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Le foto di cosa vedere e visitare a Bali

Bali, viaggio nell'isola dell'Indonesia

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Paradiso tropicale incastonato sulle acque dell’Oceano Indiano a pochi chilometri dalla costa dell’isola di Java (Giava), Bali è una destinazione turistica tra le più in voga degli ultimi anni. La cosa paradossale è che proprio l’esplosione del turismo ha, sotto certi aspetti, messo a repentaglio la bellezza dell’isola, delimitata da spiagge mozzafiato, ma particolarmente ricca anche dal punto di vista socio-culturale. Un viaggio a Bali non è ascrivibile ad un classico soggiorno in una destinazione esotica, ma un’esperienza che coinvolge il turista a 360 gradi, grazie alla cultura ed alla spiritualità emanate dall’isola. Anche dal punto di vista morfologico il territorio è estremamente vario, con grandi coni vulcanici che si ergono nella sua parte centro-settentrionale e vaste pianure alluvionali estese in tutto il comparto sud-orientale.

I resti più antichi rinvenuti sull’isola risalgono alla preistoria, quando avvenne la migrazione da parte di alcune popolazioni nomadi dal continente asiatico. Nel corso del XIV secolo a Bali si insediò una colonia dell’impero Majapahit, inizialmente stabilitosi nella parte orientale di Java. A questo periodo risalgono usi e costumi tutt’ora presenti nella cultura locale, arricchitasi a partire dall’inizio del XVI delle contaminazioni musulmane introdotte dal re di Demak, col cui regno si aprì una florida parentesi per le arti e la cultura. I primi contatti col mondo occidentale risalgono al 1597, anno dello sbarco della nave olandese guidata da Cornelis de Houtman. Ciò nonostante la presenza dei coloni rimase marginale, quasi trascurabile, malgrado il commercio di schiavi e armi culminato nella prima metà dell’Ottocento. Al termine della seconda guerra mondiale, sette anni dopo il riconoscimento da parte dei Paesi Bassi della Repubblica degli Stati Uniti di Indonesia avvenuto nel 1949, Bali divenne ufficialmente una nuova provincia dello stato, dando inizio ad una crescita tutt’oggi apparentemente inarrestabile.

La Bali che tutti siamo abituati ad ammirare in televisione, su internet e sui giornali coincide con la parte meridionale dell’isola ed in particolare con la penisola di Bukit. Qui si trovano i maggiori centri urbani, Kuta e Jimbaran, e la maggior parte dei servizi turistici, tra cui resort, hotel, ristoranti e locali notturni, oltre naturalmente alle spiagge. In questa parte dell’isola le più affollate sono quella di Kuta e quella di Legian, affiancate da sobborghi in cui consumismo sfrenato, cosmopolitismo e cultura indonesiana si sono mescolati dando luogo ad una cornice quantomeno pittoresca. Da qui, per cercare un po’ di tranquillità, si può proseguire verso ovest, imboccando le stradine secondarie intorno a Tabanan e Jatiluwih. Quest’ultima, in particolare, è conosciuta per i giganteschi bambù che crescono spontaneamente lungo il ciglio della strada e le risaie a terrazze, per le quali è già stato avviato l’iter per l’inserimento tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Restando in ambito naturalistico, vale la pena dedicare almeno una giornata alla scoperta del più bel parco dell’isola: il Taman Nasional Bali Barat. Il Parco Nazionale di Bali occidentale copre quasi 20.000 ettari di superficie terrestre ed oltre 5.000 di acque costiere punteggiate di barriera corallina. Il suolo è prevalentemente costituito da savana costiera, l’habitat ideale per la vita di oltre duemila specie vegetali; altrettanto ricca è la fauna, di cui fanno parte serpenti, scimmie, cervidi, roditori e soprattutto uccelli tra cui gli incredibili storni balinesi. Da non perdere poi le sorgenti di acqua termale del parco e soprattutto l’Isola del Cervo, punto di partenza ideale per numerose escursioni lungo la costa.

La porta di ingresso principale al Taman Nasional Bali Barat è Cekik, nei pressi del porto di Gilimanuk. Da qui sono appena 30 i chilometri che vi separano da Pemuteran, località conosciuta soprattutto tra gli appassionati di immersioni in quanto punto di partenza delle spedizioni verso Pulau Menjangan, probabilmente l’area migliore di Bali per immergersi alla scoperta dei fondali ed anche per lo snorkeling. Proseguendo paralleli al litorale settentrionale si giunge a Lovina, tranquilla località costiera permeata da un’atmosfera senza tempo.

Per spezzare l’itinerario lungo il perimetro dell’isola l’ideale è prendersi almeno un paio di giorni per l’esplorazione del selvaggio entroterra, dominato dalle cime di tre grandi vulcani: Gunung Batur, Gunung Abang e Gunung Agung. Il primo individua alcuni degli scorci più suggestivi che si possano ammirare a Bali; salire agli oltre 1.700 metri di altitudine del cratere è un’esperienza unica, indimenticabile, malgrado le condizioni climatiche possano talvolta essere avverse. Il Gunung Abang è più alto, supera i 2.100 metri di altezza, ma non è altro che un microbo paragonato ai 3.148 metri della vetta del Gunung Agung, da sempre la montagna sacra dell’isola.

L’ascesa al Gunung Agung dal suo versante sud-occidentale consente di vedere le propaggini di Denpasar, la capitale di Bali. Qui si trova il centro nevralgico dello sviluppo dell’isola, i cui segni sono tangibili nel caos, nel rumore e nell’inquinamento che attanagliano vasti quartieri di quella che è oggi una vera e propria metropoli di 800.000 abitanti. Tuttavia, esplorando gli angoli reconditi del centro, quelli trascurati dal turismo di massa attratto solo dai neon dei locali e dei ristoranti, è ancora possibile apprezzare l’immagine autentica della città, costellata di parchi, giardini e suggestive istituzioni culturali. Tra queste figurano l’Abiankapas, che ospita una ricca collezione di pitture e elaborati intagli in legno e offre un ricco calendario a base di spettacoli musicali accompagnati dalle tradizionali orchestre gamelan, ed il Museo Bali, suddiviso in diversi palazzi accomunati da un indiscutibile pregio architettonico.

... Pagina 2/2 ... 20 km a nord di Denpasar si trova Ubud, rinomata destinazione culturale che, a fronte di uno sviluppo comunque contenuto rispetto a quello della capitale, ha saputo mantenere sostanzialmente inalterato il proprio aspetto. Il centro è costituito da una serie di villaggi progressivamente accorpatisi, ciascuno dei quali ha però mantenuto la propria identità. Numerose sono le attività artigianali e gli spazi espositivi di qualità; tra questi ultimi ricordiamo il Museo Puri Lukisan, che raccoglie i lavori delle maggiori scuole artistiche della città, ed il Museo Neka, dove sono esposti manufatti di artisti stranieri realizzati a Bali.

Nei pressi di Ubud, oltre alla pittoresca Foresta delle Scimmie, si possono vedere alcune delle testimonianze più antiche conservatisi a Bali. Ad ospitarle è la regione di Pejeng, all’interno della quale si ergono i maestosi “candi”, santuari ricavati in nicchie scavate nella roccia in modo da sembrare statue vere e proprie. Lo stile architettonico degli edifici ricalca quello dei templi indiani di Ellora, grossomodo lo stesso del tempio di Pura Samuan Tiga, e supera in fascino e bellezza la comunque suggestiva Goa Gajah, la “Grotta dell’Elefante”, distante appena un paio di chilometri dal centro di Ubud.

Su un’isola in cui le tradizioni del passato sopravvivono più che altrove non possono mancare eventi e festività connesse alle storia secolare dell’arcipelago. Il Galungan Festival è l’appuntamento clou del calendario annuale di Bali, ed in particolare di quello wuku, contrapposto al calendario saka che culmina con il Nyepi. Il primo celebra la vittoria del "dharma" su "adharma" e si svolge nell’arco di 10 giorni stabiliti ogni anno in base al calendario balinese di 210 giorni; il Nyepi, invece, è la festa del silenzio e cade in concomitanza con il giorno dell’equinozio di primavera.

Tra gli aspetti peculiari dell’isola c’è la cucina, per certi versi simile a quella tradizionale indonesiana seppur con qualche differenza. Diffuso è l’utilizzo di spezie fresche, quali kecap manis (salsa di soia dolce), arachidi e cocco che, tuttavia, non precludono l’utilizzo dei classici “odori” quali curcuma, peperoncino, zenzero e aglio, con il quale vengono fatte marinare numerose pietanze. Per gustare piatti tipici balinesi spendendo poco non c’è niente di meglio che fermarsi in uno dei tanti warung che si incontrano lungo le strade, ovvero piccoli chioschi quasi sempre a gestione familiare dove oltre al cibo si trovano spesso anche bibite, caramelle e sigarette. Per concludere degnamente un lauto pranzo lasciatevi pervadere dal gusto intenso di un Kopi Luwak, il tipico caffè locale ottenuto lavorando le bacche predigerite e defecate dallo zibetto comune delle palme.

Prima di partire per Bali occorre prendere in considerazione diversi aspetti, non solo quello climatico. Anzitutto valutare i periodi di maggiore afflusso turistico: l’estate, che coincide con il periodo di vacanza degli europei ma anche di americani e giapponesi, non è certo il massimo da questo punto di vista. Di gran lunga preferibile è la primavera, da aprile a giugno, quando il numero di visitatori è contenuto, i prezzi più bassi e il clima eccezionale. La stagione secca, infatti, si estende dall’inizio di aprile a settembre inoltrato garantendo cielo quasi sempre sereno, temperature di poco inferiori a 30 gradi ed un tasso di umidità nettamente inferiore rispetto al periodo compreso tra ottobre e la fine di marzo, durante il quale si verificano anche violenti temporali.

La maggior parte dei turisti giunge a Bali dopo essere atterrata al Soekarno-Hatta International Airport di Giakarta, ma diversi pacchetti prevedono l’arrivo direttamente all’Ngurah Rai Airport, lo scalo internazionale dell’isola situato 2,5 km a sud di Kuta. Per muoversi da/verso le poco distanti coste di Java si può prendere il traghetto a Gilimanuk, che termina la propria corsa a Ketapang, sul versante orientale dell’isola; sempre via nave si parte dal porto balinese di Padangbai con direzione Lembar, sulla costa occidentale di Lombok. Per quanto concerne i trasporti terrestri locali, gli spostamenti avvengono in autobus o in bemo, una sottospecie di minibus, ma in alternativa si può noleggiare a cifre abbordabili un’auto privata o una moto.

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