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Bovec (Slovenia): tra terme e sci nel Parco del Tricorno (Triglav)

Sembra che le montagne, con le pareti di roccia spigolose e le conifere allungate verso il cielo, si facciano di lato per lasciar passare l’Isonzo, un nastro turchese dal corso cristallino. E’ qui, nella valle dell’Isonzo, nella regione slovena di Primorska, che sorge il piccolo comune di Bovec.

Conosciuta in italiano come Plezzo, e in tedesco come Flitsch, Bovec è una cittadina di circa 3 mila abitanti della Slovenia nord-occidentale, un tipico borgo alpino incoronato dalle alture delle Alpi Giulie e immerso in una piana verdeggiante, alla confluenza tra la valle del Koritnica e la Val Trenta. Compreso, in parte, nel Parco Nazionale del Tricorno (Triglav), il paese si circonda di una vallata magnifica, recentemente riconosciuta “Destinazione Europea d’Eccellenza” grazie al ricchissimo patrimonio naturale e culturale.

Il merito è in gran parte di Bovec (Plezzo), questa cittadina confinante con il comune di Kobarid e non lontana da Italia e Austria, che col passare degli anni è diventata una meta turistica sempre più importante. Basti pensare che qui c’è il maggior numero di alberghi, pensioni, campeggi e alloggi privati del paese, e l’offerta di attività sportive e culturali è davvero sconfinata.

Tra i passatempi più diffusi e apprezzati ci sono senza dubbio gli sport invernali, che trovano lo scenario perfetto nel Monte Kanin, proprio sopra la cittadina. Si tratta dell’unico centro sciistico del paese con piste al di sopra dei 2000 metri quota, e comprende impianti moderni di ultima generazione ma anche una tradizione alpina senza tempo, nata i contemporanea alla nascita del borgo: da sempre, infatti, le montagne venivano esplorate con qualunque situazione atmosferica, e i cacciatori della Val Trenta accompagnavano per i monti la ricca borghesia locale.

Il connubio perfetto tra clima e altitudine fa sì che la stagione sciistica duri da dicembre ai primi di maggio: le particolari condizioni impediscono alle piste di gelare, regalando una neve magnifica per la maggior parte dell’inverno e oltre.

Chi non scia apprezzerà comunque la natura del Parco Nazionale del Triglav, un tripudio di colori, profumi, e scorci panoramici che tolgono il fiato, avvolti nella leggenda e circondati di magia. Tra le figure leggendarie della tradizione c’è l’auricorno, il mitico caprone dalle corna d’oro che popolerebbe le montagne tutt’intorno a Bovec: benché le probabilità di incontrarlo siano remote, vale comunque la pena di cercarlo, andando alla scoperta di questi scenari splendidi, tra pascoli, laghetti turchesi e cime appuntite che trafiggono il cielo. Sulle pendici del monte Kanin ci sono dei laghi tanto profondi da sembrare abissi oscuri, e poco lontano si incontra l’imponente cascata di Boka, alta circa 106 metri.

Accanto alle leggende non manca però la storia vera e propria: il patrimonio storico del paese è ben visibile, ad esempio, nelle chiesette che costellano il centro e nelle antiche fortezze, prima fra tutte quella di Klu×e, situata sopra al fiume Koritnica. A ricordo dei momenti passati più drammatici ci sono ancora i resti delle postazioni belliche della prima guerra mondiale, mentre le vecchie fattorie incastonate nelle valli parlano di tempi sereni, quando la tenacia e la costanza degli abitanti producevano beni semplici e genuini.

Qui, dove le pecore spuntano nel verde come batuffoli bianchi, si possono intraprendere i tradizionali sentieri caseari: lungo il percorso, passando da una fattoria all’altra, ci si può offrire di dare una mano nelle piccole occupazioni domestiche, per imparare qualcosa sulle tradizioni del luogo. Di solito si riceve, come ricompensa, qualche assaggio delizioso delle specialità culinarie locali. Chi alle passeggiate rilassanti preferisce le attività adrenaliniche troverà pane per i suoi denti: a Bovec si punta moltissimo sugli sport estremi. Rafting, kayak, canyoning, hydrospeed e i lanci con il paracadute sono le esperienze più emozionanti, da alternare con la pesca sportiva, le passeggiate in montagna, lo sci e lo slittino.

Per completare il quadro, già piuttosto invitante, non si possono trascurare gli eventi ludici, folcloristici e culturali che affollano l’agenda di Bovec: da non perdere i giochi agricoli di Cezsoca, la giornata della lana e il mercato di Trenta, il festival di musica etnica nella fortezza di Klu×e e il Festival di Bovec.

Il tutto immerso in un clima piacevolissimo, caratterizzato da temperature sempre miti, ideali per godersi la vita all’aria aperta. I valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di 3°C a una massima di 7°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 20°C ai 28°C. Le precipitazioni vanno da un minimo di 7 giorni di pioggia mensili, in estate, a un massimo di 9 giorni nei mesi primaverili e autunnali. Raggiungere Bovec dall’Italia è semplice e abbastanza veloce: si prende la SS54 che collega Udine a Stupizza e la si percorre per 64 km, quindi ci si immette nella splendida e panoramica SS102, si attraversano Kobarid e Trnovo e a Zaga si prende la SS203 per Bovec. Gli aeroporti più vicini sono quello di Klagenfurt, in Austria, a circa 99 km, quello di Trieste a 101 km e quello di Lubiana a 110 km.

Dove sciare?

Da Bovec sono raggiungibili, nel raggio di 30km, 4 comprensori sciistici: il comprensorio sciistico Sella Nevea Fine stagione (a 8 Km), il comprensorio sciistico Tarvisio Fine stagione (a 17 Km), il comprensorio sciistico Vogel Fine stagione (a 22 Km) e il comprensorio sciistico Kranjska Gora Fine stagione (a 24 Km).

Per le nevicate previste e l'innevamento delle piste consultate:
» il Bollettino neve Sella Nevea.
» il Bollettino neve Tarvisio.
» il Bollettino neve Vogel .
» il Bollettino neve Kranjska Gora.
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