Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Islanda

Itinerario d'Islanda, alla scoperta della terra di Odino

Pagina 1/2

Se si esclude la strada circolare N. 1 e qualche altro spezzone d'asfalto, l'appellativo di "strade" poco si addice a queste piste sterrate spesso costellate di buche. Tuttavia 13.000 km di tracciati carrabili non sono uno scherzo, ma un attestato alla tenacia di un pugno di uomini che in pochi anni hanno realizzato un efficiente sistema di collegamenti. In queste vastità anche dei semplici sentieri di terra battuta rompono il secolare isolamento delle comunità minori che possono essere raggiunte dai mezzi motorizzati. Durante l'inverno le principali vie di comunicazione sono tenute sgombre dalla neve. La priorità spetta alle direttrici che da Reykjayfk si irradiano verso Borgafjordur e Hvolsvollur, mentre le regionali, come ad esempio quella di collegamento tra Akureyri e la capitale, vengono rese agibili per due o tre giorni la settimana. Le strade minori sono percorribili solo occasionalmente, e quelle di montagna o dell'interno restano chiuse da ottobre fino a maggio, e anche oltre.

La vastità del deserto islandese non è certo quella del Sahara, tuttavia consente traversate di parecchi giorni su percorsi anche molto impegnativi. In questi casi il mezzo da fuoristrada è di rigore, così come di rigore debbono essere lo spirito di adattamento dell'intero equipaggio ed una condotta di guida prudente e razionale. Ai piloti non è richiesto alcun ardimento (i "Rambo" al volante combinano guai a tutte le latitudini) e neppure un'esperienza specifica, anche se quest'ultima non guasterebbe. E ciò per il semplice motivo che ogni ostacolo incontrato sul percorso deve essere superato solo dopo un'attenta valutazione delle difficoltà che comporta. I grandi orizzonti, le dune corrugate dal vento, le tempeste di sabbia e l'abitudine degli islandesi di segnare le piste con "balises" di tipo sahariano (cumuli di pietre sovrapposte), rendono questo deserto sorprendentemente simile a quelli africani.
A rammentare al visitatore la latitudine in cui si trova, sono gli onnipresenti ghiacciai, il cui campione, il Vatnajokull, è grande come l'intera Corsica e raggiunge lo spessore di mille metri.
Esistono piste facili e meno facili, ma quasi tutte serpeggiano tra enormi cumuli di lava o traversano grandi piane sabbiose incorniciate da ghiacciai. L'intensità della luce e la trasparenza dell'aria inondano di straordinari colori questi scenari. Il sole di mezzanotte (da maggio ad agosto di hanno 24 ore di luce), con i suoi raggi radenti, modella le forme ed accentua i contrasti e conferisce all'ambiente quell'aura misteriosa percepibile solo a queste latitudini.

Itinerario suggerito:
I deserti di lava e cenere, il misterioso vulcano Askja, la regione di Landmannalaugar. Tre affascinanti obbiettivi islandesi che non sono inclusi nelle normali proposte turistiche, perché difficilmente raggiungibili.
Per ammirare queste meraviglie naturali bisogna percorrere le piste dell'interno, affrontabili solo con mezzI fuoristrada. Percorsi impegnativi, che richiedono prudenza e spirito di adattamento. Gli scenari tuttavia ripagheranno ampiamente gli eventuali disagi.

Visita della capitale (Reykjavik): il porto, il lago Tjörnin, il Parlamento, il Museo Nazionale, la statua di Ingólfur Arnarson, la chiesa di Hallgrim e il Sólfar la scultura che riportiamo in una delle nostre foto.
La pista di Landmannalaugar. Si fiancheggia il famigerato vulcano Hekla, poi si devia a destra fino a Landmannalaugar. Nel fondovalle, tra montagne incredibilmente colorate, scorre un fiume caldo. Proseguimento su una pista tracciata nel letto dei torrenti. Ai più avventurosi consigliamo una deviazione (2 guadi) per l'Eldgjà, una impressionante spaccatura geologica, ornata dalla bella cascata Ofaerufoss.
Kirkjubæjarklaustur,Höfn. Visita del Parco Nazionale di Skaftafell (vedi foto) e della cascata Svartifoss. Sosta alla Laguna degli Icebergs.
Hofn,Egilsstadir. La strada segue i lunghi e panoramici fiordi dell'est. Consigliamo di tenersi sulla N° 1, che prima di Breidalsvik punta direttamente sulla cittadina di Egilsstadir.
... Pagina 2/2 ...Pista del vulcano Askja (nell'isola ve ne sono ben 130) che sorge in mezzo ad un impressionante deserto lunare. Escursione al laghetto caldo Viti ed al grande lago Oskjuvatn. Si prende la pista F88 puntando all'imponente sagoma del monte Herdubreid. Pernottamento nel rifugio presso il monte, in un ambiente di grande suggestione.
Nota per il turista: portarsi il sacco a pelo dall'Italia, o noleggiarlo a Reykjavik. In caso contrario bisognerà proseguire il viaggio fino alla fattoria Grimstunga.
Herdubreidarlindir, Myvatn Si prosegue verso nord fino al Lago Myvatn, che ospita innumerevoli uccelli acquatici. Dalle sue acque affiorano curiose formazioni laviche e pseudocrateri (vedi foto). I dintorni sono estremamente interessanti: le formazioni rocciose di Dimmuborgir, il cratere Hverfjall, l'infernale collina Namaskard e l'area vulcanica di Krafla.
Penisola di Tjornes. Escursione ad Husavik, con possibilità di una gita per l'avvistamento delle balene.
Proseguimento lungo la penisola di Tjomes con sosta al canyon Asbyrgi. Si tiene la pista sterrata a ovest del fiume fino a raggiungere il canyon dello Jokulsà e la cascata Dettifoss.
Myvatn,Varmahlid. Sosta alla cascata Godafoss. Visita di Akureyri graziosa città affacciata su un profondo fiordo.
Proseguimento verso l'area di Varmahlid.
Pista del Kjolur. Il punto focale di questa facile pista è Hveravellir, una straordinaria area geotermale.
La pista corre in mezzo a 2 grandi ghiacciai e finisce sulla più bella cascata d'Islanda, la Gullfoss (vedi foto). Subito a sud c'è l'area dei geysers.
Si passa per il Laugarvatn per raggiungere il Thingvellir, l'area dell'antico Parlamento, delimitata da impressionanti spaccature del terreno. A sud si apre il Thingvallavatn.


loading...
25 Agosto 2017 Il Cinema sotto le Stelle a Cinecittą World ...

In questa caldissima estate 2017 solo di sera si può trovare un ...

NOVITA' close