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Mechelen (Belgio), la cittą e le sue 197 campane

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  • Market Square e St Rumbolds Cathedral
Ridente cittadina di 80.000 abitanti situata nella parte meridionale della regione delle Fiandre, Mechelen (Malines) è la città europea delle campane, potendone contare ben 197 raggruppate in quattro carillon sparsi nel suo pittoresco centro storico. Dal punto di vista geografico, l’insediamento è compreso all’interno della provincia di Anversa e sorge lungo il corso del fiume Dyle che, in corrispondenza della città, si ramifica in tanti canali più piccoli. La fama di Mechelen è indissolubilmente legata alla musica, al punto che sono davvero numerosi i suonatori di tutto il mondo cresciuti professionalmente da queste parti, dove ogni anno vanno in scena concerti per tutti i gusti. Passeggiando per il centro storico si avrà inoltre modo di ammirare alcune bellezze architettoniche dallo stile prettamente fiammingo, senza contare l’opportunità di vedere alcune opere di Rubens esposte in diverse chiese e di apprezzare le raffinate tappezzerie e le manifatture di mobili da sempre vanto di Mechelen.

La zona di Mechelen fu occupata dai romani che, a cavallo tra I e II secolo, lasciarono importanti testimonianze tra cui strade e acquedotti. Col declino di Roma nel IV secolo, l’area divenne terreno di conquista di popolazioni germaniche che vi imperversarono per lungo tempo, impedendo all’insediamento di crescere e di affermarsi come una realtà importante. Nel 1303, per mano di Giovanni II duca di Brabante, Mechelen ottenne i diritti di città, scatenando un’accesa rivalità durata fino al XX secolo con la vicina Anversa. In breve tempo Mechelen guadagnò potere e prestigio, diventando addirittura capitale dei Paesi Bassi nella prima metà del XVI secolo sotto il comando dell’arciduchessa Margherita d’Austria. Fin dall’inizio dell’Ottocento la città ha improntato la propria crescita sullo sviluppo industriale, affermandosi come fulcro della rete ferroviaria belga ed entrando per questo nelle mire della Germania nazista, che occupò Mechelen all’inizio della seconda guerra mondiale.

I luoghi di interesse turistico sparsi per il centro sono numerosi. Il punto di partenza ideale è Grote Markt, la “Piazza del Mercato”, dove svetta la cattedrale, la Sint-Romboutskathedraal, costruita in onore del missionario irlandese Saint Rumbout in due fasi: la prima all’inizio del XIII secolo, la seconda tra il 1452 e il 1520; a renderla ancora più affascinante concorre il suo altissimo campanile, che sfiora i 100 metri di altezza ed è stato inserito dall’UNESCO tra il Patrimonio dell’Umanità. Sempre per quanto riguarda le architetture sacre non si possono perdere la Sint-Janskerk, la “Chiesa di San Giovanni Evangelista”, e la Kerk van Onze-Lieve-Vrouw, la “Chiesa di Nostra Signora”, all’interno delle quali sono contenuti alcuni capolavori come L’adorazione dei magi” e “La pesca miracolosa” di Rubens, mentre per concludere la visita alle chiese si può passare in rassegna la Basiliek van Onze-Lieve-Vrouw-van-Hanswijk, la “Basilica di Nostra Signora di Hanswijk”, sormontata da una splendida cupola barocca opera dell’architetto Lucas Faydherbe.

L’elemento architettonico più antico del centro è la Brusselpoort, la sola delle 12 porte di accesso alla città rimasta intatta fino ad oggi. La struttura, seppur rivisitata nel XVII secolo, affonda le proprie radici nel XIII secolo e presenta due imponenti elementi laterali coperti da un tetto molto spiovente che delimitano un corpo centrale ad un unico fornice. Quasi altrettanto antichi sono lo Schepenhuis, il più vecchio municipio in pietra delle Fiandre, e la Hof van Busleyden, dove tra XV e XVI secolo Jeroen van Busleyden ricevette Erasmo da Rotterdam, Tommaso Moro e Papa Adriano VI. Il principale edificio rinascimentale del centro è invece il Palazzo dell’Arciduchessa Margherita d’Austria, ritenuto uno degli esempi più interessanti di architettura civile rinascimentale al di sopra delle Alpi. Per fare un salto nel passato basta incamminarsi lungo il t Groen Waterke, ultimo retaggio dell’estesa maglia di canali che anticamente si estendeva per tutto il centro di Mechelen.

... Pagina 2/2 ...L’offerta museale è altrettanto ricca e eterogenea, potendo vantare alcuni allestimenti d’eccellenza relativi a situazioni molto diverse tra loro. Innanzitutto si può visitare il Jewish Museum of Deportation and resistance, ospitato all’interno della Caserma Dossin, che riapre una delle pagine più tristi della storia recente europea, affrontandola mediante l’esposizione di documenti, testimonianze fotografiche e reperti risalenti prevalentemente al periodo compreso tra il 1942 e il 1944. Di notevole spessore sono anche il Toy Museum at Nekkerspoel, all’interno del quale si possono ammirare variopinte collezioni di giocattoli d’epoca, il De Mijlpaal, un museo ferroviario che ricorda il viaggio del primo treno d’Europa (il 5 maggio 1835), ed il Clock Museum, il “Museo dell’Orologio”, conosciuto anche come Watchmakers’ Museum.

Se volete concedervi un attimo di relax non c’è niente di meglio che una sosta alla birreria Anker, una delle più antiche del Belgio, essendo stata inaugurata addirittura nel XIV secolo; qui è possibile assistere alla produzione di diverse qualità di birra e degustare la celebre Gouden Carolus, uno dei pezzi da novanta del birrificio. In alternativa si può passeggiare nei tanti parchi e nei giardini disseminati anche nel centro, oppure visitare lo zoo Planckendael, verdeggiante regno di piante e animali comodamente raggiungibile partendo in battello dalla stazione centrale. Col calar della sera si alza il sipario sulla frizzante vita notturna della città antica, che annovera numerosi ristoranti, bar e pub concentrati soprattutto nella zona di Grote Markt.

Ombrelli e impermeabili fanno parte del costume belga e neanche Mechelen si discosta da questo quadro d’insieme. Piogge e temporali sono infatti ricorrenti per tutti i dodici mesi dell’anno, con l’unica differenza che d’inverno i fenomeni sono di minore intensità, ma più frequenti, mentre d’estate sono generalmente improvvisi, brevi e intensi. L’escursione termica tra estate e inverno è relativamente contenuta, dato che anche in gennaio le temperature minime non scendono sempre sotto lo zero, se non di uno o due gradi, e d’estate le massime difficilmente raggiungono i 30 gradi. Il consiglio è quello di privilegiare il periodo compreso tra maggio e settembre, quando oltre a valori miti le giornate sono molto lunghe e il sole sembra non voglia mai tramontare.

Trovandosi a metà strada tra Anversa, a nord, e Bruxelles, a sud, Mechelen è comodamente accessibile volando su entrambe le città. Il piccolo aeroporto di Anversa, il Luchthavan Deurne, che prende il nome dalla località che lo accoglie 4 chilometri a sud-est del centro, è servito soprattutto da voli che fanno capo allo scalo di London City, mentre il più trafficato Bruxelles International Airport è facilmente raggiungibile anche dall’Italia. Dopo essere atterrati non resta che informarsi sui tanti autobus che ogni giorno fanno la spola dall’aeroporto a Mechelen, dove non c’è mezzo di trasporto migliore delle proprie gambe o, tutt’al più, della bicicletta.
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