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Le foto di cosa vedere e visitare a Deba

Deba (Spagna): mare e surf sulle spiagge della Costa Vasca

Capoluogo della provincia basca di Guipuzcoa, Deba e i suoi 5.180 abitanti attendono al di là della cornice pirenaica, nella Spagna bucolica, calda e selvaggia affacciata sull’Oceano. Un’area affascinante, ricca di grotte, cunicoli, sentieri e caverne che accentuano il carattere spiccatamente turistico dei comuni in essa raccolti, la cui popolazione autoctona si è da sempre dedicata ad attività di sussistenza come la pesca, la caccia alle balene, l’allevamento e l’agricoltura, fino a uniformarsi alla ventata di modernità portata dal XX secolo, quello dell’avvento prepotente del terziario.

L’immagine dell’antica Monreal de Deba (nome storico attribuito al comune) appartiene ormai al passato, tanto che oggi la necessità di implementare le attrazioni turistiche su una base paesaggisticamente già validissima si è fatta impellente a tal punto da mutare l’arcaica località in un vero e proprio centro balneare in grado di far registrare in poco meno di cent’anni un incremento demografico di oltre il 70%, dato sintomatico da qualunque prospettiva lo si veda: Deba ha dimostrato e dimostra tutt’ora di essere un loco in forte ascesa sia dal punto di vista economico che turistico, conosciuto a livello internazionale e assai frequentato.

Buona parte del merito si focalizza sull’enorme parco di stupende spiagge della Costa Vasca a disposizione e sui relativi alberghi a supporto, studiati per l’accoglienza a tutto tondo di ogni categoria di visitatore.

In estate la zona debrasca brulica di villeggianti in cerca di tranquillità e bellezza, non disdegnando le vacanze toccate da un pizzico di effluvi bradi. Deba conta un’unica spiaggia per i più sedentari: un litorale lungo e largo, aperto completamente sul mare, ideale per le passeggiate e indicata per la pratica di sport quali canoa e windsurf. La spinta avventuriera ed esploratrice conduce a una distanza di 5 km o più, dove di fatto l’espressione panoramica basca inizia ad assumere forme meno avvezze alla circoscrizione e molto più prospettiche in termini di libertà.

Spiaggia particolarmente gettonata, proseguendo in linea con Deba, è Lapari, un lido in cui i colori dell’acqua cominciano a tendere verso la trasparenza; sfumature sempre più marcate in accordo a rive dalle sabbiose maestosità si concentrano in altre meraviglie “spiaggesche” (licenza poetica vacanziera) come Itxaspe, Sakoneta e Mendata, ciascuna attrezzata e coadiuvata grazie alla presenza di camping all’avanguardia, classificati 4-5 stelle, a misura non solo dei giovani ma anche delle famiglie con bambini al seguito. Tra i maggiori agglomerati si segnalano Le Vieux Port, Lou Pignada, Le Saint Martin e Biper Gorri, campeggi completi di ogni servizio e alquanto elastici sui prezzi proposti e i periodi di apertura, che sfruttano primavera, estate e la prima parte dell’autunno.

Detto e non negato, l’hinterland di Deba corrisponde a uno spazio supplementare che gode, forse più del comune, di fascino abbisognante di conoscenza, volontà di muoversi, vedere e toccare con mano. Basti inscrivere in un qualunque medio o lungo itinerario posti incantevoli come il caratteristico porticciolo di Mutriku (5 km da Deba), il porto di pesca di Ondarroa (8 km) e Arleaga (38 km), un imponente castello d’impianto neogotico che fu dimora di Eugenia de Montijo, consorte di Napoleone III.

Gli amanti di Picasso avranno la possibilità di visitare la città santa dei Baschi, vale a dire Guernica, immortalata dal pittore spagnolo a seguito del terribile bombardamento subito nel 1937 da parte della flotta aerea nazista a sostegno di Franco.

Deba, per contro, trasuda di storia almeno quanto i propri dintorni, imponendosi come crogiuolo di monumenti sempre al centro dell’attenzione folcloristica e mediatica. Si accenni dunque al Santuario de Itzar, costruito nel XVI secolo, o all’Hospital de Seriola, convento posto lungo il famoso cammino per Santiago de Compostela e dunque meta interludio dei pellegrini di passaggio.

Gli eremi che si susseguono sono ammantati di un’estetica ancestrale e fra questi fanno parte Santa Cruz, San Sebastian de Elorriaga, San Roque e Santa Ana de Arzabal, per non parlare della chiesa gotica della Asuncion, tipico esempio di architettura religiosa trecentesca. L’impronta tipicamente civile è data da edificazioni come la Casa de Agirre (XV secolo), la Torre de Sesiola e Casa Banez; al periodo settecentesco appartiene Casa Consistorial e ai primi del ‘900 il Paseo Cubierto y mercado.

Un apparato perciò pregevole alla luce di tutti questi valenti esempi di bagaglio monumentale, al quale fa da cornice viva un dittico di feste che fanno capo a San Rocco e alla celebrazione basca. In queste occasioni val bene assaporare qualche specialità gastronomica locale o sorseggiare un buon bicchiere di vino estratto dalla chocolì, uva tradizionale il cui nettare risulta aspro eppure poco alcolico, ergo molto gradevole al palato e di grande contrasto.

Come arrivare
Possibilità di trovare nell’arco dell’anno molti voli low cost con relative opzioni e varianti orientati verso l’aeroporto di Barajas a Madrid, collegato alle principali località tramite linee ferroviarie o servizi autobus.
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