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Lago Myvatn, Islanda: trekking tra terme, vulcani e moscerini

La Terra è un pianeta vivo. Lo dimostra in ogni momento un po’ ovunque, ma con maggiore forza e determinazione in Islanda, dove in molte zone se ne può chiaramente percepire il battito e il respiro.
La conformazione geologica islandese è chiaramente il risultato di movimenti, spinte ed eruzioni sotterranee, ma anche del lavoro incessante di corsi d’acqua, ghiacciai e agenti atmosferici in superficie.

Tutto ciò è visibile e tangibile nella regione del lago Mývatn, il quarto per superficie del Paese, situato nel nord-est dell’Islanda.
Lo specchio d’acqua dalla costa frastagliata si estende su una superficie di circa 37 km², mentre l’intera riserva, che comprende anche il fiume Laxá e le circostanti zone umide, occupano circa 4400 km² di territorio.
Nell’antichità qui sorgeva un ghiacciaio, distrutto dalle eruzioni vulcaniche che diedero vita a curiose formazioni rocciose ancora oggi visibili. I terremoti e le eruzioni sono una costante dell’isola, che vede il proprio paesaggio modellarsi in continuazione, cambiando forme e aspetto in tempi geologici, ma anche in occasione di recenti sporadiche eruzioni.

Senza addentrarci troppo in spiegazioni scientifiche – peraltro molto interessanti – basti sapere che non molto distante dal lago corre la Dorsale Medio Atlantica, la faglia che divide la placca continentale europea e quella americana attraversando tutto l’oceano. Ciò è ovviamente alla base dei movimenti sotterranei che nei millenni hanno visto nascere anche nuovi vulcani – tra tutti il Krafla e il Ketildyngja - che sono tra i principali responsabili dell’attuale aspetto del territorio.

In attesa di futuri nuovi fenomeni geologici che modificheranno ancora il paesaggio, oggi il lago Mývatn è ufficialmente tutelato come parte della Mývatn-Laxá Nature Conservation Area.

Lago Mývatn: cosa vedere


Il lago prende il nome dai moscerini, una presenza davvero numerosa (e fastidiosa), che è però parte di un ecosistema nel quale vivono anche numerosi uccelli, tra cui diverse specie di anatre, che ne vanno ghiotte.

In estate gli sciami possono davvero essere insopportabili per i turisti, che possono però difendersi indossando una retina protettiva e sperando che il vento li allontani.
In ogni caso, le sponde non sono tutte uguali e in alcune zone non si avverte il problema, ma è bene organizzarsi per evitare di rovinarsi la gita.

Per comodità e chiarezza, di seguito consideriamo l’esperienza della visita al lago suddividendola in quattro zone principali, corrispondenti ai punti cardinali.

Reykjahlid e la costa orientale del lago Mývatn


All’estremità nord-orientale del lago, il villaggio di Reykjahlid (Reykjahlíð) conta circa 150 abitanti ed è solitamente il punto di partenza per le escursioni. È utile soprattutto dal punto di vista logistico, visto che offre diverse sistemazioni in cui pernottare e anche un centro di informazioni turistiche (presso il supermercato).

Il versante est è quello più visitato, perché qui è possibile ammirare alcune impressionanti formazioni geologiche, come il cratere del monte Hverfjall (o Hverfell), alto 452 metri (ma la profondità del cratere è di circa 140 metri) e con un diametro di 1040 metri, che è uno dei più grandi e – grazie alla sua perfetta simmetria – anche uno dei più spettacolari al mondo.
Creatosi 2700 anni fa durante un’eruzione, è oggi visitabile dagli escursionisti, che possono percorrere il sentiero lungo l’orlo del cratere e ammirarlo dall’alto in tutta la sua maestosità.

Non troppo distante, il campo di lava del Dimmuborgir caratterizza un paesaggio ricco di strane formazioni rocciose, tra pinnacoli e pilastri di roccia dalle forme più stravaganti, create da un’eruzione circa 2000 anni fa.
Probabilmente nell’incontro del lago di lava con l’acqua ghiacciata del Mývatn, il vapore sprigionato si insinuò nella lava liquida raffreddandola e creando particolari geometrie, tra cui molti archi nella roccia. La formazione più nota è quella della cosiddetta Kirkjan, una “chiesa” naturale con due portali (d'ingresso e uscita) a sesto acuto. Esistono diversi sentieri sulla terra battuta che attraversano questo labirinto di roccia lavica, tutti piuttosto semplici e brevi, di cui il Church Circle (2,3 km) è il più frequentato.

Bagni ed esperienze alle terme


Per chi ama le grotte, segnaliamo la Grjótagjá, colma d’acqua calda a 45°C, nella quale non si può fare il bagno (tra l’altro si trova in un a proprietà privata), ma alla quale è possibile accedere per fare foto. L’altra grotta è la Lofthellir, anch’essa su una proprietà privata e visitabile solo partecipando a uno specifico tour organizzato. Al suo interno si trovano suggestive sculture di ghiaccio, per cui va da sé che la temperatura sia piuttosto fredda ed è bene regolarsi di conseguenza.

Il paesaggio del parco naturale di Höfði, su una piccola penisola che si protende nella parte sud-orientale del lago, è invece particolarmente ricca alberi e vegetazione, in contrasto con la generale asprezza del resto del territorio, caratterizzato solitamente da rocce, erba e piccoli arbusti. Qui percorrendo i sentieri si possono ammirare anche alcuni pilastri di lava, chiamati klasar; quelli di Kálfaströnd emergono dall’acqua e sono i più spettacolari.

La zona immediatamente ad est di Reykjahlíð, a circa 2-3 km dal lago, è un’area geotermale nella quale si concentrano diversi punti d’interesse.
Una di queste è la Bjarnarflag, una vallata dove la terra sfiata vapore e fumi caldi e dove le pozze borbottano ribollendo. Il principale laghetto ha un colore invitante, ma attenzione perché l’acqua è tossica ed è assolutamente proibito farci il bagno.
Decisamente più consigliato è immergersi nei vicini Bagni termali di Mývatn (Mývatn Nature Baths, ingresso a pagamento e obbligo di fare la doccia nudi prima di entrare), dove si trova una piscina naturale di acqua calda turchese particolarmente ricca di sali minerali. Considerando anche il minore affollamento di turisti, non ha molto da invidiare alla più famosa (e più grande) Laguna Blu di Grindavík, che si trova 500 km a sud-ovest.

C'è infine ancora un'area geotermale da visitare: è quella di Hverir (vedi foto di copertina), dove il colore ocra dello zolfo, le fumarole, le pozze di fango bollente dalle tonalità colore grigio-azzurre e dall’odore acre fanno assumere al paesaggio un aspetto quasi lunare. Particolarmente fotogenica e incredibilmente suggestiva, questa zona si può esplorare percorrendo i sentieri segnalati dalle corde, avendo il buonsenso di rispettare le indicazioni.

Il versante occidentale del Mývatn


Questo versante è particolarmente indicato per chi ama la tranquillità e il birdwatching: basti pensare che qui vivono oltre 100 specie differenti di uccelli, di cui 28 specie sono anatre.
Si tratta di una zona umida, ricca di acquitrini e paludi, ideale per la nidificazione di molti uccelli.
Per approfondire l’argomento si può visitare il locale Museo Ornitologico di Sigurgeir, che dispone anche di alcuni capanni per l’osservazione degli uccelli.

Anche sulla costa ovest le formazioni naturali del paesaggio sono protagoniste delle fotografie dei turisti e delle loro escursioni tra gli pseudocrateri o la scalata che conduce alla vetta del Vindbelgur (o Vindbelgjarfall, 529 metri s.l.m.), da cui si gode di una vista stupenda sul lago e il territorio circostante.

La sponda settentrionale del lago Mývatn


La costa nord del lago è dominata da un grande campo di lava chiamato Eldhraun.
Il magma fuoriuscito dal vulcano Leirhnjúkur durante una serie di eruzioni nella prima metà del XVIII secolo si depositò qui.
Il ciclo eruttivo, noto come Mývatnseldar, si protrasse per cinque anni, dal 1724 al 1729, e cominciò con un’esplosione che formò anche il vicino laghetto Víti, all’interno di un cratere; la lava fluì poi fino alla sponda del lago Mývatn distruggendo anche due fattorie. Oggi si può visitare a piedi il campo di lava che comincia appena fuori dal villaggio di Reykjahlíð.

A nord-est del paesino si trova un monte di riolite, lo Hlíðarfjall, sul quale ci si può avventurare fin o a raggiungerne la vetta a quota 771 metri s.l.m. per ammirare il paesaggio, che comprende l’immensa distesa del campo lavico del Krafla e lo stesso lago Mývatn.

La costa meridionale del Mývatn


Qui si concentrano i famosi pseudocrateri di Skútustaðagígar, dichiarati monumento naturalistico nazionale, risultato di remote esplosioni gassose dovute all'ebollizione dell'acqua rimasta intrappolata sotto la lava fluita nel lago. Questi crateri e coni di scorie formano oggi un paesaggio surreale che i viaggiatori possono visitare e fotografare nei pressi del villaggio di Skútustaðir, affacciato sulla riva meridionale del Mývatn e del laghetto Stakhólstjörn.

Escursioni e attività


I luoghi che abbiamo descritto sono generalmente visitabili gratuitamente e in maniera indipendente, anche se conviene avere a disposizione un mezzo per potersi muovere in libertà in un territorio così isolato e selvaggio.
A chi non è provvisto di un mezzo consigliamo invece di affidarsi a uno dei tanti tour organizzati che partono solitamente da Reykjahlíð: escursioni a piedi, a cavallo, in mountain bike, sleddog (quando c’è la neve), tour panoramici in autobus, gite con i fuoristrada, uscite di birdwatching ed escursioni notturne per vedere l’aurora boreale sono le principali proposte delle agenzie locali. Segnaliamo inoltre che alcune di queste avventure sono effettuabili anche con partenza da Akureyri, un’importante cittadina di 17.000 abitanti situata 85 km più a ovest.

Il Mývatn e le location cinematografiche: Game of Thrones


Una terra di ghiaccio e fuoco come l’Islanda non poteva passare inosservata al mondo del cinema. Alcuni di questi luoghi, infatti, sono stati negli anni location perfette per le riprese cinematografiche. Serie televisive di genere fantastico come Il Trono di Spade (Game of Thrones) hanno sfruttato numerosi scorci del panorama islandese per le loro ambientazioni.
Nella zona del lago Mývatn, ad esempio, ricordiamo l’ambientazione di alcune scene del quinto episodio della terza stagione del Trono di Spade (intitolato "Baciata dal fuoco") all’interno della grotta Grjótagjá.

Come arrivare al lago Mývatn


Chi dispone di un’auto o una moto può raggiungere facilmente il lago percorrendo la strada statale Hringvegur (Ring Road 1), che tocca parte della sua sponda occidentale e settentrionale. L’anello si completa sulla strada n°848, che corre lungo una parte della costa occidentale e accanto ai tratti meridionali e orientali del lago.
Il punto di riferimento è comunque il villaggio di Reykjahlíð, affacciato sul versante nord-est dello specchio d’acqua, dove si trovano anche i principali servizi turistici.

Chi si muove in autobus arriva (e riparte) dal parcheggio del centro visitatori di Reykjahlíð o alla fermata di Skútustaðir, lungo la costa meridionale.
Diverse compagnie di bus gestiscono le linee che transitano da qui (soprattutto durante la bella stagione, mentre in inverno le corse diminuiscono drasticamente) e che collegano il lago alle principali località nei dintorni, tra cui Akureyri, Husavik e la cascata Dettifoss.
In estate c’è anche una corsa per Reykjavík, che percorre una pista interna e impiega più di 11 ore per coprire i 450 km del viaggio.

Se ti interessa l'argomento, leggi anche il nostro articolo sui laghi più belli d'Europa.
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