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Le foto di cosa vedere e visitare a Sant'Ambrogio

Sant'Ambrogio (Cefalų): la spiaggia e la storia del villaggio

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Il suo nome istituzionale, Sant’Ambrogio, mai farebbe pensare a una località del sud, men che meno appartenente alla Sicilia del profondo sud, senonché il dialettale toponimo Sant’Amrociu riporta chiarezza e identità a un’amena frazione sul mare di appena 250 abitanti affiliata al comune di Cefalù, in provincia di Palermo.

Il parziale isolamento della frazione dal centro urbano viene in qualche modo adornato dalle meraviglie naturalistiche del Parco delle Madonie, istituito nel 1989 quale oasi incastonata fra il massiccio montuoso delle Madonie, la costa e il corso dei fiumi Imera e Pollina: è un luogo ricco di flora e fauna, con pregi geologici che ne fanno dal novembre 2015 uno dei migliori Geoparchi mondiali UNESCO.

Cenni di storia

L’esiguo numero della popolazione è addotto al fatto che nella seconda metà del ‘900 prese piede il latente fenomeno dell’emigrazione negli Stati Uniti d’America ma altresì in Francia e Germania, causato dalla necessità di trovare lavoro. Molti di quegli emigrati usano tornare sovente al paese natio per riabbracciare le loro famiglie d’origine e riassaporare l’atmosfera tutta italiana che si respira a livello insulare.

La storia di Sant’Ambrogio si lega irrevocabilmente al sisma del 1783, a seguito del quale sarebbe nata la frazione, sorta nel luogo precedentemente occupato da una cappella dedicata all’attuale santo patrono. Un preesistente villaggio si era comunque adagiato già nel XVII secolo, servile appendice di famiglie nobili e proprietari terrieri. Una riflessione puramente toponomastica ha indotto molti studiosi a pensare che i primi a insediarsi in loco furono con ogni probabilità individui lombardi, forse provenienti da Milano o dalla vicina Linate, giunti in Sicilia per colonizzare alcuni territori bradi da sottoporre a coltura intensiva.

Oggi come allora, l’economia sfrutta le risorse della terra mediante le braccia di nerboruti contadini dediti principalmente alla coltura del frassino, della vigna, degli agrumeti e dei frutteti, non postergando ovviamente gli ulivi: per inciso, la prospicienza al mare ha favorito non poco l’agricoltura e da essa si sono nel tempo cullate produzioni sapienti di vino e olio il cui marchio autoctono garantisce ormai da lunghi anni qualità e sicurezza di filiera.

Cosa vedere a Sant'Ambrogio

Sant’Ambrogio va considerata in attinenza a un aulico ed evocativo linguaggio poetico una terrazza incantata sul Tirreno, mediana ancella del golfo compreso fra le scogliere della Calura e la punta di Finale ma imprescindibile dall’affezione sincera alla campagna dell’entroterra, grande ricchezza dell’abitato. Il centro urbano è diviso in cinque rioni, Chian’a Chiesa, Cozzomauro, Fontana, Ristinchi e Manche, ognuno con le sue belle tradizioni, le proprie propensioni e tendenze.

La borgata si stringe tutt’intorno all’unico edificio di culto presente, ovverosia l’ottocentesca Chiesa della Madonna della Salute, che custodisce tuttavia un’effige di Sant’Ambrogio ma alla Vergine dedica i tradizionali festeggiamenti che imperversano ilari la terza domenica di luglio.

Il turismo d’annata si riversa, e non può risultare fatto eccezionale, sulla costa, poiché è divenuto sempre più impellente il bisogno da parte delle famiglie del continente di individuare e perciò visitare luoghi invisi a caos e frenesia metropolitana.
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Mare e spiagge

In tal senso, Sant’Ambrogio accontenta appieno questa richiesta: ha un mare limpido e pulito, cristallino per la sua purezza, caldo per il clima isolano, spiagge ampie e assolate la cui sabbia soffice si estende per chilometri non sottraendosi all’incontro con voluttuosi scogli assai graditi alla fauna ittica.

L'arenile più prossimo al borgo è la spiaggia piccola, che rimane chiusa ad occidente da alcuni grossi scogli. Ha una lunghezza di quasi 250 metri, mentre la sua prfondità tocca nel punto più ampio circa 35 metri di lunghezza.
Poi ancora più ad ovest, in direzione di Cefalù, trovate la spiaggia grande, con un fronte ondulato di oltre 1,5 km, con il primo tratto dotato di una superficie maggiore di sabbie.

I fondali, qui, sono infatti un autentico spettacolo di colori, paradiso per gli appassionati di subacquea e dell’oramai diffusa pratica dello snorkeling (l’osservazione in apnea di pesci, alghe e piante).

Chi poi intende esimersi dal mettere i piedi a bagno, si proietta nell’afflato suadente della campagna, luogo ideale per lunghe passeggiate, gite a cavallo, esplorazioni boschive ed escursionismo insistito fra sentieri, mulattiere e trazzere.
Ci vuole altro per convincervi?

Come arrivare a SantAmbrogio

In auto da Palermo, percorrere l’Autostrada A20 in direzione Messina e poi, usciti a Cefalù, seguire le indicazioni per Sant’Ambrogio; la linea ferroviaria Palermo-Messina ferma alla stazione di Cefalù e da qui si può prendere la navetta bus per la frazione; l’aeroporto di riferimento è il “Falcone Borsellino” di Palermo.


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