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Ypres (Ieper), in Belgio: la cittą e il Lakenhalle (Mercato delle stoffe)

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Un secolo dopo il dramma della prima guerra mondiale, Ieper (Ypres in francese) è una città proiettata con ottimismo al futuro che non dimentica il proprio triste passato. L’accogliente località ai margini occidentali della regione delle Fiandre, proprio al confine con la Francia, ha visto praticamente cancellato il proprio ricco patrimonio artistico e architettonico medievale durante i cannoneggiamenti tedeschi avvenuti tra il 1914 e il 1918, ma non si è persa d’animo. La ricostruzione ha riguardato la quasi totalità degli edifici del centro, interamente riproposto secondo il suo aspetto storico e quindi con guglie, bifore e tetti spioventi di chiara ispirazione gotico-medievale. Tutt’intorno si estendono decine di cimiteri, memoriali e monumenti ai caduti per non dimenticare che nella sola zona di Ypres furono più di 300.000 i soldati a perdere la vita.

Sorta nel X secolo come centro di produzione e commercio dei tessuti, Ieper accrebbe rapidamente le proprie dimensioni, affermandosi come uno degli insediamenti più importanti delle Fiandre occidentali. Al pari di Brugge e Gent, nel Medioevo la città riuscì a costruire solide basi mercantili su cui fondare l’ampliamento urbanistico e la realizzazione di ingenti opere architettoniche, attraversando una lunga fase di benessere e prosperità artistica. Come ricordato in precedenza, durante la prima guerra mondiale 300.000 soldati (in prevalenza inglesi) persero la vita nel “Saliente”, una sporgenza nel campo di battaglia che esponeva i militari all’assalto del nemico tedesco su tre lati. La guerra ha lasciato una ferita indelebile nella vita di Ieper, e ancora oggi nei campi attorno alla città che videro i bombardamenti dl fronte e l'immobilità della guerra di trincea, vengono spesso ritrovate mine, oggetti e anche corpi dei soldati caduti un secolo fa. Seppure il numero dei ritrovamenti sia sempre minore con il passare degli anni, sono ancora relativamente numerosi i resti dei soldati che vengono recuperati e seppelliti al Tyne Cot Cemetery (di cui parleremo oltre) ogni anno.

Quasi completamente ricostruita e riportata agli antichi splendori, l’enorme Lakenhalle, ovvero il “mercato delle stoffe”, domina con la sua torre medievale (Beffroi) alta 70 metri l’incantevole Grote Markt, il cuore pulsante del centro di Ieper. Seppur ricostruito dopo la Prima Guerra Mondiale, dal 1999 il Lakenhalle è iscritto nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, ma la struttura originale fu ultimata nel 1304. All'epoca sorgeva accanto al corso del fiume Ieperslee, oggi completamente coperto, ed era pertanto facilmente raggiungibile dalle navi mercantili che per secoli vi hanno scaricato balle di lana provenienti dal Mare del Nord. Queste venivano stipate sotto gli alti frontoni del primo piano, dove è attualmente ospitato l’imperdibile In Flanders Fields Museum. Difficile trovare un museo che riesca ad offrire un’introduzione alla Grande Guerra più oggettiva e al tempo stesso toccante ed esaustiva, avvalendosi tra l’altro di moderni apparati multimediali, con suoni, video, mostre accuratamente selezionate e stazioni didattiche interattive in cui il visitatore diventa un personaggio e segue i propri progressi attraverso gli anni di guerra.

Acquistando il biglietto dell’In Flanders Fields Museum si potrà accedere gratuitamente ad altri allestimenti minori, tra cui l’Onderwijsmuseum (Museo dell’Istruzione), ospitato all’interno della St-Niklaaskerk e dedicato alla storia dell’insegnamento nelle Fiandre, il Museum Godshuis Belle, che mostra rare opere d’arte medievale esposte in una sala dell’ospizio Belle e lo Stedelijk Museum, una piccola e discreta galleria situata nel complesso di un ospizio di carità del 1555.

Aggiunto nel 1619 all’estremità orientale della Lakenhalle, lo Stadhuis, detto anche nieuwerk, fu ricostruito nel 1969 e vanta una magnifica vetrata istoriata nella sala del consiglio. Alle sue spalle si erge la vasta Sint-Maarten en Sint-Niklaaskerk, l’antica cattedrale della città fino al 1797, di cui merita soprattutto il monumentale interno gotico restaurato in maniera impeccabile nel primo dopoguerra.

Tutto a Ieper ha uno stretto collegamento con la prima guerra mondiale. Tra i simboli architettonici della città in questo senso c'è sicuramente la Menenpoort, una gigantesca porta in pietra bianca all’interno della quale sono stati incisi i nomi dei 54.896 militari britannici e del Commonwealth che, dispersi durante la prima guerra mondiale, non hanno potuto ricevere una degna sepoltura. Fin dal 1928, anno della sua inaugurazione, ogni sera alle 19:30 il traffico si ferma in prossimità del monumento, dove alle 20 puntuali si tiene una toccante cerimonia nella quale i trombettieri suonano The Last Post e qualche rappresentante dell'omonima associazione (o spesso qualche parente dei soldati caduti) legge una poesia o un testo dedicato alle vittime, dando vita ad un commovente spettacolo che si rinnova quotidianamente. Maggiori informazioni sulla cerimonia si possono trovare sul sito ufficiale.

La principale testimonianza medievale di Ieper giuntaa noi è rappresentata dai vasti tratti delle antiche fortificazioni, per certi versi simili a quelle di Vauban. La possente cinta muraria in mattoni rossi corre parallela al fossato meridionale del centro ed è sormontata da giardini, dove passeggiano gli abitanti durante le belle giornate. Dotandosi dell’opuscolo gratuito Ramparts Route, distribuito dall’ufficio del turismo locale, si ha modo di conoscere una decina di fortificazioni storiche da vedere nel corso di una camminata (o biciclettata) di circa 3 km lungo sentieri detti Vestingroute. Particolarmente interessante è il Ramparts Cemetery, situato tra la cinquecentesca Leeuwentoren, la “Torre del Leone”, e la medievale Rijselpoort, la “Porta di Lille”.

... Pagina 2/2 ... Fuori dalla cittadina, tra i paesi di Zonnebecke e Passendale, il Tyne Cot Commonwealth War Graves Cemetery and Memorial to the Missing (questo il nome completo), è il più grande cimitero di soldati del Commonwealth al mondo. È anche la principale "attrazione" - se così si può definire un cimitero - per le migliaia di turisti che ogni giorno giungono a Ypres; effettivamente è impressionante e non può lasciare indifferenti. Sorge esattamente in uno dei luoghi che fu campo di battaglia durante la Prima Guerra Mondiale e dove centinaia di migliaia di persone (civili, soldati britannici, australiani, neozelandesi, indiani, canadesi e dell'intero Commonwealth, ma anche soldati tedeschi) morirono. Attualmente vi riposano circa 12000 persone e reca sui suoi muri i nomi di 35000 militari che noin sono mai stati ritrovati.

4 km a sud-est di Ieper si può visitare il villaggio di Zillebeke, anch’esso intriso di ricordi e testimonianze della prima guerra mondiale. Al numero 40 di Zwarteleestraat c’è il Queen Victoria Rifles Museum, un museo della guerra che descrive la storia dal punto di vista degli inglesi, mentre al 26 di Canadalaan si trova il Sanctuary Wood Hill 62, una suggestiva trincea della grande guerra. Nell’antico castello del paese è stato recentemente allestito il nuovo Memorial Museum Passchendaele 1917, che attraverso un’esposizione dinamica e coinvolgente ricostruisce gli attimi drammatici delle cinque battaglie di Ieper, soffermandosi in particolar modo sul tragico scontro di Passchendaele, simbolo per eccellenza della follia della guerra e della sua insensata crudeltà.

Poco più distante, 12 km a ovest del centro di Ieper, si trova la cittadina di Poperinge, anch’essa profondamente segnata dagli eventi della prima guerra mondiale. Tra le diverse testimonianze con cui l’insediamento ricorda il proprio passato, la più interessante è la Talbot House, la casa aperta nel 1915 dai cappellani militari Neville Talbot e Philip “Tubby” Clayton dove soldati di ogni grado, colore e razza potevano trovare un po’ di conforto e trascorrere qualche momento di spensieratezza in compagnia. Oltre alle sale dell’edificio, arredate secondo lo stile dell’epoca, sono da vedere alcuni interessanti pannelli informativi collocati subito dopo l’ingresso che raccontano aspetti meno conosciuti della vita dei militari durante i quattro anni di guerra. A Watou, vicino a Poperinge, si trova anche un famoso ristorante, il 't Hommelhof, di proprietà del celebre chef Stefaan Couttenye, un pioniere dell'uso della birra belga in cucina, di cui abbiamo parlato anche nel nostro articolo sul Tour della Birra nelle Fiandre.

Data la vicinanza con l’Oceano Atlantico, il clima risente degli effetti di quest’ultimo presentando estati miti ed inverni non troppo freddi. Anche tra giugno e agosto le massime raramente superano i 30°C, attestandosi mediamente sui 24°C, mentre le minime possono scendere fino a 10°C. D’inverno le temperature sono miti nei valori massimi, con frequenti punte di 8/9°C, non troppo rigide in quelli minimi, che raramente scendono di molto sotto lo zero. Ogni anno i giorni di pioggia sono numerosi, ma nel complesso le precipitazioni non superano i 700 mm di cui una minima parte cade sotto forma di neve.

L’aeroporto più vicino è il Kortrijk-Wevelgem International Airport, ma provenendo dall’estero è meglio affidarsi agli scali di Lille, in Francia, o Bruxelles. Ogni ora partono treni diretti a Poperinge e Comines, distanti neanche 10 minuti, Kortrijk, Oudenaarde e Bruxelles, raggiungibile in circa un’ora e 45 minuti. Il terminal degli autobus regionali si trova nel piazzale antistante alla stazione ferroviaria, sebbene quasi tutti effettuino una fermata in Grote Markt; in linea di massima i trasporti pubblici consentono di raggiungere ogni angolo della città ed anche i suoi dintorni, ma in alternativa potrete sempre noleggiare una bicicletta a Jeugstadion.

Per maggiori informazioni su Ieper (Ypres) si può consultare la pagina ufficiale dell'Ente del Turismo delle Fiandre:
www.turismofiandre.it
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