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Francesco Hayez in mostra a Milano alle Gallerie d'Italia

E’ il bacio d’arte più famoso del mondo. E Milano oggi lo riscopre con una serie di iniziative, una “Hayez mania” che, fra recuperi eccellenti, vernissage e anche una spolverata di sano marketing, fa rivivere una delle opere simbolo del Risorgimento italiano che però poi la storia pop ha spesso relegato ad un cioccolatino da scartare.

Si, perché se sui celebri (e buoni) cioccolatini “baci perugina” troviamo l’incanto di due amanti che si baciano, spesso scordiamo che quel “logo” deriva da uno dei più bei dipinti dell’Ottocento milanese.

Lo realizzò Francesco Hayez nel 1859: lui padre francese, natali veneziani è stato “adottato” da Milano negli anni di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Verdi ed Alessandro Manzoni. Hayez collaborò con Antonio Canova, fu consulente del teatro alla Scala e insegnò all’Accademia di Brera negli anni dell’Unità d’Italia e di “quei” baci ne dipinse almeno 7. Il più famoso è custodito alla Pinacoteca di Brera, nella celebre sala XXXVII, ma per raccontarlo meglio una nuova mostra lo ha portato, in prestito fino a febbraio 2016, alle Gallerie d’Italia di piazza Scala. Dove per la prima volta si riuniscono, non uno, ma i tre baci più famosi di Hayez. O meglio quelli che si sono rintracciati nei meandri della storia. Degli altri ci sono solo fonti e attestazioni scritte.

Ma intanto “il” bacio fa bella mostra di se accanto agli altri provenienti da collezioni private – uno è rimasto in Lombardia e uno arriva da New York CIty - e quindi impossibili da vedere, soprattutto insieme, se non ora. Così c’è il bacio “bianco”, quello dove lei è abbigliata in cangiante satin, o meglio come disse Carlo Carrà sembra “vestita di latta”. E poi c’è quello “del velo” dove, nella passione del momento, alla dama sfugge un candido foulard che si appoggia in terra sulle scale. Il bacio di Hayez non è solo una “fotografia” di un istante privato, ma ha un’importante valenza pubblica e politica: celebra anche attraverso i colori degli abiti che formano il tricolore e la bandiera francese, l’entrata a Milano di Vittorio Emanuele II e Napoleone III. Come le opere di Verdi, come gli scritti di Manzoni, i dipinti di Hayez sono un manifesto del tempo e la mostra di Milano, realizzata da Intesa San Paolo con i prestiti di Cariplo, per la curatela di Fernando Mazzocca e Gianfranco Brunelli, è la più completa retrospettiva sull’autore.

Sono oltre 100 le opere esposte oltre ai” baci”. Ci sono le grandi tele di argomento storico e biblico dove Hayez - un po’ come i registi moderni, da Hitchcock a Scorsese, amano includersi nei propri film con dei camei - si ritraeva mischiato fra la folla. Poi ci sono i ritratti posati e sfarzosi come quelli del Manzoni o della bellissima (e super agghindata) contessa di Barbiano di Belgioioso.

E infine ci sono loro, le donne di Hayez: uno sguardo a rappresentare un sentimento, come la “Maddalena penitente” che arriva da Fontanellato, dal labirinto di Franco Maria Ricci. Ecco malinconia, meditazione, fino al dolore e a quell’”accusa segreta” della tela che arriva di musei Civici di Pavia. Ultima sezione, imperdibile della mostra è il ciclo di affreschi, anche questo per la prima volta visibile al pubblico dopo anni, composto dalle lunette che Hayez affrescò agli inizi dell’Ottocento per il palazzo della Borsa di Venezia, all’interno di palazzo Ducale.

Le lunette, di argomento mitologico e classico, sono state restaurate grazie ad una collaborazione fra la Serenissima e le Gallerie milanesi e completano il percorso espositivo, insieme ad un nuovo canale Instagram e ad una serie di proiezioni cinematografiche legate ai più celebri baci del cinema italiano. Intanto il 14 novembre all’Accademia di Brera (Hayez a Brera: il laboratorio di un pittore, fino al 21 gennaio 2016, ingresso gratuito) sarà restituito al pubblico il laboratorio dove Hayez lavorava, studiando e mediando anche dai busti di Canova, uno dei suoi “maestri” di riferimento per le figure di nudo.

“Hayez”, Gallerie d’Italia, piazza della Scala, 6 - Milano
Fino al 21 febbraio 2016, da martedì a domenica 9.30 – 19.30, giovedì fino alle 22.30, lunedì chiuso. Euro 10, ridotto Euro 5 – 8.
Infoline 800 167 619, www.gallerieditalia.com
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 Pubblicato da il 10/11/2015 - 4.068 letture - ® Riproduzione vietata

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