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Timor Est, in viaggio tra spiagge e natura del sud-est asiatico

Timor Est, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Timor Est è una delle nazioni più giovani del pianeta, essendo nato ufficialmente solo nel 2002; il territorio nazionale occupa circa la metà dell'isola asiatica di Timor e altre due isole che si trovano nelle immediate vicinanze, nonché un'altra piccola porzione di territorio – di fatto un'enclave nel cuore dell'Indonesia – nella zona occidentale della stessa isola di Timor.

Abitata fin dall'antichità, i primi stranieri a visitarla furono i commercianti cinesi e quelli provenienti da Java; ciò che cambiò definitivamente il corso della storia tuttavia fu l'arrivo dei portoghesi nel XVI secolo, attratti dalle ricchezze e dalle risorse di cui la regione disponeva. L'isola ha subìto nel corso della propria storia il controllo di diversi paesi; la zona occidentale di Timor fu infatti ceduta dai portoghesi agli olandesi con un trattato nel XIX secolo, mentre durante la Seconda Guerra Mondiale l'isola fu occupata militarmente dal Giappone. Il dominio coloniale portoghese si protrasse comunque fino al 1975, quando sull'onda della Rivoluzione dei Garofani avvenuta in Portogallo un anno prima, Timor Est dichiarò la propria indipendenza.

Passarono appena alcuni mesi e l'Indonesia – con il beneplacito degli Stati Uniti – invase la neonata nazione soggiogandola fino al 1999 nonostante la resistenza del movimento indipendentista locale, che solo con il referendum tenutosi sotto la supervisione delle Nazioni Unite riuscì ad avere ragione del governo indonesiano. Nonostante ciò, le truppe invasore non abbandonarono il paese prima di aver distrutto buona parte delle infrastrutture; la calma fu ristabilita dalle forze internazionali negli anni successivi, traghettando il paese verso l'indipendenza nel 2002, anche se il costo stimato in termini di vite umane nei quasi venticinque anni di oppressione indonesiana fu di almeno duecentomila vittime.

I 15.000 km quadrati di estensione del territorio ospitano sedici diversi gruppi etnici, molti dei quali con tradizioni e lingue proprie (si contano almeno trentasette idiomi); il tetum ed il portoghese sono comunque le due lingue ufficiali del paese, mentre l'indonesiano e l'inglese sono principalmente d'uso commerciale.

Lontano dai circuiti turistici più frequentati del sud-est asiatico, Timor Est offre in realtà scenari affascinanti sia dal punto di vista naturalistico che da quello umano; questa è una terra montuosa, dominata dalla catena Ramelau e dotata di un piacevole clima tropicale ed una rigogliosa vegetazione.
Le spiagge paradisiache si alternano alla giungla ed ai rilievi, dando vita ad una meta ideale per gli amanti dell'eco-turismo; chi invece decidesse di dedicarsi principalmente alla vita di mare, troverebbe comunque una destinazione di prim'ordine per la bellezza delle sue spiagge e delle acque.

Vicino alla capitale Dili si trova la spiaggia di Metinaro – solamente una delle numerose in zona – mentre un'altra delle più belle zone costiere è quella di Praia Tuluala, così come da non perdere è pure Lautem, anche se l'attività preferita da numerosi visitatori sono le immersioni subacquee. La sola costa nord del paese ospita almeno venti luoghi ideali riconosciuti a livello internazionale, tra cui il Jardim Secreto, la Roca Preta, Com, Praia Dolar o il Km. 41, così come sull'isola di Atauro – nella zona più orientale del paese – se ne trovano molti altri.

A quanti cercano itinerari meno battuti si segnalano percorsi che toccano tanto le regioni interne quanto la costa; i più avventurieri possono inoltrarsi nel sud di Timor Est viaggiando sugli autobus del servizio pubblico e percorrendo le strade malmesse fino alle località di Suai e Viqueque o, prendendo un traghetto per evitare il passaggio sul territorio indonesiano, fino all'enclave di Oecussi. Volendo rimanere sulla zona costiera, invece, si può optare per il cammino che da Dili conduce all'isola di Jaco; il suggestivo paesaggio e le cittadine che si incontrano durante il percorso come Manatuto, Lautem, Baucau rendono l'esperienza estremamente piacevole; le ultime due in particolare, grazie ai loro mercati e agli edifici che ospitano, offrono ancora l'atmosfera coloniale del tempo che fu.

A chi dovesse rimanere affascinato da tali luoghi, si raccomanda anche una sosta a Maubara e a Baguia, dove si trovano alcuni antichi forti portoghesi.
Gli amanti delle escursioni e del trekking troveranno luoghi e sentieri ideali per avventurarsi nella natura più incontaminata in alcuni tra gli scenari in assoluto meno visitati del pianeta; la principale vetta del paese con i suoi quasi tremila metri di altitudine è il Monte Ramelau, nella zona più occidentale, mentre nella parte orientale domina il Matebian,che fu anche la base della resistenza dei locali indipendentisti durante l'occupazione indonesiana.

Il periodo migliore per visitare Timor Est è la stagione secca, compresa tra i mesi di maggio ed ottobre, mentre la stagione delle piogge si estende generalmente da novembre ad aprile. Il clima è tropicale con temperature medie che oscillano tra i 24°C ed i 27°C tutto l'anno, anche se le zone montuose sono sensibilmente più fresche ed umide rispetto alla zona costiera del nord.

La principale porta d'accesso al paese è l'aeroporto internazionale di Dili, dove atterrano voli provenienti da Darwin (Australia), Singapore e Bali; in alternativa, per quanti si trovassero già in Indonesia, si può comunque attraversare la frontiera terrestre tra i due paesi. Il servizio di trasporto pubblico è affidato ad autobus, minibus (qui chiamati mikrolets) e taxi economici, mentre per spostarsi nella zona separata di Oecussi o sull'isola di Atauro esistono barche e traghetti che fanno la spola tra le diverse località.
La situazione della sicurezza è un problema tuttora rilevante anche a distanza di anni dalla dichiarazione di indipendenza del 2002; si registrano infatti disordini politici (nel 2008 ad esempio fu compiuto un attentato contro il presidente) soprattutto nella zona della capitale Dili, che in alcuni casi possono determinare anche il coprifuoco notturno.
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 Pubblicato da - 29 Marzo 2012 - Riproduzione vietata

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