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Fontaine-de-Vaucluse e la sorgente delle acque della fonte di Vaucluse

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Il ritornello “chiare, fresche e dolci acque”, composto da Petrarca nel lontano Milletrecento, suona familiare alle orecchie dei più, ma non tutti sanno a quali acque cristalline si riferisse il poeta toscano. I versi, dedicati all’amata Laura, nacquero nella graziosa località francese di Fontaine-de-Vaucluse, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, di fronte ai bagliori turchesi della sorgente del fiume Sorga, Sorgue per gli abitanti del posto. Oggi sono poco più di seicento i fortunati residenti del paesino, ma molti di più sono i turisti che vi fanno tappa anno dopo anno, e molti furono pure i visitatori illustri nel corso dei secoli: oltre a Petrarca si lasciarono incantare Boccaccio, il francese Chateaubriand, il poeta occitano Frédéric Mistral e René Char.

Una fonte di ispirazione per animi poetici, dunque, ma anche un piccolo paradiso per chi cerca una vacanza dai ritmi pacati: Fontaine-de-Vaucluse, come suggerisce il nome, è custodito da una “valle chiusa” come una perla rara, al sicuro dal caos e dalla frenesia. Proprio dal latino “vallis clausa” nacque il nome del dipartimento, che dalla Rivoluzione Francese si chiamò Vaucluse: una conca dominata dal verde, nelle sfumature tenere dei prati o intense dei boschi, fresca come le acque che l’attraversano e quieta come se ancora oggi, dopo molte generazioni, la magia medievale continuasse ad animarla.

La fonte della Sorgue si rivela agli occhi dei visitatori nel cuore di un boschetto, ai piedi di una spettacolare falesia scolpita dall’erosione: un luogo ameno, situato a poche centinaia di metri dal cuore del borgo, la cui protagonista è la sorgente più importante d’Europa. Con una portata media totale di 630 milioni di metri cubi ogni anno, la fonte è anche una delle maggiori del mondo, alimentata da un’intricata rete sotterranea, molto variabile nell’arco dell’anno: se in primavera mostra il suo lato più aggraziato, con gorgoglii freschi e argentini, tra l’estate e l’autunno si trasforma in una creatura impetuosa e indomabile, dalla bellezza drammatica. Comunque sempre, in ogni periodo dell’anno, i piccoli torrenti che incorniciano la Sorgue si riversano in un bel lago ombreggiato, che fa da specchio alle chiome dei platani.

Fino agli anni Ottanta del Novecento le origini della fonte sono rimaste oscure. Solo nel 1985, infatti, gli studiosi hanno capito che si tratta dello sbocco di un bacino sotterraneo, ampio ben 1100 kmq, alimentato dalle acque provenienti dal Monte Ventoso, dai Monti di Vaucluse e dal Monte di Lure. I robot utilizzati in epoca moderna per l’esplorazione e lo studio della Sorgue sono in grado di raggiungere i 300 metri di profondità, ma al di sotto di questo livello la pressione dell’acqua si fa troppo forte, e nessuno ha mai potuto osservare le meraviglie di quel mondo segreto.

Ma Fontaine-de-Vaucluse non coincide in tutto e per tutto con la sua famosa sorgente: il piccolo borgo francese è un gioiello in miniatura, avvolto da una natura lussureggiante e agghindato da alcune testimonianze storiche di tutto rispetto. Passeggiando per le viuzze tranquille si possono scoprire edifici interessanti, come le vestigia del trecentesco Castello dei Vescovi di Cavaillon, i resti di un canale romano lungo la sponda occidentale della Sorgue e la più recente colonna in onore del Petrarca, eretta nel 1804 a 500 anni dalla sua nascita. Da non perdere la chiesa medievale della Madonna e di San Veran, in stile romanico provenzale, realizzata su un preesistente tempio pagano.
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Anche i musei di Fontaine-de-Vaucluse, diversamente da quanto ci si aspetterebbe da un piccolo villaggio, sono numerosi e ricchi. Merito del fermento culturale inarrestabile: ecco allora il Museo e Biblioteca intitolato a Francesco Petrarca, il Museo storico “L’Appel de la Liberté” (it: “La Chiamata della Libertà”) dedicato agli anni della Seconda Guerra Mondiale, il Museo delle Tradizioni della Provenza e la collezione di speleologia Norbert Casteret. La Galerie Vallis Clausa rende omaggio all’antico mestiere dei produttori della carta, che dal medioevo al XX secolo prosperavano in paese grazie alla presenza della Sorgue, motore naturale di mulini e macchinari.

Vista l’importanza storica, economica e turistica del fiume, non ci si stupisce che ogni anno vi si dedichi un vero e proprio festival: il Festival de la Sorgue, che occupa buona parte del mese di luglio, invade lo scenario bucolico della Vaucluse con spettacoli all’aperto, concerti di ogni genere, mercatini e giochi sull’acqua per grandi e piccoli.

Divertimento, relax e spettacoli naturali sono assicurati in ogni stagione dell’anno: con i suoi inverni dolci e le estati miti, fresche e soleggiate allo stesso tempo, il borgo provenzale è sempre accogliente e il paesaggio regala luci e colori suggestivi. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 1°C a una massima di 7°C, mentre in luglio e agosto si va dai 16°C ai 29°C. Le precipitazioni, molto scarse in estate, toccano il picco massimo nel mese di dicembre, quando piove mediamente per una decina di giorni.

Per raggiungere Fontaine-de-Vaucluse si può scegliere tra varie possibilità. Le autostrade che servono la cittadina sono la A7, la A9 e la A51, e dalla stazione ferroviaria locale si raggiungono agevolmente grandi città come Parigi, Lilles, Nantes o Rouen, ma anche Bruxelles o Ginevra. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Avignone, a una trentina di chilometri, Marsiglia e Nimes, entrambi a mezz’ora di autostrada dalla meta.
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