprendendo lo splendore di un tempo. All’epoca romana appartengono anche l’anfiteatro, risalente all’età augustea, e la Villa comunale “Nicolò Palmeri” che custodisce importanti reperti dell’epoca.

Dagli arabi, che si stanziarono qui a partire dall’ 832, Termini Imerese trae il suo animo frizzante, adornato dagli aromi di gelso e agrumi che furono importati nel territorio, mentre ai normanni deve la sua esuberanza commerciale che ne fece un punto cardine per l’economia di tutta l’isola. In “Via dei Bagni”, dove un mercato rionale richiama il piacevole disordine e il frastuono di un bazar orientale, potete riscoprire davvero l’animo arabeggiante della vecchia città, oppure, seguendo i vicoli labirintici del quartiere Rocchecelle immergervi nella calda atmosfera medievale di questa Sicilia insolita.

... Pagina 2/2 ... Per rimettere insieme i pezzi di questo puzzle storico che è oggi Termini Imerese, il consiglio è quello di fare un salto al Museo civico “Baldassare Romano”, custode privilegiato di importanti reperti archeologici che vanno dall’epoca preistorica fino all’epoca tardo-imperiale-romana, e con l’esposizione di opere che trapassano il periodo arabo-normanno fino all’ottocento.

Termini Imerese ha il suo centro civile e religioso nella Piazza Vittorio Emanuele dove si erge il quattrocentesco Duomo e il seicentesco Palazzo Comunale. Da qui incontrerete un susseguirsi continuo di Chiese ed edifici religiosi che fanno a gara per catturare la vostra attenzione: la Chiesa di San Nicola da Bari, tra le più belle di tutta la città, risalente al 1600, vanta un quattrocentesco crocifisso, opera di Pietro Ruzzolone, ma non è da meno la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, con i suoi affreschi appartenenti ai fratelli Graffeo e le didascalie in dialetto siciliano antico. Da non perdere anche la Chiesa di Sant’Orsola, costruita su un antico cimitero, e la bella Chiesa barocca di Maria SS. della Consolazione, oggi un’importante meta di pellegrinaggio per i fedeli siciliani.

Potete salutare la città dall’alto, percorrendo il pittoresco belvedere Principe Umberto, e qui, magari al tramonto, godere di un suggestivo panorama che abbraccia la città intera, per poi perdersi tra gli anfratti del porto e la profondità del mare.

Termini Imerese è davvero una piccola opera d’arte, una delle più alte, tra le più corali e più preziose che l’Italia conosce, proprio perché fecondata da quel groviglio di storie che hanno plasmato il suo suolo fertile, rendendola magica. Oggi la città è una meta assolutamente appetibile per tutti i vacanzieri, con un itinerario turistico affascinante e ricco che si snoda tra monumenti imponenti e piccoli fregi antichi, in un sali scendi vertiginoso che cattura i colori del mare e si rinfresca con l’aria salubre della montagna sovrastante.


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