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Zamosc (Zamość), visitare la Padova della Polonia

Zamosc, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

  • Municipio
  • Stara Brama Lubelska
  • Cittą vecchia
  • Interno cattedrale
Pur trovandosi all’estremità sud-orientale della Polonia, non lontano dal confine ucraino, Zamosc deve molto all’Italia. La città, infatti, è una perla rinascimentale ottimamente conservata su cui ha impresso la propria firma l’architetto padovano Bernardo Morando, a cui fa riferimento il più eccentrico dei soprannomi di Zamosc: “Padova del Nord”. La particolarità del centro, non a caso iscritto nella lista del Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO (1992), è l’ottimale stato con cui si sono conservati più di cento monumenti di grande valore artistico e architettonico, realizzati grazie al florido stato economico della città che, nel XVI secolo, avviò fiorenti traffici economici con l’Est.

La fondazione di Zamosc è piuttosto recente se si pensa che nacque alla fine del XVI secolo praticamente dal nulla per ordine di Jan Zamoyski (1542-1605), smanioso di avere una capitale per amministrare i propri possedimenti. Per una migliore difesa il centro fu strutturato a base pentagonale e forse proprio per questo Zamosc, oltre a Danzica e Czestochowa, fu l’unica città della regione a resistere all’assedio degli svedesi. A progettare l’impianto urbanistico e quasi tutti gli edifici più importanti fu l’architetto padovano Bernardo Morando che, nella stesura dei disegni, si ispirò marcatamente alla sua città natale. Negli anni ‘40 del Novecento, Zamosc fu scelta da Hitler come punto strategico di espansione nazista verso est, ma grazie alla fiera resistenza della popolazione e all’arrivo dell’Armata Rossa i tedeschi dovettero ritirarsi, sebbene quasi tutta la popolazione ebraica sia stata espulsa dalla città.

Il bello di visitare Zamość è girovagare per la Rynek Wielki, la “Città Vecchia” dove le cose da vedere sono tantissime e non tutte segnalate. Per fortuna sugli edifici più importanti sono state apposte delle targhe che forniscono le informazioni basilari sulla sua storia, così da mettere un po’ d’ordine nel mare di attrattive del centro. L’unico elemento stonato che stride con l’ottimo stato di conservazione degli edifici e dei palazzi governativi del centro è la cinta muraria, gravemente danneggiata dai bombardamenti russi durante la seconda guerra mondiale. Tra i pochi tratti sopravvissuti ricordiamo quelli all’estremità meridionale del centro, dove, dal 2004, si stanno compiendo ingenti sforzi per restaurarli e riportarli al loro stato originario.

Uno dei palazzi migliori della Rynek è il municipio, costruito tra il 1639 ed il 1651, che però presenta anche ampliamenti successivi, come la scalinata curva aggiunta nel 1768. La piazza sulla quale si affaccia l’edificio è delimitata da abitazioni appartenenti in gran parte a mercanti armeni, e per questo decorate in maniera del tutto particolare. Due di queste sono state adibite ad ospitare il Muzeum Zamojskie (Museo di Zamosc), all’interno del quale è possibile vedere tante testimonianze interessanti legate alla storia della città, oltre ad ammirare gli splendidi soffitti lignei e le decorazioni che contraddistinguono porte e finestre. Tra i pezzi migliori ricordiamo un modello che raffigura l’insediamento com’era al momento della fondazione ed una lettera inviata da Bernardo Morando a Jan Zamoyski con disegnata la planimetria della piazza ed i nomi dei primi occupanti di ciascun edificio. Di tutt’altro genere sono i reperti archeologici rivenuti nella Valle di Hrubieszow che trovano posto in altre stanze del museo.

Subito fuori dai confini della Rynek, si erge la cattedrale, costruita da Morando tra il 1587 ed il 1598 come mausoleo della famiglia Zamoyski. Le fattezze esterne sono state modificate nell’Ottocento, ma per fortuna l’interno è ancora quello originale. Da notare gli stucchi, le decorazioni in pietra, l’insolita tribuna arcuata dell’organo e la volta in puro stile rinascimentale di Lublino, oltre all’altare maggiore dotato di un tabernacolo rococò d’argento del 1745; al di sotto dell’ultima cappella della navata destra c’è la cripta famigliare degli Zamoyski. Alle spalle della cattedrale è dislocata la canonica, realizzata all’inizio del Seicento, da cui si accede al Muzeum Sakralne (Museo Sacrale), che espone una ricca collezione di arte sacra, mentre all’esterno svetta la torre campanaria, innalzata tra il 1755 ed il 1775 dopo che l’originale in legno andò perduta in un incendio. Ad ovest della chiesa si trovano altre due bellezze: il Muzeum Arsenal (Museo dell’Arsenale) ed il Palac Zamoyskich (Palazzo Zamoyski). Il primo mette in mostra un’ampia collezione di armi di ogni genere, tra cui cannoni, moschetti, spade, ma ospita anche numerose mostre temporanee riguardanti la medesima sfera tematica; il Palazzo Zamoyski, invece, è chiuso al pubblico in quanto sede di alcuni uffici governativi, ma rappresenta un edificio cardine della storia della città.

Spostandosi a nord, dopo aver superato ulica Krolowej Jadwigi, si nota Stara Brama Lubelska, ovvero la “Vecchia Porta di Lublino”, un’antica struttura in mattoni in cattivo stato di conservazione. Ad est della porta c’è poi l’Akademia (Accademia), inaugurata nel 1595 da Jan Zamoyski in persona, che ha reso Zamosc uno dei punti di riferimento dell’Europa centro-orientale per gli studi accademici, anche se osservandola dall’esterno non è rimasto molto delle decorazioni barocche originarie. Ai margini orientali di Rynek Wielki segnaliamo l’Hala Targowa, il vecchio padiglione del mercato, da alcuni anni teatro di ingenti opere di restauro finalizzate all’apertura di un nuovo polo commerciale e Brama Lwowska, la “Porta di Leopoli”, terminata nel 1599.

Un fascino particolare è quello che permea il vecchio quartiere ebraico, compreso tra la zona di Rynek Solny e ulica Zamenhofa. Qui, nel 1588, si stabilirono i primi ebrei di Zamosc, arrivando a costituire il 60% degli abitanti verso la metà del XIX secolo, prima che la furia nazista ne comportasse la morte o ne inducesse la fuga. Un isolato ad est di Rynek Solny si può vedere la sinagoga, anch’essa in stile rinascimentale essendo stata realizzata tra il 1610 ed il 1618, dove sono in corso lavori di ristrutturazione resi necessari dai danni arrecati dalle truppe tedesche al momento dell’ingresso in città durante la seconda guerra mondiale.

Per concludere la visita a Zamosc bisogna percorre i circa 500 metri che separano la Città Vecchia dalla cosiddetta Rotonda, un forte a pianta circolare del diametro di 54 metri che circonda un cortile a sud-ovest del centro. Annessa alla precedente struttura difensiva all’inizio dell’Ottocento, la fortificazione fu utilizzata dalle SS come base per gli interrogatori, al punto da credere che quasi 8.000 abitanti della zona vi siano stati uccisi e sepolti nel cortile. Per ricordarli, dal 1947 la Rotonda ospita il Museo del Martirio, una visita estremamente toccante che consente di comprendere meglio le atroci sofferenze patite dalla popolazione polacca durante la guerra.

A testimoniare la vocazione turistica di Zamosc ci sono le tante manifestazioni che ogni vi si tengono. La più importante ed apprezzata dal pubblico è l’Estate Teatrale di Zamosc, organizzata dalla Zamojski Dom Kultury, che si protrae per tutta l’estate dalla metà di giugno alla fine di agosto con spettacoli e rappresentazioni teatrali inscenate all’aperto davanti al municipio. Da non perdere anche le rassegne musicali organizzate da due dei più importanti locali del centro: il Piwnica pod Rektorska ed il Jazz Club Kosz, aperto all’interno di quello che in passato era un bagno ebraico a pochi passi dalla sinagoga. Tra queste ricordiamo l’International Meeting of Jazz Vocalist, che si tiene a settembre con esibizioni e contest tra cantanti jazz non solo polacchi, il Jazz on the Borderlands a maggio ed il New Cooperation ad agosto.

Trovandosi a grande distanza dalle coste del Mar Baltico, Zamosc è una delle città più fredde del paese. Il clima, infatti, è prettamente continentale, caratterizzato da inverni lunghi, freddi e nevosi e da estati calde e umide. La stagione fredda comincia a novembre e il gelo non allenta la morsa fino a marzo inoltrato, quando possono ancora verificarsi abbondanti nevicate. L’estate, invece, è breve, ma le temperature massime sono mediamente elevate e possono raggiungere i 30 gradi nei pomeriggi assolati di luglio e agosto.

Come arrivare a Zamosc? La città è ben collegata al resto della Polonia da un’ottima rete ferroviaria e da frequenti collegamenti in autobus. La stazione dei treni, situata circa 1 chilometro a sud-ovest della Città Vecchia e per questo comodamente raggiungibile anche a piedi o in autobus, consente di spostarsi ogni giorno a Lublino (116 km, 2 ore e mezzo di viaggio), Varsavia (293 km, 5 ore e mezzo) e Cracovia (318 km, circa 7 ore), tutte servite anche dai bus che partono dallo scalo posto 2 chilometri ad est di Rynek Wielki. Da qui, inoltre, si può viaggiare verso Pulawy (2 ore e mezzo), Rzeszow (3 ore), Przemysl (3 ore e mezzo) e Zwierzyniec (32 km, 40 minuti), punto di accesso al Parco Nazionale di Roztocze.
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 Pubblicato da - 03 Gennaio 2012 - © Riproduzione vietata

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