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Ticul (La Perla del Sur): alla scoperta della città dello Yucatàn

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Ticul è una cittadina di circa 22.000 abitanti situata nella parte sud-occidentale dello stato dello Yucatàn, in Messico, circondata dall’omonimo comune, all’interno del quale risiedono ulteriori 5000 persone. L’insediamento fu abitato per quasi due millenni esclusivamente dai Maya, che lo abbandonarono nel XV secolo, per poi riprenderselo nell’ultimo secolo, dato che oggi quasi il 70% degli abitanti sono di origine Maya. Dal punto di vista economico, la città è storicamente conosciuta per la produzione di ceramiche rosse, anche se oggi il settore industriale ha lentamente preso il sopravvento su quello artigianale. Ticul è soprannominata La Perla del Sur, letteralmente “La Perla del Sud”, un chiaro riferimento alla bellezza naturalistica ed archeologica dell’area, situata nella parte meridionale dello Yucatàn.

I primi due millenni di storia di Ticul sono alquanto nebulosi. Di certo si sa che già nel III secolo a.C. la zona dove oggi sorge il centro cittadino conobbe le prime forme di antropizzazione, come testimoniato da alcuni reperti rinvenuti nelle vicinanze, ma è difficile stabilire le dimensioni e lo stato evolutivo delle popolazioni che hanno abitato la cittadella fino al XVI secolo, quando vi si insediarono gli spagnoli. Nel 1549 i coloni iberici avevano già istituito una Encomienda. In questi anni, gran parte del lavoro era dedicato alla conversione al cristianesimo degli indigeni, agevolata dalla realizzazione di un sistema capillare di conventi, ed alla coltivazione di alcune specie vegetali appena scoperte, finalizzata all’esportazione verso la Spagna. Nel corso dell’Ottocento, una volta ufficializzata l’indipendenza del Messico, Ticul ottenne i diritti di città, dotandosi di una propria amministrazione e cominciando a far valere i propri diritti all’interno del già sedimentato stato dello Yucatàn.

Come altre città dell’entroterra della penisola dello Yucatàn, anche Ticul è caratterizzata da uno straordinario mix di architettura coloniale, archeologia Maya e scenari naturalistici incontaminati, ideale per trascorrere una vacanza a stretto contatto con la natura nella quale imparare a conoscere due delle più importanti culture degli ultimi mille anni. Per quanto riguarda il periodo di occupazione spagnola, la maggior parte degli edifici in stile sono situati nel centro cittadino, caratterizzato da costruzioni basse e tinteggiate con colori caldi, che quasi si uniformano al terreno, generando uno straordinario rapporto tra architettura e paesaggio. Tra gli edifici realizzati nel XVI e nel XVII sono da vedere: la Cappella di San Enrique, la Cappella di San Juan, il Palacio Municipal, la casa principale dell’ex-hacienda Tabí, l’ex-convento di San Antonio de Padua e le cappelle di Santiago, Mejorada, Nuestra Señora de Guadalupe, San Román e San Ramón. Ben antecedenti a questi sono i siti di origine Maya. All’interno della giurisdizione municipale sono diversi i complessi precolombiani che vale la pena visitare: Chancouc, Idzibil, Banazay, Xcanalep, Dzul, Mecalab, Xcuntikam e Itzimte sono quelli meglio conservati e più esaustivi sul modo di vivere di questa straordinaria cultura.

Ogni anno a Ticul si tengono numerose feste, prevalentemente a sfondo religioso. L’evento più sentito è l’incoronazione della Virgen de la Asuncion, che si tiene tra l’11 ed il 15 febbraio, richiamando all’incirca 10.000 visitatori al giorno da ogni parte della penisola dello Yucatàn. Altre celebrazioni importanti sono le tre fiere popolari che si tengono a partire dal 5 aprile, giorno della Feria del Tabaco, al 7 ottobre, in cui si celebra la giornata dedicata al Santo Cristo de las Ampollas, intramezzate dalla festività di San Romàn, tra il 23 ed il 25 settembre.

... Pagina 2/2 ... Un ulteriore aspetto che potrebbe allietare la permanenza a Ticul e nello Yucatàn è la cucina, che presenta alcune variazioni rispetto a quella classica messicana a base di peperoncini ultra piccanti e nachos. Per quanto riguarda i primi piatti, il più diffuso è un impasto di carne di maiale, pollo e mais, servito con salse piccanti ed alcune qualità vegetali tipiche del luogo, mentre per chi ama i sapori forti e speziati, il consiglio è quello di assaggiare la pietanza a base di fagioli e salsiccia di maiale, accompagnata da pollo in umido, uova e formaggi. Molto buoni sono anche i dolci tradizionali, i cui ingredienti principali sono miele, zucca, marzapane e frutta sciroppata, e le bevande, alcoliche ed analcoliche, spesso a base di frutti di stagione.

Il clima è caldo e moderatamente umido in ogni stagione, anche se il suggerimento è quello di evitare di partire tra maggio ed ottobre, quando è sensibilmente più alto il rischio di piogge e fenomeni temporaleschi anche di forte intensità. Le precipitazioni sono infatti abbondanti, nell’ordine dei 1400 mm di pioggia all’anno. Essendo situata nell’entroterra, Ticul è generalmente al riparo da cicloni tropicali e tornado, che tendono a svilupparsi ed a colpire prevalentemente sulla costa.

Per raggiungere Ticul bisogna atterrare al Manuel Crescencio Rejón International Airport, il principale scalo dello stato, situato nei pressi della capitale Mèrida. Da qui si può decidere se partire alla volta della “Perla del Sud” in automobile, autobus o taxi percorrendo l’autostrada MEX184.
Foto wikipedia, cortesia: Hermann Luyken
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