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Memmelsdorf, visita al Castello di Seehof e alla cittą

Memmelsdorf, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

A poca distanza da Bamberga , la Bamberg dei tedeschi, troviamo il comune di Memmelsdorf, appena a nord-est della città storica bavarese. Se state leggendo questa guida, allora probabilmente sarte interessati al monumento più celebre di questo che è poco più di un villaggio alla periferia di una città: parliamo ovviamente dello Schloss Seehof, uno dei castelli più importanti e caratteristici della Germania meridionale.

Difficile trovare un castello in un paesaggio poco accogliente: i regali inquilini di questi palazzi, per le loro esclusive dimore, hanno sempre scelto una collocazione scenografica, cornice degna della loro grandezza. Certo, non avevamo bisogno che qualche nobile fondasse un castello in Baviera per decretare la bellezza del panorama, ma la comparsa delle sontuose guglie tra i boschi è una conferma in più di quanto questa terra, nella Germania meridionale, faccia innamorare tutti con il suo fascino misterioso. Difatti, una decina di chilometri a nord-est di Bamberg (in italiano Bamberga), poco prima di entrare nel territorio di Memmelsdorf, ci si imbatte nell’imponente maniero di Seehof: per un momento lo sguardo si distoglie dai verdi luminosi delle foreste, e si lascia catturare dalle forme fiabesche di questo capolavoro seicentesco.

Era il 1686 quando venne posata la prima pietra del castello, progettato dall’architetto Antonio Petrini su commissione dei principi-vescovi di Bamberg: proprio dal nome del costruttore, Marquard Schenk von Stauffenberg, deriva il soprannome dell’edificio, noto anche come “Marquardsburg”. Il palazzo, che nacque come residenza estiva e castello di caccia, passò in mano ai Wittelsbach all’inizio dell’Ottocento, dopo il processo di secolarizzazione, e pochi decenni più tardi divenne possesso degli Zandt. Acquistato dalla Regione Baviera nel 1975, oggi è un’opera d’arte alla portata di tutti, capace di trasportare i suoi ospiti indietro di alcuni secoli e di incantarli coi colori e i profumi del suo giardino.

Nel Settecento il giardino del castello di Seehof era uno dei più famosi giardini Rococò dell’intera Gremania. Ad abbellirlo c’erano, e ci sono tuttora, circa 400 sculture di sasso, inserite in uno scenario idillico: arbusti e ciuffi fioriti si alternano ad alberi di ogni specie e dimensione, siepi ben curate, ma soprattutto torrenti, fontane e piccole cascate dallo scroscio argentino. Non tutte le meraviglie del giardino sono giunte a noi nella loro versione originaria: con la secolarizzazione ottocentesca molte opere d’arte sarebbero andate perdute, se non fosse stato per il brillante restauro operato recentemente, che ci ha riconsegnato un parco in ottima forma.

L’attuale conformazione la si deve, ad ogni modo, al principe-vescovo di Bamberg Lothar Franz von Schönborn, eletto nel 1693, che aveva delimitato un’area di 21 ettari per la realizzazione del giardino: era stato lui a stabilire quali laghetti e porzioni di foresta dovessero rientrare nel progetto, dove andassero create collinette o terrazzamenti, e lui aveva suddiviso il parco in sei diverse sezioni. Aveva dato vita a un eccezionale connubio tra gli stili italiano, tedesco e francese, cogliendo il meglio da ciascuno di essi.

In seguito, tra il 1757 e il 1779, il principe-vescovo Adam Friedrich von Seinsheim apportò alcune modifiche, collocando una cascata nell’ala meridionale del giardino e creando un piccolo labirinto. Proprio in questo periodo vennero collocate le famose 400 statue, realizzate dallo scultore Ferdinand Tietz.

Un giardino incredibile dunque, da assaporare in ogni minimo particolare. E pensare che si tratta solamente della cornice, preludio a un palazzo sontuoso e imponente: visto da qui il castello è una meraviglia, con la sua facciata solenne e le quattro torri a cipolla. Varcato l’ingresso trionfale, gli ospiti possono passeggiare liberamente per 9 sale dell’edificio, dove troveranno gli arredi originali dell’epoca e notevoli capolavori artistici. Nella cosiddetta Sala Bianca, ad esempio, si possono ammirare gli affreschi di Giuseppe Appiani, che rappresentano Cupido e altre figure angeliche. La parte del castello interdetta al pubblico ospita gli Uffici della Regione.

Chi ha un programma un tour bavarese estivo potrà visitare sia il giardino che l’interno del maniero: il Castello di Seehof apre i battenti da aprile ad ottobre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00 ad eccezione del lunedì. Il parco è invece aperto tutto l’anno, e a seconda della stagione regala impressioni sempre nuove: c’è chi preferisce le atmosfere delicate della primavera, chi predilige la luminosità dell’estate o i toni ambrati dell’autunno, e chi ama la malinconia dolce del giardino d’inverno, meglio ancora se avvolto da una soffice coltre di neve.

Gli altri monumenti da visitare nel centro di Memmelsdorf sono essenzialmente la Chiesa Parrocchiale dell'Assunta (Pfarrkirche Mariä Himmelfahrt) che rimane corcondata dal il giardino del cimitaero. All'interno da segnalare gli stucchi di Johann Jakob Vogel con l'ascensione di Maria, un pulpito con figure, scolpito da Degler Sebastian ed i due altari laterali di Johann Jacob Danner, eretti nel 1760, tra i migliori esempi di eleganza e ricchezza di forme del rococò in questa porzione di Baviera.

Che si visiti Memmelsdorf in estate o in inverno, non c’è pericolo di soffrire il caldo. Il clima della Baviera è generalmente fresco, mite anche in estate, con temperature piuttosto basse: le medie di gennaio, il mese più rigido, vanno da una minima di -4°C a una massima di 2°C, mentre in luglio e agosto variano tra i 12°C e i 24°C. Le precipitazioni sono sempre abbondanti, sotto forma di pioggia o neve a seconda della stagione.

Per raggiungere Memmelsdorf ci si può servire dell’autostrada A73, con uscita Memmelsdorf. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Norimberga (49 km circa), Bayreuth (50 km), Hof (76 km), Giebelstadt (77 km) e Erfurt (116 km).

Foto wikipedia, coretesia: Immanuel Giel, Reinhard Kirchner, Berthold Werner
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 Pubblicato da - 17 Aprile 2012 - © Riproduzione vietata

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