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Storie da vivere in Alto Adige, dalla Val Sarentino alla Val d'Isarco (5 pagine)

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Le specialitā della Val Sarentino e la visita al Maso Grottnehorf di Fič allo Sciliar

Il mattino seguente, dopo una colazione a base di marmellate e mieli tipici del luogo, ci attende una piacevole passeggiata assieme a Gregor del Bad Schӧrgau tra le sue amate vigne e orti biologici nei quali coltiva ribes e more, con le quali ama conversare e passare il poco tempo libero. I prodotti che riesce a ricavare da questa sua passione vengono poi impiegati per offrire ai clienti della sua struttura colazioni letteralmente a chilometro zero. Mentre un caldo sole brilla tra i filari che Gregor conosce pianta per pianta, l’albergatore ci racconta come l’amore per la propria terra abbia caratterizzato la struttura che ci ospita. Ogni particolare che la compone è infatti realizzato con materiali provenienti dai boschi circostanti, da un sapiente riutilizzo e reinterpretazione degli oggetti in disuso, quando non derivano dalle diverse lavorazioni di quello che è il simbolo stesso della Val Sarentino: il Pino Mugo.

L’olio essenziale che viene estratto da questo cespuglio aghiforme sempreverde, che cresce spontaneo sulle montagne tra i 1500 e i 2700 metri e possiede la curiosa peculiarità di sprigionare di notte il calore incamerato di giorno, è apprezzato da tempi immemorabili per le sue proprietà curative a livello respiratorio, dermatologico, antireumatico e per i benefici che arreca al sistema immunitario. Altri utilizzi per i quali è molto gradita questa pianta officinale comprendono l’aromatizzazione di gustosissime grappe a amari oltre a prodotti più innovativi, quali il burro col quale Egon Heiss ama preparare il suo famoso risotto. La fragranza del Pino Mugo è inequivocabilmente presente in ogni aspetto dell’Hotel Bad Schӧrgau, che nell’area benessere ritroviamo sciolta nei rilassanti bagni, nel legno che riscalda le seducenti saune, nelle pigne cosparse nel percorso Kneipp e nei prodotti disponibili in vendita presso la struttura.
Assieme allo chef Egon, a pranzo apprendiamo come utilizzare in cucina le preziose qualità del Pino Mugo, oltre agli altri prodotti locali che vengono utilizzati per preparare i piatti tipici locali che lui, per mezzo delle più moderne tecniche che l’arte culinaria attuale offre, usa stravolgere senza snaturarne il gusto .

Egon ama utilizzare per la creazione dei propri piatti prodotti locali freschi e di altissima qualità ed è spesso incuriosito da quelli più caratteristici e rari, spesso dimenticati, che la sua zona può offrire.
Tra i tanti alimenti presenti nella sua singolare dispensa ritroviamo quelli coltivati nel Maso Afingsbruckhof dall’appassionato agricoltore Robert Thurner, che andiamo a conoscere al termine del nostro pasto.
Il piccolo e ripido appezzamento di terra, ai pedi della sua moderna abitazione costruita esclusivamente con materie prime di zona, è coltivato senza il minimo ausilio di prodotti chimici e macchinari, nel pieno rispetto dei tempi e dei modi che la natura prevede per la crescita di questo straordinario compendio di piante rare e in via d’estinzione. Quegli ortaggi, che un tempo venivano bistrattati e scartati, nella loro irregolare forma garantiscono quella qualità e quel gusto autentico privo di compromessi che una matura consapevolezza gastronomica consente oggi di preferire a quelli che l’agricoltura industriale propone in tanti supermercati. La passione di Robert non si esaurisce nei suoi ordinatissimi orti, ma prosegue nelle sue arnie, dalle quali coglie un sublime miele biologico, e nelle aie nelle quali alleva le quaglie dalle quali ottiene le uova con le quali Egon Heiss prepara le sue gustosissime colazioni e i dolci che lo hanno reso famoso, come la sua particolare Kaiserschmarren.

La giornata prosegue verso la località di Fiè allo Sciliar, dove nel trecentesco Maso Grottnerhof, dependance del Romantik Hotel Turm di proprietà di Stefan Pramstrahler, ci attende l’appassionato viticoltore Markus Preckwieser per una piacevole degustazione della limitatissima produzione dei vini ottenuti con l’uva coltivata nei terreni circostanti all’antichissima struttura. Tra un sorso dei premiati Pinot nero, Pinot bianco, Gewurztraminer e Chardonnay ed un assaggio di appetitosi formaggi e salumi locali, abbiamo l’opportunità di visitare uno dei più antichi e meglio conservati masi altoatesini, dove possiamo ancora ammirare intatte la stube, il forno e l’affumicatoio per lo speck, oltre alla suggestiva camera disponibile per il pernottamento degli ospiti previa prenotazione.
Per cena Egon Heiss, presso il Ristorante Gourmet “Alpes” dell’Hotel Bad Schӧrgau, ci stupisce con la sua arte nel miniaturizzare e scomporre in una miriade di portate dall’aspetto inedito la cucina tradizionale ottenuta dai prodotti della vallata.

 Pubblicato da il 27/02/2014 - 16.157 letture - ® Riproduzione vietata