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Dove è stato girato il film Veloce come il vento, nei luoghi della storia

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Una storia vera che sa di motori e voglia di riscatto non poteva che essere girata in alcuni dei luoghi che hanno segnato la storia della Formula Uno, imbevuti fino al midollo di rombi e competitività. Il film di Matteo Rovere "Veloce come il vento" che mette alla prova Stefano Accorsi e l'inedita Matilda De Angelis ha privilegiato gli scenari della "motor valley" emiliano-romagnola, quella zona compresa fra Modena e Bologna che raggiunge Imola e la avvolge grazie alla presenza dell'autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari.

Dall'accento dei protagonisti del film uscito nelle sale il 7 aprile 2016 non sfugge che tutta la trama fa base proprio in questa terra, baciata dal Cavallino Rampante e dalla passione per i motori. La città di Imola, la più occidentale della Romagna, offre il meglio di sè durante quell'inseguimento in pieno centro storico che risveglia l'adrenalina e fa capire quanto sia complicato spingere a fondo il pedale del gas fra strade deputate ad un traffico intenso ma sornione, anche se si tratta, come in questo caso, delle riprese di un film.

La Forum Cornelii di romana memoria, ha lasciato il posto ad una cittadina fino al 2006 legata a doppio filo al Gran Premio di San Marino, corso in quell'autodromo che ha visto spegnersi nel giro di 24 ore, fra il 30 aprile ed il 1 maggio del 1994, Roland Ratzenberger e Ayrton Senna. A parte l'autodromo, però, la città ha molto altro da offrire. La Rocca Sforzesca, edificata durante il medioevo, offre un esempio dell'architettura fortificata piuttosto diffusa in questo angolo di Romagna, oggi addolcita dalla presenza al suo interno della prestigiosa Accademia Pianistica Internazionale.
Procedendo verso il centro, fra gli imponenti palazzi signorili si trova, al n.29 di via F.lli Bandiera, la casa di Benvenuto Rambaldi, noto per essere stato il primo commentatore della Divina Commedia. Una visita è opportuna anche al Teatro Ebe Stignani, alla settecentesca Farmacia dell'Ospedale e a ciò che resta, a livello di architettura, del vecchio albergo El Cappello, voluto nel 1484 da Girolamo Riario, poi trasformato nel Palazzo della Volpe.

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La Chiesa di San Domenico, fra via Orsini e via Quarto, offre il suo prestigioso portale gotico mentre il Museo di San Domenico, con annesso conventi dei Santi Nicolò e Domenico, la lettura del passato della città attraverso le esposizioni permanenti che fanno capo alle Collezioni d’Arte della Città e al Museo Archeologico e Naturalistico ‘Giuseppe Scarabelli’. Il cuore di Imola è piazza Matteotti, visibile anche durante alcune scene del film durante l'inseguimento in centro storico. Da qui, percorrendo poche centinaia di metri si può proseguire verso il Duomo (la Cattedrale di San Cassiano), il museo Diocesano custode di preziose miniature e la Casa della Volpe che fu, dal 1518 al 1820 sede del Monte di Pietà e dove, ancor prima, vi nacque Taddeo della Volpe, noto condottiero al soldo della Repubblica di Venezia. Il percorso tra le strade del centro può terminare a Porta Montanara, ultimo esempio della cinta muraria fatta erigere dalla signoria dei Manfredi.

La verve di Imola e del suo autodromo vengono messe in competizione, nel film, con due dei più importanti circuiti automobilistici italiani, quello di Vallelunga e di Monza, protagonisti delle scene più adrenaliniche. L'autodromo di Vallelunga nato nel 1951 dalla trasformazione di un ippodromo, è stato intitolato nel 2006 al pilota Pietro Taruffi. Il comune di Campagnano di Roma che ospita sul suo territorio la struttura, fa parte della "Via Francigena di Sigerico" uno dei percorsi di pellegrinaggio europei tutelati dalla Comunità Europea. Gli scavi archeologici condotti in zona hanno restituito i resti di una antica stazione di posta datata I secolo d.C, la cosiddetta Mansio ad Vacanas, e le imponenti testimonianze dei granai Chigi. Campagnano che annette nel suo territorio la costa orientale del lago di Martignano e parte del Parco regionale di Veio è ricca di edifici religiosi che lasciano intuire il passato legato alla dinastia Chigi alla quale appartiene Papa Alessandro VII. Ne sono un esempio il monumentale complesso della Madonna del Sorbo che dista 6 km dal centro cittadino.

Da Roma le riprese della pellicola si spostano al Nord per approdare ad un altro dei luoghi più rappresentativi del tema ispiratore del film. Parliamo dell'autodromo di Monza, uno dei più antichi al mondo, dove si concentrano le scene di gara e lungo il paddock. Il taglio del nastro che lo consegnò alla Formula Uno venne celebrato nel 1922 dopo 110 giorni di duro lavoro. I primi a praticarne la pista furono Pietro Bordino e Felice Nazzaro a bordo di una Fiat 570. Le classifiche formulate sulla base della longevità lo danno terzo nel mondo dopo il circuito ormai non più in uso di Brooklands e quello ancora attuale di Indianapolis. La sua storia, costellata di successi ma anche di dolore - memorabili gli incidenti che nel 1961 posero fine alla vita di Wolfgang von Trips e nel 1970 a quella del pilota austriaco Jochen Rind - è legata alla 1000 km di Monza e soprattutto al Gran Premio d'Italia di Formula Uno.


Un film al 100% italiano non poteva che ricoprire tutto lo Stivale. Parte delle riprese, infatti, si sono svolte presso Matera e nella sua campagna. Tra le curiosità della location, c'è la coincidenza delle riprese con la serata in cui la città della Basilicata è stata proclamata "Capitale europea della cultura". Parliamo ovviamente delle scene della corsa clandestina che parte dalla Pista Mattei dell'"Aeroporto di Basilicata" presso Pisticci, percorrendo la strada che sale sui calanchi e attraversando il simbolo per eccellenza della città, i famosi Sassi di Matera, riconosciuti dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità.

 Pubblicato da il 13/07/2016 - - ® Riproduzione vietata

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