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Partanna (Sicilia): il Castello del Grifeo e la cittą

Partanna, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il suo nome è in bilico tra le interpretazioni che lo vogliono derivare dal greco parthenos (Vergine) o dall’arabo barthannah (terra scura), ma proprio questo dubbio conferisce fascino e mistero al comune siculo di Partanna, compreso fra le valli del Modione e del Belice in provincia di Trapani, da cui dista ca. 58 km.

Storia

Questo paese a prevalenza agricola di poco più di 11.000 abitanti si è rivelato nei secoli un’inesauribile fonte di tracce archeologiche rinvenute in numerosi siti compresi nel territorio comunale o nel suo immediato hinterland, sicché si è resa possibile (soprattutto dopo l’analisi dell’Area Stretto Partanna) una progressiva mappatura storica afferente le diverse fasi di sviluppo, dalla preistoria al Paleolitico, dalla Protostoria all’Età del bronzo, fino ad approdare al Medioevo, periodo in cui effettivamente andò formandosi la cittadina, prima di tutto un feudo governato a lungo dalla famiglia del Grifeo dopo aver coinvolto Bizantini e Normanni nella riconquista della Sicilia a scapito degli usurpatori saraceni.

Castello del Grifeo

La massima vestigia della casata si traduce oggi nell’imponenza del Castello del Grifeo a dominare la località cosiccome l’intera vallata. Le origini di Partanna sono peraltro impresse sulle mura del Salone delle Armi, ove un affresco del 1777 racconta del salvataggio del Gran Conte da parte di Giovanni I Grifeo, che lo sottrasse fortunosamente a un duello di spada contro il condottiero musulmano Mogat durante la furiosa Battaglia di Mazara del Vallo.

Il Castello – dal 1991 sotto tutela della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Trapani - s’inscrive nel gruppo dei manieri meglio conservati nella porzione occidentale dell’isola, sicché nel 2007 si è reso idoneo per ospitare la sede del Museo Regionale di Preistoria del Belice – Centro di interpretazione e valorizzazione territoriale. La rocca, costruita intorno all’XI secolo, è in realtà l’adattamento strutturale a fortezza di un vecchio casale arabo. Conta quattro sezioni organizzate tutt’intorno a un cortile interno rettangolare contornato da torri merlate, presupposti su un piano terra a cui soggiace il seminterrato. Il cuore castellare, lo abbiamo visto, è rappresentato dall’affrescata Sala delle Armi, che accoglie una pinacoteca riassumente molteplici pale d’altare di ecclesiastica provenienza, tra cui il polittico della Madonna del Rosario, datato 1585 e realizzato dall’artista fiammingo Simon de Wobreck.

Gli ambienti si susseguono rapidamente nell’arco di un lesto tour che annovera nell’ordine la “cella della monaca” (si dice vi venisse rinchiusa una religiosa appartenente alla famiglia), la sala da pranzo con sbocco nel cortile, le scuderie e le cantine che ancora custodiscono nella secca frescura botti in noce di Slavonia e vecchi torchi per la produzione di olio e vino. A ciò si aggiunga il Museo etno-antropologico con gli strumenti utilizzati un tempo da agricoltori e contadini.

Cosa vedere a Partanna

Nel 1968 una grave scossa di terremoto ha devastato alcuni monumenti locali come la Chiesa di San Nicola, ma la Chiesa Madre ha resistito caparbiamente al sisma e oggi s’impone senza remore dopo alcuni fondamentali interventi di restauro. Di rappresentativa bellezza, la struttura trova consacrazione nel 1676, cioè 140 anni dopo la sua messa in progettazione su commissione del barone Baldassarre Grifeo. L’interno a pianta basilicale prevede un’impostazione rigorosa imbastita su tre navate, doppio transetto e un’abside semicircolare ai lati con sfocio in pianta rettangolare. Tra notevoli decorazioni e opere di lustro indubbio, è il sontuoso organo a spiccare, raffinato strumento ligneo assemblato da Paolo Amato e considerato fra i più emblematici della provincia trapanese.

Ricostruiti dopo il terremoto sono invece l’ex ospedale da campo e oggi conosciuto come Palazzo Favara, il seicentesco Chiostro di San Benedetto, le chiese di San Rocco, del Carmine, della Madonna delle Grazie, di Sant’Antonio Abate, di Santa Lucia e di San Biagio, il Campanile di San Francesco, il Santuario della Madonna della Libera e i due palazzi Pisciotta-Calandra e Todaro-Molinari.

Eventi, sagre e manifestazioni

Sotto il profilo folcloristico, eventi e appuntamenti non si fanno certo attendere, così la popolazione di Partanna può rendersi partecipe della Festa Patronale di San Vito il 15 giugno e di manifestazioni a scopo aggregativo come la Ciocco Fest dedicata alle preparazioni a base di cioccolato a inizio marzo, la Wine Fest che tiene alta la tradizione vitivinicola a inizio giugno entro le stradine e le piazzette del centro storico e la Birra Fest con esibizioni e spettacoli volti a glorificare la bevanda al luppolo e orzo i primi di settembre. Per il prodotto tipico autoctono, cioè la gustosa Cipolla Rossa di Partanna, è riservata l’omonima Sagra, chiamata rusticamente TipicuèArte, che ha luogo a luglio.
Si precisa che le bibite gassose dello storico marchio Partanna nulla hanno a che fare con la cittadina, poiché vengono prodotte a Modica, altra località siciliana.

Come arrivare a Partanna

In auto s’intraprenda l’Autostrada A29 Palermo – Mazara del Vallo per uscire a Partanna; la località non ha più una propria stazione, ergo occorre arrivare a Mazara del Vallo con la linea ferroviaria Palermo-Trapani; l’aeroporto di riferimento è il “Vincenzo Florio” di Trapani.

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