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Airbnb dichiarato illegale a New York City, prenotazioni a rischio?

Appartamenti affittati su Airbnb, o siti simili, considerati illegali a New York City? La notizia sta facendo correre più di un brivido a coloro che hanno prenotato da tempo un soggiorno low cost nella Grande Mela, e cioè che hanno utilizzato quei portali che consentono di trovare stanze in affitto, per soggiorni brevi, in ogni parte del mondo, e di cui Airbnb rappresenta oggi il riferimento assoluto.

Cosa è successo? Sembra che un residente del quartiere East Village, tale Nigel Warren, sia stato multato di ben 2.400 dollari, per aver violato le leggi della città che regolano i soggiorni a New York. Il reato contestato è stato quello di avere affittato, tramite per l'appunto Airbnb, una parte del suo appartamento a una donna, per tre giorni nel mese di settembre 2012.

Questo è un precedente, che sta allarmando tutto il settore del mercato case vacanza, e che è stato causato da una legge locale, introdotta nel 2010: il nuovo dispositivo legale vietava ai proprietari di immobili di affittare le proprie case per meno di 30 giorni. La legge era stata originariamente introdotta per evitare alcune palesi speculazioni, che avevano visto dei grandi proprietari di appartamenti e seconde case, nella Grande Mela, trasformarli in alberghi di fatto.

Ed anche se la legge era stata ideata per dei casi specifici, la sua formulazione mette ora in crisi il sistema di Airbnb: gli appartamenti infatti possono essere utilizzati solo come residenza privata e non possono essere affittati per scopi transitori, inferiori ai 30 gg, come hotel o motel. E secondo il Giudice Clive Morrick il signor Warren aveva quindi violato la norma, e nonostante la stessa Airbnb sia intervenuta per difendere il suo caso, ha emesso sentenza di condanna, seppur con una sanzione ridotta, rispetto ai 7.000 dollari richiesti in partenza.

L'amministrazione di New York ha in realtà minimizzato il caso, dichiarando che la legge sarà applicata solo in caso di una denuncia, ma Airbnb ha esortato le autorità per avere dei chiarimenti sulla questione. Secondo il portale internet l'ottantasei per cento dei padroni di casa, che hanno inserito una casa su Airbnb a New York City, vivono in quella stessa casa, non stanno facendo speculazioni in contrasto con la legge del 2010, ma solamente cercano di far quadrare il bilancio economico casalingo. E certo è che il pensiero di un vicino invidioso, che li possa denunciare, mina alla base tutto il concetto in cui si basa Airbnb e i portali simili di affitto appartamenti, che operano su New York.

Fonte Telegraph
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 Pubblicato da il 23/05/2013 - - ® Riproduzione vietata

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