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Safad (Safed), una delle quattro cittą sante della religione ebraica

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Situata sulla vetta della terza montagna più alta d’Israele, Safad (Safed) è una delle quattro città sante della religione ebraica insieme a Gerusalemme, Tiberiade ed Hebron. Per questa ragione la cittadina attira ogni anno migliaia di fedeli, ma grazie ad un centro ricco di attrattive di carattere storico ed ai suggestivi scenari paesaggistici che la circondano sono tanti anche i turisti che decidono di trascorrere uno o due giorni a Safad. Durante il soggiorno si potrà studiare la Torah, ammirare le sepolture di alcuni grandi mistici del passato come Rabbi Isaac Luria o semplicemente riflettere in maniera profonda, staccando per qualche giorno con lo stress della vita quotidiana, vivendo un’esperienza gratificante sia per il fisico che per la mente.

Secondo la tradizione biblica, Tzfat, come si chiama in arabo, fu fondata intorno al II secolo a.C. da Sem, uno dei tre figli di Noè, mentre gli archeologici ritengono che la nascita dell’insediamento sia connessa alla funzione di masu’of, ovvero di “torre di segnalazione”, che avrebbe ricoperto in origine. Nel corso della Prima Guerra Giudaica (66-73 d.C.), le difese di Safad furono potenziate da Giuseppe, capo delle forze ebraiche nella regione, che trasformò la cittadina in un piccolo avamposto fortificato. Tra il XV e il XVI secolo la città fu oggetto di un massiccio afflusso di ebrei in fuga dalla Spagna e dall’Inquisizione, e proprio in questo periodo cominciarono a diffondersi le dottrine cabaliste. Successivamente, nel Settecento, Safad ricevette una seconda ondata migratoria di chassidim dalla Russia, ma nel 1837 un gravissimo terremoto arrestò l’inarrestabile crescita culturale dell’insediamento. La storia dell’ultimo secolo è invece segnata dalle continue tensioni tra cittadini arabi ed ebrei, sfociate in violenti scontri culminati nel 1948 nella battaglia per il possesso della città.

La città più elevata di Israele con i suoi 800 metri di quota guarda tutti dall’alto in basso non solo dal punto di vista altimetrico. Safad è infatti uno dei nuclei culturalmente più fervidi della regione, nonché un luogo dove storia e religione si mescolano armoniosamente dando origine ad un’atmosfera unica e stimolante. Il punto più alto del centro, quello da cui si gode degli scorci paesaggistici più suggestivi, è il Gan HaMetsuda, il “Parco della Cittadella”, dove i crociati fondarono la propria fortezza di cui non è però rimasto granché. Scendendo dal Monte Tzfat verso il municipio si giungerà al Davidka Memorial, che custodisce un prototipo del mortaio Davidka utilizzato dagli ebrei nel 1948, e soprattutto alla spettacolare Ma’alot Olei HaGardom St., l’ampia scalinata che gli inglesi costruirono nel 1929 per dividere la comunità araba da quella ebraica.

Una delle zone più interessanti di Safad è l’antico Quartiere delle sinagoghe, esteso intorno alla cosiddetta Piazza dei Difensori (Kikar HaMaginim), raggiungibile mediante una scalinata nei dintorni del municipio. Tutt’intorno alla piazza svettano le maggiori sinagoghe della città: la Sinagoga di Ha’Ari Ashkenazi, quella di Caro, quella di Abuhav, quella di Ba’na ed infine la Sinagoga sefardita di Ha’Ari. La prima, una delle due dedicate ad Isaac Luria, meglio noto come Ari, annoverato tra le personalità più influenti del misticismo ebraico, fu costruita dopo la morte del Rabbi ai margini della città cinquecentesca, ma la struttura originaria è andata distrutta in un terremoto nel 1852. Sempre un terremoto fu la causa della distruzione della Sinagoga di Caro, ricostruita nel 1847 e dedicata alla memoria di Rabbi Yosef Caro, altro eminente cabalista vissuto a Tzfat nel 1535. Una quartina di anni prima, nel 1490, fu innalzata la Sinagoga di Abuhav, battezzata in onore del Rabbi Yitzhak Abuhav, celebrato al pari di Rabbi Yossi Ba’na, anche detto il “Costruttore”, con un proprio luogo di culto. Tra i santuari citati fino ad ora, quello dal maggior valore spirituale è probabilmente la Sinagoga di Ha’Ari, situata sulle pendici inferiori della Città Vecchia sul luogo dove si dice fosse solito pregare l’Ari.

A valle dalla Sinagoga di Ha’Ari si estendono i cimiteri di Safad, un’area particolarmente affascinante al tramonto quando vengono accese le candele yahrzeit e l’eco delle preghiere si leva mescolandosi ai suoni della natura. Tra gli edifici più importanti del cimitero antico ricordiamo il mikveh, il “bagno rituale” dell’Ari, a cui i fedeli attribuiscono poteri taumaturgici, mentre nella parte moderna giacciono le spoglie delle vittime degli scontri del 1948. Non lontano da qui si può visitare il Beit HaMeiri, il “Museo HaMeiri”, fondato da Yehzkel HaMeiri con l’intento di raccontare la storia della comunità ebraica di Safad degli ultimi 200 anni grazie alle testimonianze di cinque generazioni di parenti e non solo.
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L’altro grande allestimento museale di Safad è il Museum of hungarian speaking jewry, il “Museo dell’ebraismo di lingua ungherese”, che espone una vasta collezione di oggetti tradizionali legati alla radicata comunità ebrea dell’Ungheria, ma anche di Slovacchia, Transilvania e Russia carpatica. A testimoniare la dedizione con la quale si prendono cura del proprio museo, i fondatori, sopravvissuti alla shoah e rifugiatisi a Safad, tornano annualmente in Europa per raccogliere sempre nuovi pezzi da mettere in mostra, da preziosi documenti antichi a manufatti artigianali di uso quotidiano.

Tra i pregi che rendono celebre Safad non solo in Israele ci sono i suoi deliziosi formaggi, da gustare presso le tante latterie locali tra cui il Caseificio Kadosh e Hameiri. Se capitate in città d’estate, tra luglio e agosto, potrete prendere parte al Klezmer Dance Festival, che accende le strade della Città Vecchia con musica ebraica di matrice europea; i concerti e le manifestazioni correlate a questa ricorrenza sono tutte gratuite e iniziano ogni sera al calar del sole per poi proseguire fino a notte inoltrata.

A causa dell’altitudine il clima di Safad non è torrido come quello del resto dello stato, ma bensì fresco d’inverno e caldo d’estate. Seppur di breve durata, gli inverni sono piuttosto freschi e umidi, con temperature che in gennaio oscillano mediamente tra 9 e 4 gradi e la neve che può occasionalmente fare capolino anche in centro. A partire da aprile le massime tornano a superare i 20 gradi fino a raggiungere 32/33 gradi da giugno ad agosto, quando fa caldo e non piove praticamente mai. Tuttavia le precipitazioni sono complessivamente abbondanti se rapportate alla media del resto di Israele, dato che ogni anno cadono mediamente quasi 700 mm di pioggia, di cui più della metà tra dicembre e gennaio.

L’aeroporto internazionale più vicino a Safad è quello di Haifa, raggiungibile anche in autobus in circa 2 ore, ma in alternativa si può contare sullo scalo di Tel Aviv, distante poco più di 3 ore di viaggio in auto. Dalla stazione dei bus partono ogni giorno diversi mezzi per Tiberiade, che si raggiunge in circa un’ora, e per Moshav Amirim, un paradiso rinomato per i prodotti biologici, lo squisito vino di produzione artigianale e le caratteristiche residenze a non più di 20 minuti da Safad.
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