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Islanda, viaggio nell'isola: cosa vedere e sapere

Islanda, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Isola ardente nei mari gelati del Circolo Polare Artico, avamposto dell'Europa in faccia alla Groenlandia, l'Islanda riunisce il maggior numero di vulcani del continente. E’ difficile non rimanere estasiati dalla bellezza dell’isola, una terra che non può lasciare indifferenti, tanto che sono in molti quelli che al momento di lasciarla, promettono di tornarvi. Sorvolandola mentre ci si avvicina all'aeroporto di Keflavik, che serve la capitale Reykjavik, si rimane atterriti, e insieme affascinati, dalle immense distese di ghiacciai, dalle colate laviche, dai crateri, dalle sorgenti solforose, dalle pareti di basalto, dai laghi di fango bollente, dai geyser e fumarole che s'innalzano con forza selvaggia. E ci si rende conto che la parte abitabile dell'Islanda è molto piccola, che l'uomo è costretto a vivere su una striscia litoranea brulla e nera.

Infatti i 290 mila islandesi hanno a disposizione appena un quinto dell'isola. Il resto è roccia e ghiaccio. Le montagne eruttive sono di prodigiosa potenza. I vulcani che esplodono fondono le masse dei ghiacciai e provocano maremoti terrestri. Nel 1875 l'Askja ha vomitato un miliardo di metri cubi di lava, quaranta volte più del Vesuvio durante la sua maggiore eruzione, ma tutti hanno ben impresse nella memoria le immagini dell’aprile 2010, quando l’eruzione dell’Eyjafjallajökull paralizzò i voli di quasi tutta l’Europa per più di una settimana. Inoltre, in Islanda si trovano le più grandi cascate del continente, spettacoli della natura che si gettano con tale forza da far tremare la terra sotto i piedi, il deserto più vasto, formato da altopiani desolati, e l’imponente calotta glaciale del Vatnajökull, la più estesa di tutta l'Europa.

I primi abitanti dell’isola furono i Papar, monaci eremiti islandesi che intorno al V secolo seguirono San Brandano illudendosi di trovare un paradiso ricco di sole e frutta. La storia dell’Islanda è descritta nell’Íslendingabók, il libro scritto da Ari Þorgilsson (1067-1148) che racconta fino all’inizio della cosiddetta epoca degli Sturlunghi, una parentesi di guerre e instabilità politica alla quale contribuirono prima i norvegesi e poi i danesi. A confermare definitivamente la sovranità danese fu la pace di Kiel del 1814, ma circa un secolo dopo, l’1 dicembre 1918, l’isola proclamò la nascita del Regno d’Islanda, primo passo verso l’indipendenza raggiunta definitivamente in concomitanza con la seconda guerra mondiale: il 17 giugno 1944.

Dopo l’indipendenza, l’Islanda visse una fase di grande crescita economica, ricostruzione e ammodernamento. L’industria ittica è da sempre una delle risorse fondamentali del paese, nella buona e nella cattiva sorte. La pesante indipendenza da questo settore, infatti, rende l’isola un paese dall’economia instabile, facilmente soggetta a pesanti oscillazioni. A testimonianza di ciò basta tornare al 2008, quando la crisi economica globale cominciò a serpeggiare proprio in Islanda. Tuttavia, nonostante i problemi economici e geografici, gli abitanti riescono a condurre una vita serena, caratterizzata da aspetti per certi versi sorprendenti. È qui, negli inverni eternamente bui e nelle estati in cui la notte non scende mai, che i salmoni nuotano nei fiumi, che il mare è pescosissimo, che le acque bollenti dei geyser riscaldano le case e permettono di coltivare pomodori, azalee e perfino le banane. È qui, tra i laghi in cui galleggiano i ghiacci, che si possono incontrare pozze d'acqua per fare un bagno caldo.

Ma quali sono le principali attrazioni da non perdere? Indubbiamente Reykjavik, la capitale più settentrionale del mondo, un insieme di edifici colorati e personaggi pittoreschi coronato da una vita notturna totalmente fuori dagli schemi. Molti visitatori si innamorano a prima vista della città, inondata da quasi 22 ore di luce durante il culmine dell’estate, sferzata da tenebre e tempeste in inverno. In centro si trovano una miriade di attrattive culturali, dal Museo Nazionale, che racconta in maniera chiara ed esaustiva usanze e tradizioni locali, al moderno Reykjavik 871+/-2 che, oltre ad esporre una casa vichinga del X secolo, dimostra quali miracoli si possano ottenere grazie alla tecnologia. Per godere a pieno della bellezza della città conviene salire sulla guglia della Hallgrimskirkja, l’immensa chiesa in cemento visibile fin da 20 chilometri di distanza, ma prima non perdetevi le piscine geotermali di Laugardalslaug, la spiaggia di Nautholsvik e soprattutto la surreale Laguna Blu, il simbolo più conosciuto del paese. La sera, in particolare nel weekend, scatta l’ora del runtur, il folle giro dei locali di tendenza del centro dove gustare ottimi piatti a base di pesce o semplicemente bere qualcosa.

Spostandosi a sud-est si arriva in uno degli angoli relativamente più frequentati dell’isola. Qui si trovano il Circolo d’Oro, il Parco Nazionale di Þingvellir, entrato a far parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2004, le sorgenti ribollenti e i geyser di Geysir e Gullfoss, una delle cascate più spettacolari di tutta l’Islanda. Sulla costa, invece, sono da vedere i piccoli villaggi di pescatori di Eyrarbakki e Stokkseyri, senza dimenticare la magnifica comunità di Vik, sviluppatasi tra ghiacciai e spiagge di sabbia lavica. Al largo della costa svolazzano simpatiche pulcinella di mare, che trovano una dimora estremamente accogliente nelle isole Vestmannaeyjar.

A nord di Reykjavik, la parte occidentale dell’Islanda è una delle più trascurate dai turisti. L’attrazione principale della zona è il lungo braccio della penisola di Snæfellsnes, cornice di colori pastellati come il giallo dello zolfo, il bianco della neve o il verde dei muschi e dei licheni. Qui si trova il magico Parco Nazionale di Snæfellsjökull, distante pochi chilometri dagli impervi speroni rocciosi che spuntano tra Hellnar e Arnarstapi. Spostandosi dall’estremità della penisola all’entroterra meritano una visita anche le magnifiche cittadine di Stykkisholmur e Grundarfjörour.

Ancora più a nord si estende la desolata regione di Westfjords (Fiordi Occidentali), un’area scarsamente popolata, dotata di una rete stradale limitata, ma che proprio per questo è ancor più attraente. Il paesaggio naturale è semplicemente incredibile, da togliere il fiato. All’estremità settentrionale si trova la selvaggia regione di Hornstrandir, dominata dai quasi 200 kmq della calotta glaciale del Drangajökull, l’ultimo ghiacciaio della zona, mentre più a sud migliaia di uccelli nidificano sulle scogliere di Latrabjarg e le onde si infrangono sulle spiagge dorate di Breioavik. Per trovare qualche servizio e strutture ricettive decenti ci si deve recare a Isafjorour, la cosmopolita capitale di Westfjords.

Accanto alla regione dei Fiordi Occidentali si estende un’altra area scarsamente visitata conosciuta soprattutto per l’isola di Grimsey, l’unico territorio islandese a trovarsi oltre il Circolo Polare Artico. Tornando sulla terraferma si incontrano decine di modesti villaggi di pescatori, molti dei quali concentrati nel remoto Siglufjorour, storico centro della pesca alle aringhe. La vivace cittadina di Akureyri offre gli unici scorci urbani in un contesto dominato da panorami rurali. Nelle sue vicinanze sono da vedere Vatnsnes, generalmente piena di foche distese al sole, Trollaskagi, con le sue vette perennemente innevate, e lo Skagafjörour, quasi interamente ricoperto di pascoli.

Resta da scoprire la parte orientale dell’isola, quella dell’etereo lago Myvatn, considerato uno dei luoghi più belli del mondo, moscerini permettendo. Nelle vicinanze sono da vedere anche Hverir, località caratterizzata da un’attività vulcanica particolarmente frizzante, il canyon di Jökulsargljufur ed il Parco Nazionale di Vatnajökull. Per gli amanti del trekking, una delle zone di maggior richiamo è quella che circonda Dettifoss, la cascata più potente d’Europa, mentre a nord-ovest si trova il grazioso villaggio di pescatori di Husavik. Costeggiando il litorale verso sud si giunge alle scogliere di riolite di Borgarfjörour Eystri, a loro volta poco distanti dalla verdeggiante Skalanes e dal Mjoifjörour, un fiordo disseminato di ruderi. Ancora più a sud,infine, si estende la regione del possente ghiacciaio Vatnajökull, la più grande calotta glaciale di tutto il continente europeo.

Viaggiare in Islanda è sicuramente un esperienza profonda, in cui le forze della natura vengono toccate con mano, regalandoci l'emozione della fragilità dell'uomo di fronte a scenari tanto grandiosi. Ma questo ha un prezzo e l'Islanda è certamente una delle mete più costose che un turista può scegliere per le sue vacanze. Ristoranti, alberghi, i noleggi di automezzi, tutti hanno dei prezzi molto elevati se rapportati agli standard europei e quindi anche se il vostro viaggio sarà orientato al risparmio e al budget più ridotto possibile vedrete vi risulterà molto difficile non spendere, ma credeteci, ne varrà in ogni caso la pena! C'è da sottolineare comunque che con la recente crisi i prezzi sono scesi in modo considerevole.

La stagione prettamente turistica va da giugno ad agosto, quando le condizioni atmosferiche sono meno severe rispetto al resto dell’anno e le giornate incredibilmente lunghe. In questa stagione la temperatura diurna si aggira tra i 12 e i 15 gradi a seconda della zona, con le minime che tendenzialmente si attestano intorno ai 5 gradi. Maggio e giugno sono i mesi meno piovosi, ma specialmente le zone costiere sono soggette a precipitazioni anche abbondanti per tutto l’anno. A differenza di quanto si potrebbe pensare, l’inverno è meno rigido rispetto a quello di molti stati continentali; tutto ciò è spiegabile con la presenza della mite Corrente del Golfo, che di contro genera venti forti e nebbie impenetrabili.

Per chi arriva dall'areo è possibile, una volta visitata la bella Reykjavik, prendere l'unica strada asfaltata che collega le principali città islandesi, The Ring Road, l'anello che in meno di 1.500 km compie il periplo dell'isola. Tutte le altre deviazioni sono sterrate o in fondo ghiaioso e quindi richiedono massima attenzione anche se si è alla guida di un fuoristrada 4x4, a quattro ruote motrici. Oppure i più ardimentosi possono tentare il viaggio in bici, affrontando il tempo mutevole e il vento sempre presente. Proprio per questa ragione forse è meglio il giro dell'isola in senso antiorario.
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 Pubblicato da - 23 Agosto 2016 - Riproduzione vietata

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