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Le foto di cosa vedere e visitare a Yellowstone

Tour a Yellowstone, viaggio nel pił antico parco nazionale del mondo

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Scordatevi l’orso Yoghi. Lui, con l’inseparabile amico Bubu, abita a Jellystone. E questo parco, ahimè, esiste solo nella fantasia benedetta dei bambini e nel genio di Hanna e Barbera. E’ assolutamente reale, per fortuna, invece Yellowstone, il più antico parco nazionale americano. Ma anche questo potrebbe sembrare un sogno. Perché, certo, non ci incontrerete Yoghi ma in un territorio grande poco più dell’Umbria potrete sentirvi catapultati tra laghi e cascate come in una puntata di Quark, godervi gli sbuffi di metà dei geyser dell’intero mondo, sfiorare mandrie di bufali e di alci giganti e sporgervi su canyon dove ululano i lupi. Ovviamente incontrerete anche gli orsi. Attenzione però: non portano il cravattino e sono grizzly. Ovvero, non rubano i cestini. E possono essere parecchio nervosi.

Ma non spaventatevi: bastano poche banali accortezze che i quasi ottocento enciclopedici ranger del parco saranno pronti a suggerirvi per permettervi una esperienza unica. Perché questo è il bello di Yellowstone: siamo nel Wyoming, nel cuore degli States, a una manciata di minuti di volo dalla tecnologia e dalla modernità. Ma qui comanda ancora la natura.

Un po’ di storia
Il parco nazionale di Yellowstone non è più il più grande parco degli Usa ma resta il più antico. Anzi del mondo. E’ stato infatti fondato nel 1872 per proteggere un patrimonio straordinario per la presenza di fenomeni idrogeologici e geografici unici. Ma anche perché qui da migliaia di anni vive l’uomo. Il suo nome deriva dal racconto fatto da alcuni cacciatori franco-canadesi che chiesero all’inizio dell’800 a dei nativi quale fosse il nome del fiume su cui stavano navigando: nel dialetto degli indiani il corso d’acqua era appunto “fiume della roccia gialla” e ancora oggi porta quel nome. Dal 1978 poi è diventato Patrimonio dell’Umanità.

Le ragioni di questa straordinaria bellezza paesaggistica risiedono nel fatto che lo Yellowstone è in realtà un enorme Supervulcano, che si è formato all'apice della risalita calda di un "Punto Caldo" (Hot Spot). In pratica dalle profondità del mantello un pennacchio di materiale caldo sta risalendo qui in mezzo alle Montagne Rocciose da milioni di anni, assottigliando la crosta e creando delle eruzioni colossali, di tanto in tanto. L'ultima grande esplosione avvenne circa 640 mila anni fa, e da allora il supervulcano dorme un sonno tranquillo, se si escludono i fenomeni idrotermali che invece tengono vivi gli ambienti superficiali.

Quindi nelle lontane ere geologiche, questo altopiano era una ridente vallata che un susseguirsi di eruzioni vulcaniche colossali con anche nubi ardenti, cioè nuvole di gas e e ceneri roventi, cancellò ogni traccia di vita. Col trascorrere dei secoli, lentamente, ricrebbero le foreste suI nuovo humus che si era formato, ma il ricordo della remota tragedia è tuttora vivo nella struttura del paesaggio e nei fenomeni di "ribollimento", grandiosi e continui. Oggi la "Caldera dello Yellowstone"è uno dei luoghi più belli al mondo per gli appassionati di natura, ma purtroppo la poesia dei suoi paesaggi, presto o tardi, verrà sconquassata e spazzata via nuovamente dal risveglio del supervulcano.

Quando andare
Il parco, in realtà, è sempre aperto ma il periodo invernale potrebbe riservarvi alcuni problemi. La neve infatti da queste parti non scherza. E infatti la maggior parte delle strade risulta chiusa e non percorribile. Lo stesso si può dire degli accessi. Per entrare nel parco esistono infatti cinque ingressi disposti, più o meno a raggera intorno all’intera estensione del parco, e solo uno, quello a nord (la North entrance) è aperto tutto l’anno. La città più vicina è Gardiner (appena oltre il confine dello Stato, in Montana). Gli altri rispettano aperture sfalsate che tengono conto del clima: la stazione di ingresso Ovest (West entrance), nei pressi della cittadina di West Yelloswstone, è aperta, ad esempio a tutti dalla fine di aprile all’inizio di novembre e per i mezzi attrezzati a viaggiare nella neve dal 15 marzo al 15 dicembre. Questo ingresso è considerato come il luogo migliore dove trovare alloggio , tra quelli al di fuori dei confini del parco

A sud (South entrance), lungo la direttrice che si unisce al Grand Teton National Park, invece si entra da metà maggio fino a inizio novembre e per le 4x4 con le catene anche da metà dicembre a metà marzo.

C’è poi l’opzione nord-orientale (Northeast entrance), non lontano dalla cittadina di Cooke City, solitamente chiusa da novembre ad aprile e la est (East entrance), vicina a Cody, percorribile da maggio a dicembre. Ma questa è pura teoria: il vero calendario è legato alle condizioni atmosferiche. Se l’inverno è molto nevoso le date potrebbero cambiare. Per cui è sempre doveroso informarsi per tempo.

Periodo migliore
La "stagione" delle visite va dalla primavera al principio dell'autunno: poi, verso la metà di ottobre, incominciano le grandi nevicate. L'altitudine media di Yellowstone (1.700 metri) rende temperato il clima estivo, ed esclude dalla fauna del parco i serpenti velenosi, che non possono vivere a queste quote. Se l'estate è ideale per il discorso clima, ricordiamo che però essa coincide con il periodo di ferie degli americani. Se potete evitate la seconda metà di luglio e la prima metà d'agosto è meglio, altrimenti mettete nel conto anche delle code lungo le strade del parco. Meglio a settembre ed ottobre, e nel mese di giugno. A dire il vero l'inverno sarebbe un momento fantastico per Yellowstone, il contrasto tra i minerali colorati e le montagne innevate, con gli animali che si avvicinano al tempore delle sorgenti termali,che tengono il suolo libero dalla neve, però muoversi nel parco risulta molto complicato per le strade impraticabili per ghiaccio e neve.

Gli itinerari
Siamo in America: si viaggia in auto. Quindi preparatevi a guidare a lungo la vostra macchina a noleggio lungo le strade del parco. La durata della visita naturalmente dipende dal tempo che avete a disposizione: ma almeno tre o quattro giorni sono da mettere in conto. Questo per permettervi di muovervi con calma godendovi la differenza tra i vari ecosistemi e concedervi il giusto tempo per piacevoli soste. In più c’è un altro dettaglio fondamentale: il limite di velocità è rigidamente fissato a 45 miglia, ovvero 73 km. Gli autovelox dei ranger non perdonano ma soprattutto non scherzano i bisonti o le alci. Un frontale con questi bestioni che, naturalmente attraversano l’asfalto senza guardarsi intorno, può smontarvi la vettura. E farvi finire all’ospedale. Il percorso più comune è quello che viene comunemente chiamato Loop Road: con poca fantasia è un lungo anello di oltre 300 km di lunghezza che tocca tutte le zone del parco e collega le diverse entrate. Da qualunque parte potrete entrare e uscire. In ogni caso di cose da vedere ne avrete parecchie.

Dormire e mangiare
Lo abbiamo detto: qui la natura dà il meglio di se. Ma, proprio per questo, non fa sconti. Quindi ci sono regole ben precise da rispettare: non si deve toccare o asportare nulla, ci si deve limitare alle strade e ai sentieri ben indicati e delineati, non si può permettere di fare tuffi nei fiumi o nelle pozze termali. Nella migliore delle ipotesi si rischia una multa. Nella peggiore l’ipotermia o ustioni. Per dormire poi bisogna utilizzare le strutture organizzate: sono molte e adeguate a tutte le tasche. All’interno del parco ci sono nove strutture chiamate lodge: alcune sono più spartane (e vecchie: le prime risalgono alla fine dell’800) ma nel complesso garantiscono circa 2000 stanze. Poi ci sono dodici campeggi: anche qui c’è un pò di tutto: da quelli decisamente rustici a quelli più accoglienti. In genere però costano poco: per notte il prezzo varia tra i 15 e i 20 dollari. Infine ci sono alcune aree di campeggio libero ma autorizzato (e sono sempre i ranger a controllare). Tutto bene allora? Non proprio. Ogni anno a Yellowstone arrivano circa tre milioni di visitatori. Quindi è necessario prenotare per tempo, e in altissima stagione (da giugno a settembre) con molto anticipo. Non è difficile: basta collegarsi al sito www.YellowstoneNationalParkLodges.com e si trova tutto quello che serve.

Per mangiare la situazione è simile: tra ristoranti, tavole calde, fast food, chioschi e altri improbabili punti di ristoro non si corre il rischio di patire la fame. Tra i turisti uno dei più amati locali tuttavia è il Roosevelt Lodge Dining Room (sito). La specialità della casa sono le costine di maiale e la carne di bisonte. Per noi italiani suonano piuttosto avvilenti le linguine col ragù di alce alla bolognese. La porzione da due etti e mezzo costa 18 dollari: meglio lasciar perdere.

La terra dei geyser
Una delle aree assolutamente imperdibili nel parco è la geyser Country: qui si trovano circa 300 soffioni geotermici. E circa 180 son concentrati nella zona chiamata Upper Geyser Basin. Per gli amanti della geologia sarà come essere in un sogno fatto di lava e calore. D’altra parte la forza primordiale che si sprigiona qui non ha eguali, le sorgenti calde sono più di diecimila e sotto terra, ad almeno 20 km di profondità, si troverebbe un supervulcano capace, eruttando, di cambiare la faccia del nostro mondo. Speriamo attenda a sbottare e, intanto, godiamoci lo spettacolo ben cadenzato dei pacifici geyser. Il più fotografato è sicuramente l’Old Faithfull: ogni ora e mezza spara un getto di vapore alto tra i 30 e i 60 metri. Il bello è che dal 1870 non perde un colpo. Ma non è il solo: intorno ci sono anche il Castle Geyser o il Great Fountain. Ognuno potrà trovare il proprio soffione preferito passeggiando sugli otto km di sentieri di passerelle che li collegano. Chi voglia poi godersi il panorama in santa pace deve solo prenotarsi una stanza al Old Faithful Inn (sito). L’albergo è proprio di fronte al getto omonimo, dalla hall si possono ammirare gli sbuffi bollenti salire il cielo e la struttura in legno fa molto epopea del vecchio West. Per una simile esperienza il prezzo non è neppure eccessivo: circa 200 dollari. Proseguendo in questa parte del parco si possono vistare le altre aree di terra che ribolle: nella zona di Norris si trovano molti ciclopici geyser come lo Steamboat: è però dispettoso. Erutta solo quando vuole, senza preavviso.

... Pagina 2/2 ... Più ad ovest, a quote topografiche più basse troviamo il Midway Gayser Basin ed il Lower Gayser Basin, quest'ultimo leggermente più a nord del precedente. Qui si trova anche uno di più importanti Visitor Center del Parco. Nel primo campo di fumarole troviamo una delle attrazioni principali di Yellowstone, la coloratissima Grand Prismatic Spring, la cui foto viene spesso mostrata quasi fosse un luogo alieno sul nostro pianeta. i colori dipendono sia dai minerali presenti che anche dalle diverse colonie di batteri dentro ai vari strati di fango caldo. Gli ultimi campi di geyser nel parco sono il Shoshone e il West Thumb Geyser Basins.

Quindi imperdibile è la Mammouth Country, una delle aree più interessanti dal punto di vista geologico: anche qui le passerelle permettono di camminare sopra delle terrazze di rocce ardenti che fumano. Splendide quelli del Minerva Terrace, una cascata pietrificata simile a quella della località di Pamukkale, in Turchia.

La cosa migliore è farsi suggerire dai ranger un itinerario a piedi lungo queste colline e queste piattaforme rossastre: sembra una passeggiata nell’inferno dantesco. Attenzione però che più che i peccatori qui è facile incontrare gli orsi.

A strapiombo sul canyon
Oltre che per il vapore il parco di Yellowstone, è celebre per il suo canyon. Non è certo famoso e immenso come il cugino dell’Arizona ma comunque anche questo, con le sue oltre venti miglia di lunghezza fa girare la testa. La enorme spaccatura nella roccia colpisce, oltre che per le dimensioni, per le mille sfumature della pietra giallastra da cui si staccano anche alcune cascate. La Lower e la Upper sono poco conosciute: il secondo salto, quello delle Lower Falls raggiunge i 94 metri di altezza, in pratica circa il doppio di quella del Niagara., una delle cascate più belle del mondo.

Dalla sommità del canyon partono diversi sentieri adatti a camminatori di ogni tipo. I più sportivi potranno scendere fino in fondo alla spaccatura mentre i più pigri resteranno in quota a godersi il panorama. Uno dei punti più suggestivi è sul lato sud e si chiama Artist Point: la roccia di fronte sembra un organo a canne. E i gradini per raggiungere la piattaforma non sono troppo ripidi.

A poca distanza si trovano altre depressioni dove seguire facili sentieri per passeggiate nel verde come nella Lamar Valley. Questa è una delle zone dove è più facile incontrare animali selvatici e questo obbliga ad una certa cautela. Chi volesse potrà anche partecipare a gite organizzate con le guide. Ne vale la pena: trovarsi faccia a faccia con un alce che scende ad abbeverarsi al tramonto nel fiume è una esperienza che non si dimentica.

La Lake country
Prima vapore, poi roccia: alla fine arriva l’acqua. Una delle altre zone più affascinanti del parco è quella che ha come centro il lago Yellowstone. L’acqua, durante l’estate è cristallina. E sembra uno specchio su cui si pavoneggiano le montagne. Non solo: questo è il più grande lago di montagna del nord America ed è circondato da un reticolo di sentieri per splendide passeggiate. Chi ami la pesca poi potrà mettersi alla prova: la trota dello Yellowstone pare sia particolarmente combattiva (per la pesca occorre però un permesso che costa 18 dollari per tre giorni).

Per dormire poi la scelta sembra obbligata: l’hotel Lake Yellowstone Hotel and Cabins (sito) risale agli inizi del ‘900 anche se da allora è stato ovviamente rinnovato più volte. E’ inserito nella lista dei locali storici e offre anche, per chi non si accontenta mai, una suite presidenziale da oltre 600 dollari a notte. Una più banale stanza standard vi costerà a la metà.

Non volete fermarvi e volete andare oltre? Nessun problema. Da qui le possibilità sono diverse. In una decina di km di cammino si possono raggiungere alcuni scorci unici come quelli che si affacciano sulle Hayden Valley e nella Pellican Valley. Per chi ama la storia poi nessun problema: anche i nomi dei luoghi fanno tornare indietro nel tempo. A poca distanza da qui si incontra il lago Shoshone. Prende il nome dalla tribù di nativi che abitava qui nel 1807 quando arrivò per la prima volta un bianco. Per gli indiani iniziarono tempi oscuri. Ma al tramonto guadando i pellicani che planano tranquillamente sul fiume Lewis pare impossibile che qui non si sia sempre vissuto in completa armonia.

A piedi e in bici
Volendo, durante la bella stagione, si possono percorrere lunghe passeggiate nei sentieri che attraversano il parco. Secondo un recente censimento i sentieri superano i 2000 km di lunghezza grazie ad un intreccio di percorsi che si intrecciano. In ogni caso per entrare nel parco è necessario pagare un biglietto che vale sette giorni e che costa 25 dollari per una macchina e 20 per una moto. Chi arriva a piedi o in bici dovrà spendere 12 dollari. Per chi scelga di visitare il parco su due ruote esistono percorsi dedicati mentre si deve fare attenzione a non usare i sentieri pedonali. Cartine dettagliate e indicazioni sono disponibili agli ingressi del parco e nelle zone di sosta come bungalow, campeggi e posti di ristoro.

Gli animali
Infine gli animali. Nei cartoni animati l’orso Yoghi è tenero e mansueto. Nella realtà un po’ meno. Ecco perché i ranger ribadiscono in continuazione di stare a distanza di sicurezza, cioè almeno 100 metri, da orsi e lupi. Se proprio vi capita un incontro ravvicinato con un grizzly, l'unica speranza è che non sia interessato a voi... nel caso sfortunato che l'orso bruno delle Montagne Roccioso vi attacchi, l'unica difesa è fingersi morti, sperando che il bestione vi consideri come tali. Per questa ragione il cibo va tenuto lontano dalle tende, se campeggiate a Yellowstone, in modo da non richiamare gli animali nelle vostre vicinanze.

E fare attenzione ai bisonti. Sembrano delle mucche più grandi e pelose ma incornano più turisti ogni anno dei tori delle corride spagnole. In fondo poi si tratta di una precauzione che non costa. Da non sottovalutare anche gli incontri con le alci, gigantesche e aggressive se minacciate.
Il panorama qui, nel parco, è comunque struggente e la vista della vita quotidiana dei suoi abitanti si può tranquillamente godere stando qualche passo più indietro. In fondo è anche una questione di cortesia. Questo parco, patrimonio dell’Umanità, è in realtà un patrimonio della natura. Noi siamo ospiti. E’ giusto fare attenzione. E non disturbare.

Informazioni sul sito ufficiale: www.nps.gov/yell/index.htm

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