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Le foto di cosa vedere e visitare a Pylos

Pylos, Grecia. Vacanza nella Baia di Navarino

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Per i greci è Pylos, per noi è Navarino, ma a dire il vero la località che portava questi nomi è stata soppressa nel 2011: oggi fa parte del comune di Pylos-Nestoras, nella penisola di Messenia, Peloponneso sud-occidentale. Al di là dei nomi e delle divisioni territoriali la bellezza di Pylos esiste ancora, e ne fa una delle mete più affascinanti della Grecia continentale. Appena 5 mila abitanti, clima mediterraneo e spiagge selvagge: gli ingredienti ideali per una vacanza all’insegna del sole e del mare, arricchita da un patrimonio storico-artistico di valore e da tradizioni genuine, che hanno resistito al successo turistico e creano un’atmosfera da piccolo villaggio di pescatori.

In realtà l’antica Pylos non fu solo un umile porto, ma una terra contesa da popoli diversi, punto d’approdo di navigatori venuti da lontano e teatro di avvenimenti storici di grande rilievo. Come la battaglia di Pylos, combattuta nel 425 a.C. durante la guerra del Peloponneso, e la più recente battaglia di Navarino, consumata nel 1827 nel corso della guerra d’indipendenza greca. Storia e leggenda si intrecciano nel passato di Pylos, che nei poemi omerici è indicata come patria dell’eroe acheo Nestore. In epoca medievale fu probabilmente occupata dagli Avari, poi divenne parte della Repubblica di Venezia, a cui venne strappata dagli ottomani, per essere ripresa dalla Serenissima nei primi decenni dell’Ottocento.

Una decina di chilometri a nord di Pylos, su una collina presso il villaggio di Epano Englianos, ci sono i resti archeologici della città micenea, portati alla luce da Carl Blegen dell’Università di Cincinnati a partire dal 1952. Fu proprio Blegen a riconoscere nei reperti il mitico Palazzo di Nestore. Del palazzo – abbandonato probabilmente nell’VIII secolo a.C. e pressoché sconosciuto in epoca classica – rimangono diversi edifici: la zona di rappresentanza assomiglia a quelle di Micene e Tirinto, con un ampio mégaron diviso in tre parti in cui il sovrano accoglieva gli ospiti, banchettava e si faceva allietare dagli aedi. Nei dintorni sorgono varie tombe a tumulo (thólos), costituite da vani circolari interrati che contenevano vasti corredi di gioielli, vasellame e armi.

Ma il fiore all’occhiello di questo angolo di Peloponneso sono le spiagge. L’odierna Pylos attende i visitatori nell’abbraccio della Baia di Navarino, impreziosita dall’isola di Sfagia (Sfaktiria): quest’ultima è famosa per la cattura degli spartani avvenuta durante la battaglia di Pylos, e mostra ancora le rovine delle mura che probabilmente rappresentarono il loro ultimo riparo. Ha forma allungata e dà origine, proprio di fronte a Pylos, a una sorta di grande piscina naturale dalle acque tranquille, riparata dal vento e dall’impeto delle onde. Il mare è una limpida distesa turchese che vira al blu intenso allontanandosi da riva, e in zona si trovano spiagge per tutti i gusti, ampie e sabbiose ma anche piccole cale di roccia. Tra le più belle dei c’è Voidokilia – forse la spiaggia più bella del Mediterraneo - situata nel nord della baia a una decina di chilometri dall’abitato, raggiungibile a piedi dal villaggio di Petrochori. La linea della costa, qui, ha una forma perfettamente tondeggiante, come fosse stata disegnata da un grande compasso, ed è vegliata dal castello Paliokastro e dalla caverna del Re Nestore. Dalla spiaggia di Voidokilia si arriva facilmente alla laguna di Gialova, tra i più interessanti ecosistemi palustri d’Europa: qui sostano ogni anno oltre 225 specie di uccelli, tra cui aironi, cormorani, fenicotteri e gabbiani, durante la migrazione dai Balcani all’Africa.

Anche il cuore di Pylos riserva piacevoli sorprese. La piazza principale, Platia Trion Navarhon (Piazza dei tre Ammiragli), è un luogo accogliente in cui sedersi all’ombra e sorseggiare qualcosa di fresco, mangiare un gelato e scambiare due chiacchiere con la gente del posto. Si trova qui il monumento in onore dei tre ammiragli Sir Edward Cordington, Chevalier de Rigny e Login Petrovich Geiden, che batterono i turchi e gli egiziani nella battaglia del 1827. A incorniciare la piazza ci sono palazzi eleganti, soprattutto neoclassici, che proseguono lungo la strada di Re Costantino (Megalos Dromos), e sopra di essa l’abitato si sviluppa in pendenza, disposto ad anfiteatro verso il mare. Da vedere il museo Antonopouleion, con testimonianze della battaglia di Navarino e vari reperti archeologici della Messenia, e la chiesa dedicata ad Agios Georgios, realizzata dai veneziani nel XVI secolo, trasformata in moschea dai conquistatori turchi e riconvertita a chiesa dopo essere tornata in mano alla Serenissima.
Il monumento storico più affascinante è però la fortezza di Neokastro, costruita nel 1572 dai turchi e oggi visitabile lungo i bastioni. Tra il Sette e l’Ottocento fu un carcere, come testimoniavano le alte mura che lo suddividevano in stretti cortili, poi abbattute per farne un museo di archeologia subacquea.
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Informazioni utili: il clima e come arrivare a Pylos (Navarino)

Tutt’intorno a Pylos si stendono colline ricoperte di ulivi o rocce brulle calcaree, addolcite da qualche arbusto di salvia e ginestre. Il clima è tipicamente mediterraneo, con tanto sole, temperature sempre miti, frinire di cicale e grida di gabbiani. L’estate è ovviamente il periodo preferito dai turisti, ma anche la primavera e l’autunno vanno bene per un bagno fuori stagione: basti pensare che le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 6 a una massima di 14°C, mentre quelle di luglio e agosto variano tra i 20 e i 30°C.

Raggiungere Pylos dall’Italia non è difficile, grazie ai voli low-cost della Ryanair attivi da marzo 2013 che da Bergamo partono alla volta di Kalamata, a 40 km circa da Navarino. La compagnia greca Aegean Airlines assicura invece collegamenti tra Kalamata e Dusseldorf, Monaco di Baviera, Vienna, Parigi e Londra. In alternativa si può volare su Atene, a 280 km da Pylos. Chi preferisce la nave può raggiungere Patrasso dai porti italiani di Venezia, Ancona, Bari o Brindisi, ma una volta approdato dovrà percorrere quasi 200 km in auto per arrivare a destinazione.

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