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Trujillo e Chan Chan, viaggio nella storia del Perù

Trujillo, Sulla costa, a 556 km a nord di Lima è stata fondata da Pizarro in ricordo della sua città natale. E’ la terza città del Perù per numero di abitanti e ancora oggi conserva diverse testimonianze dell'epoca coloniale, da ricordare in modo particolare la Cattedrale e diversi palazzi che si affacciano su Plaza de Armas. La vera attrattiva di Trujillo sono le imponenti rovine dell'antica Chan Chan, alla periferia della città moderna. Chan Chan fu la capitale del regno Chimù che, tra il XII e il XV secolo estese il suo dominio dai confini dell'Ecuador fin quasi alle porte di Lima, un regno che i conquistadores spagnoli trovarono ormai sottomesso agli Incas. Chan Chan ebbe 200-250 mila abitanti e quello che oggi rimane di tanta grandezza è un impianto urbanistico di oltre 20 kmq con 10 grandi aree recintate che racchiudono, ciascuna, rovine di palazzi, templi, strade, necropoli,abitazioni e cisterne per l'acqua.
Tutto è costruito in mattoni di fango e dal terreno emergono mozziconi di mura ornate di altorilievi (anch’essi di fango) raffiguranti uccelli, pesci, polpi, nutrie marine, aragoste, scimmie, esseri fantastici, figure geometriche.

L'insieme della decorazione murale crea uno straordinario "effetto tessuto" che doveva essere perfetto quando queste superfici erano coperte da brillanti colori che ancora oggi s'intravedono sulle superfici corrose. L'estensione delle rovine e gli altorilievi riprodotti con stampi ricavati dagli originali, danno l'idea della imponenza e magnificenza dell'antica Chan Chan. Questo era il paese dell'oro e qui attinsero a piene mani prima gli Incas, poi gli spagnoli e infine gli huaqueros (predatori di tombe), che ogni notte tornano a cercare un mitico, gigantesco, pesce d'oro massiccio che la leggenda dice sia nascosto tra le rovine.
Ma non sono solo i tombaroli a scavare tra i ruderi; continuano a farlo anche gli archeologi per cercare di dare risposta ai numerosi quesiti ancora insoluti, primo fra tutti quello che riguarda la fine della città. Si sa che una settantina di anni prima dell'arrivo degli spagnoli, la città fu sottomessa dagli Incas, ma non si capisce realmente che cosa abbia messo in crisi un impero tanto esteso e potente.

L'acqua fu un problema costante per i Chimù, che ad essa dedicarono tutte le loro energie sia fisiche che spirituali. Le testimonianze di tanti sforzi sono ancora oggi visibili oltre che nei resti dei grandi acquedotti, anche nelle strutture templari le cui decorazioni ne indicano chiaramente la funzione: invocare la pioggia. Il caso più spettacolare di questi edifici dedicati alle divinità dispensatrici di pioggia è la Huasca del Arco Iris o tempio del Dragon. L'edificio si trova a lato della strada Panamericana, quattro km a nord di Trujillo e si presenta come una bassa piramide irregolare e terrazzata, circondata da una muraglia quadrangolare di 56 mt. di lato. L'intera struttura in mattoni di fango, con le superfici esterne del muro di recinzione e quelle dell'edificio centrale completamente coperte di altorilievi, è stata completamente ristrutturata ed oggi si presenta con la sua maestosa bellezza. Che tipo di riti avessero luogo nel tempio lo ha rivelato drammaticamente il ritrovamento di numerosissime ossa di bambini che, con tutta evidenza, venivano sacrificati per invocare la pioggia.

All'estremità opposta della periferia di Trujillo, oltre Rio Moche, sorgono le rovine delle due imponenti piramidi di fango costruite dai Mochica che popolavano queste zone ben prima dei Chimù. Le piramidi sono ridotte a cumuli informi di detriti ma rappresentano un'importante testimonianza della civiltà Moche, che si concluse intorno al 700 e che produsse tra l'altro, le straordinarie ceramiche presenti in tutti i musei peruviani

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