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Itinerario sulla Strada del Vino e dell'Olio Chianti Classico

È la terra del “Gallo Nero”, quella che si apre ai margini della celebre strada che si srotola in suggestivi saliscendi che collegano Firenze a Siena, la stessa strada che è stata calpestata prima dagli Etruschi, quindi dai Romani e infine dai grandi artisti del Rinascimento ed è oggi è percorsa quotidianamente da turisti provenienti da tutto il mondo e regolarmente conquistati da questo incantevole nastro d’asfalto che accarezza morbidi poggi tappezzati di uliveti e vigneti e regala scorci naturalistici che restano impressi nella memoria per sempre. Stiamo parlando della Strada del Vino e dell’Olio Chianti Classico, uno degli itinerari enogastronomici più rinomati del mondo, lungo la Chiantigiana o strada regionale 222.

Sono 9 i comuni appartenenti all’Associazione che ha il compito di promuovere le ricchezza di questo pezzo di Toscana, equamente distribuiti tra la provincia di Firenze e quella di Siena, e ve li elenchiamo in ordine squisitamente alfabetico: Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Poggibonsi, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa.

Seguiteci in questo viaggio del gusto nel cuore del Chianti, tra borghi medievali, boschi di castagni, cantine prestigiose, castelli arroccati, alla scoperta del territorio in cui si produce uno dei vini più rinomati del mondo.

Il Chianti Classico DOCG


Vino nobile e antico, il più antico di tutti i Chianti prodotti in Toscana, caratterizzato da un bel colore rosso rubino e da un sapore intenso e importante. Lo storico simbolo del Gallo Nero contraddistingue e certifica la qualità superiore della produzione vinicola di questa regione ed è stato addirittura riprodotto sul soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze dal grande pittore Giorgio Vasari, il fondatore della storia dell’arte.

Il Chianti Classico è prodotto principalmente con uve Sangiovese, minimo 80%, e può contenere anche altri vitigni, tutti rigorosamente a bacca rossa, come il Canaiolo, autoctono, o il Merlot e il Cabernet Sauvignon, più internazionali. Tre sono le tipologie prodotte: Annata, la più “comune”, Riserva, invecchiato almeno 24 mesi di cui 3 in bottiglia, e Gran Selezione, il più prezioso, le cui uve utilizzate provengono dalla stessa vigna ed è invecchiato per almeno 30 mesi, di cui 3 in bottiglia.

Il Chianti Classico è un vino molto versatile, che si abbina a tutti i cibi della tradizione gastronomica toscana, che, ve lo anticipiamo, è sontuosa, come i formaggi, la carne alla brace, gli arrosti, le zuppe contadine e i secondi di selvaggina. Importante degustare un buon calice di Chianti accertandosi che sia alla giusta temperatura di servizio, ovvero tra 16° e 18°, al fine di poterne assaporare a pieno l’intenso bouquet.
Vi è venuta l’acquolina in bocca, vero? Coltiviamola con cura, facendo un rapido excursus sulle specialità della cucina toscana con cui accompagneremo le nostre degustazioni.

Il Chianti in tavola


Per affrontare un viaggio nella gastronomia locale bisogna essere dei buongustai certificati, ma noi abbiamo fiducia in voi e siamo certi che non ci deluderete. La tradizione culinaria di questa splendida terra affonda le sue radici nella vocazione agricola che ancor oggi la Toscana conserva e che rappresenta, senza ombra di dubbio, la sua fortuna. Ingredienti semplici e genuini, dunque, piatti “poveri”, ma ricchi di gusto e dispensatori di piacere infinito per la nostre papille gustative.

Cominciamo? Si parte con i Crostini Toscani, preparati con il pane sciapo, ovvero senza sale, e la salsa di fegatini di pollo, si prosegue con la Fettunta, fetta di pane condita con olio extravergine di oliva novello, sale, pepe e aglio, e si conclude l’abbuffata di antipasti con un bel tagliere a base di affettati, Prosciutto Crudo, Salame, Finocchiona, preparata con semi di finocchio e bagnata con vino rosso, e Soprassata, aromatizzata con scorza di limone e prezzemolo, e di formaggi.

Tra i primi piatti non possiamo non assaggiare la Pappa al Pomodoro, la Panzanella e la Ribollita, tre primi semplici e genuini, a base di ingredienti come pane, cavolo nero, pomodoro e verdure varie; possiamo, però, dare due morsi anche alle Pappardelle al Ragù di Cinghiale o di Lepre e agli Gnudi, i ravioli senza pasta esterna, tanto per non dire che ci siamo lasciati sfuggire qualcosa.

Per quanto riguarda i secondi piatti c’è poco da dire, perché, seppur meritino una menzione tutte le pietanze a base di selvaggina, come la Lepre in Umido e il Cinghiale alla Toscana, e di carni bianche, come il Tordo allo Spiedo, la Faraona alla Cacciatora, il Piccione alla Senese, non possiamo che inchinarci a Sua Maestà la Bistecca alla Fiorentina cotta sulla brace, rigorosamente al sangue. Altro posto d’onore spetta alla Trippa alla Fiorentina e al Lampredotto con Salsa Verde, due must che non possiamo non assaggiare.

Migliaccio, la versione fiorentina del Castagnaccio, con aggiunta di rosmarino, o ramerino, come lo chiamano da queste parti, il Panforte di Siena, i Berriquocoli di Siena, dolcetti a base di mandorle e noce moscata, i Ricciarelli e i Cantucci con Vin Santo vi permetteranno di chiudere in bellezza la succulenta abbuffata

Per quanto riguarda i prodotti tipici locali la medaglia d’oro la consegniamo subito all’Olio Extravergine d’Oliva Chianti Classico DOP, un’autentica delizia per il palato e una vera ricchezza per l’economia locale, seguito a ruota dal Pane Toscano DOP, il Salame di Cinghiale di Castelnuovo Berardenga, la Finocchiona, il Salame Chiantigiano, il Salame di Cinta Senese, il Buristo di Greve in Chianti, il Pecorino Toscano DOP, il Pecorino Senese, il Marzolino del Chianti e la Grappa Chianti Classico.

Gli eventi del nostro itinerario

Tra i numerosi eventi della Toscana disponibili abbiamo selezionato quelli che troverete sul vostro itinerario:
  • Carnevale Medievale Sancascianese di San Casciano Val di Pesa (febbraio/marzo)
  • Sagra delle Frittelle di Greve in Chianti (marzo)
  • Mercatino delle Cose del Passato di Pasquetta di Greve in Chianti (marzo/aprile)
  • Sagra del Cinghiale di Greve in Chianti (aprile)
  • Alla Corte dei Vini di San Casciano Val di Pesa (maggio)
  • Festa del Giaggiolo di Greve in Chianti (maggio)
  • La Vetrina delle CittàSlow di Greve in Chianti (maggio)
  • I Profumi di Lamole di Greve in Chianti (giugno)
  • Chianti Festival in località varie (giugno/luglio)
  • Festa di San Sigismondo di Gaiole in Chianti (luglio)
  • Radda 1527 di Radda in Chianti (luglio)
  • Festa del Perdono di Radda in Chianti (luglio/agosto)
  • Fiera del Cocomero di Castellina in Chianti (agosto)
  • Rassegna del Chianti Classico di Greve in Chianti (settembre)
  • EcoMaratona del Chianti di Castelnuovo Berardenga (ottobre)
  • L’Eroica di Gaiole in Chianti (ottobre)
  • Dit’unto di Castelnuovo Berardenga (ottobre)
  • Chianti d’Autunno in località varie (novembre)

Partenza: da Tavarnelle Val di Pesa a Castellina in Chianti


Partiamo da uno dei più noti comuni del Chianti fiorentino, situato su uno dei tanti poggi che ci sono da queste parti, a poco meno di 400 metri di altezza: Tavarnelle Val di Pesa, piccolo borgo medievale non fortificato, che aveva originariamente la funzione di luogo di sosta situato sull’antica Via Regia Romana, che collegava Firenze alla Via Francigena. Favoloso lo scenario paesaggistico che circonda la cittadina, tra castelli, piccoli agglomerati urbani, pievi, santuari e monasteri e, ovviamente, le pendici delle colline tappezzate di campi di ulivi e di filari di vigne. Bello il Monastero Carmelitano di Santa Maria al Morrocco, risalente al XV secolo, e, forse, ancora più bella la Badia di Passignano, edificata nell’XI secolo; di indubbio interesse anche il Museo Emilio Ferrari di Cultura Contadina, dove sono esposti attrezzi e utensili della tradizione contadina locale.

Continuiamo a esplorare la parte fiorentina della zona di produzione del Chianti e ci dirigiamo in direzione di Firenze, verso nord, e arriviamo a San Casciano Val di Pesa, il più “rinascimentale” dei borghi chiantigiani. Le imponenti mura medievali, edificate nel XIV secolo, sono ancora ben conservate. Una passeggiata nell’incantevole centro storico ci porterà a incontrare la Collegiata di San Cassiano, bella testimonianza del XVIII secolo, e il Museo di San Casciano, dove sono conservate interessanti opere d’arte di artisti locali; poco fuori le mura si trova, invece, l’antica Pieve di Santa Cecilia a Decimo, edificata addirittura da Carlo Magno. Agli appassionati del relax consigliamo, infine, di fare un salto agli stabilimenti balneari dell’Impruneta, distanti una decina di chilometri, tre le più rinomate terme della Toscana.

Cominciamo ora la nostra discesa verso Siena e arriviamo a Greve in Chianti, antico centro commerciale fin dai tempi degli antichi Romani. La celebre Piazza Giacomo Matteotti, conosciuta come “Mercatale”, dalla caratteristica forma a imbuto, era, infatti, il luogo di incontro dei cittadini dei numerosi borghi circostanti che qui si ritrovavano per portare avanti i loro affari quotidiani.
Oggi Greve è una delle capitali del Chianti Classico, nonché uno dei più importanti centri di produzione dei numerosi salumi locali, specialità sopraffine della tradizione norcina locale. Sulla piazza si affacciano da una parte il neorinascimentale Palazzo Comunale e dall’altra la storica Macelleria Falorni, un vero monumento regionale, dove potrete trovare tutte le specialità della gastronomia chiantigiana, delle quali vi consigliamo di fare rifornimento.

Abbandoniamo il territorio provinciale fiorentino e entriamo nella provincia di Siena, dove si trova Castellina in Chianti, da sempre spartiacque sul confine posto sui territori delle due grandi città d’arte che mai sono andate troppo d’accordo. Bellissima la Rocca del ‘400 e interessante il Museo Etrusco, che ospita buona parte dei reperti archeologici trovati in zona. Imperdibile, infine, la visita all’Ipogeo di Monte Calvario, una bellissima tomba etrusca, sicuramente il tumulo funerario etrusco più importante di questa parte della regione.
Presi dall’entusiasmo ci siamo dimenticati di dire che Castellina in Chianti è uno dei più bei borghi della Toscana, nonché una delle mete gastronomiche più rinomate.
Abbiamo detto gastronomiche? Sentite anche voi i morsi della fame? Andiamo di corsa, allora, a sederci a uno dei tavoli del Castello di Fonterutoli, prestigiosa tenuta secolare, dove potremo assaggiare i prelibati piatti locali e degustare un numero sufficiente di calici del Chianti Classico.

Si prosegue: da Castellina in Chianti a Castelnuovo Berardenga


Pronti per ripartire? Su, che Radda in Chianti ci aspetta e non si merita che arriviamo in ritardo, perché Radda è il borgo delle vigne, la cittadina che ha il centro storico più suggestivo tra quelli dei borghi di questa regione e la vista che spazia sui filari di vigne che si inseguono a perdifiato lungo le verdi e brillanti pendici dei poggi. Da vedere il Castello, risalente addirittura all’XI secolo, ma merita anche una passeggiata lungo i camminamenti medievali, percorrendo i quali vi sembrerà che il tempo si sia fermato, finché non incontriamo la Ghiacciaia Granducale, la costruzione dalla caratteristica forma piramidale che serviva per conservare la neve e trasformarla in blocchi di ghiaccio da utilizzare nei mesi più caldi.

Siamo quasi arrivati alla fine del nostro tour, che non possiamo dire terminato prima di aver visto Gaiole in Chianti, delizioso borgo situato sulla strada che collega il Chianti alla Valdarno, la vallata in cui scorre impetuoso l’Arno, posizione strategica che ha fatto sì che la cittadina si diventasse punto di incontro per scambiare merci, un centro commerciale fondamentale per lo sviluppo economico locale. Oggi Gaiole è un ridente borgo a vocazione agricola, la cui piazza centrale ha la curiosa forma di triangolo ed è ancor oggi luogo simbolo che richiama cittadini vicini e lontani, grazie ai numerosi eventi che qui vengono organizzati durante l’anno. Lasciamo, dunque, il centro storico, dopo averne percorso le piccole e antiche stradine, e dedichiamoci ai dintorni, che propongono il Castello di Brolio, imponente maniero di origini longobarde che domina, dall’alto del suo poggio, tutto il territorio comunale e anche oltre, e Vertine, la piccola frazione fortificata risalente, molto probabilmente, a prima dell’anno 1000, il cui Castello di forma ovale è ancora perfettamente conservato. Confessiamo che a Vertine vi ci abbiamo mandato non solo per vedere il suggestivo borgo arroccato, ma anche perché a Le Miccine, celebre podere convertito ad Azienda Agricola, potrete degustare un calice di vino - uno solo - come aperitivo, prima di affrontare l’ultima bellissima tappa.

Forza, facciamo gli ultimi 20 chilometri in direzione Siena e arriviamo a Castelnuovo Berardenga, il borgo più vicino alla Capitale del Palio, che, infatti, s’intravede all’orizzonte, splendida e con i suoi tetti rossi rossi. Ormai che il paesaggio è un susseguirsi di opere d’arte naturali l’avete capito, no? Bene, perché anche qui gli scorci restano uguali e l’atmosfera è placida, serena e decisamente bucolica. Solita passeggiata per il piccolo centro storico che vi porta ad incontrare il bellissimo Vicolo dell’Arco, una stretta via che si arrampica con ripidi scalini sormontati da un arco decorato da magnifici bassorilievi, Villa Chigi Saracini, splendido esempio di architettura rinascimentale, e il Museo del Paesaggio, che propone un percorso museale che illustra i tesori, la storia e le tradizioni contadine locali.
Basta, abbiamo visto e fatto fin troppo, i nostri occhi sono colmi di meraviglie che pensavamo esistessero solo in cartolina, le nostre narici sono piene dei profumi intensi che la straordinaria Natura circostante produce e le nostre pance sono vuote. Andiamo a riempirle al Ristorante Castell’in Villa, il ristorante di una delle aziende agricole più rinomate della zona, dove potrete degustare le migliori etichette locali, prodotte dalla stessa azienda, e assaggiare i piatti della tradizione, mentre il sole si tuffa tra un colle e l’altro. Cin cin!

Il nostro tour in sintesi

Itinerario: Tavarnelle Val di Pesa - San Casciano Val di Pesa - Greve in Chianti - Castellina in Chianti - Radda in Chianti - Gaiole in Chianti - Castelnuovo Berardenga
Lunghezza percorso: 92 km
Cosa vediamo: Monastero Carmelitano di Santa Maria al Morrocco e Badia di Passignano (Tavarnelle Val di Pesa), Collegiata di San Cassiano e Pieve di Santa Cecilia a Decimo (San Casciano Val di Pesa), Piazza Mercatale e Palazzo Comunale (Greve in Chianti), Rocca del ‘400 (Castellina in Chianti), Castello, camminamenti medievali e Ghiacciaia Granducale (Radda in Chianti), Centro storico, Castello di Brolio e Frazione di Vertine (Gaiole in Chianti), Vicolo dell’Arco e Villa Chigi Saracini (Castelnuovo Berardenga)
Cosa assaggiamo: Crostini Toscani, la Fettunta, Prosciutto Crudo, Salame, Finocchiona, Soprassata, la Pappa al Pomodoro, la Panzanella, la Ribollita, le Pappardelle al Ragù di Cinghiale o di Lepre,gli Gnudi, Lepre in Umido, il Cinghiale alla Toscana, il Tordo allo Spiedo, la Faraona alla Cacciatora, il Piccione alla Senese, la Bistecca alla Fiorentina, la Trippa alla Fiorentina, il Lampredotto con Salsa Verde, il Migliaccio, il Panforte di Siena, i Berriquocoli di Siena, i Ricciarelli, i Cantucci con Vin Santo, l’Olio Extravergine d’Oliva Chianti Classico DOP, il Pane Toscano DOP, il Salame di Cinghiale di Castelnuovo Berardenga, la Finocchiona, il Salame Chiantigiano, il Salame di Cinta Senese, il Buristo di Greve in Chianti, il Pecorino Toscano DOP, il Pecorino Senese, il Marzolino del Chianti e la Grappa Chianti Classico
Enoteche, Cantine e negozi dove fare degustazione e acquistare prodotti: Macelleria Falorni (Greve in Chianti), Castello di Fonterutoli (Castellina in Chianti), Le Miccine (Spello), Ristorante Castell’in Villa (Castelnuovo Bererdenga)
Musei e attrazioni: Museo Emilio Ferrari di Cultura Contadina (Tavarnelle Val di Pesa), Museo di San Casciano e Terme dell’Impruneta (San Casciano Val di Pesa), Museo Etrusco e Ipogeo di Monte Calvario (Castellina in Chianti), Museo del Paesaggio (Castelnuovo Berardenga)

Qui maggiori informazioni sulla Strada del Vino e dell’Olio Chianti Classico.
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 Pubblicato da il 12/03/2018 - - ® Riproduzione vietata