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Dubai City, visitare la cittą: cosa vedere e cosa sapere

Dubai, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Dubai City, capitale dell'emirato di Dubai è un pittoresco crocevia tra oriente e occidente dove, ai quadri naturali di sole e sabbia che incorniciano i profili di beduini, marinai asiatici o pescatori di perle, fa da contrappunto uno degli skyline più avveniristici e luccicanti della Terra. Il cuore pulsante (e commerciale) della città si adagia lungo le sponde del Creek, un’insenatura naturale lunga 14 chilometri, che divide la città delimitandone le due aree principali: la città vecchia di Deira, a nord, e la moderna Bur Dubai, che si estende a sud del Creek.

Le sponde del Creek, entrambe impreziosite da antiche moschee e souk affollati, alberghi di lusso e centri commerciali, sono collegate, via terra, da un tunnel e da due ponti o, via acqua, dagli abra, piccoli taxi-imbarcazioni. La navigazione a bordo degli abra regala alcuni degli scorci più panoramici di entrambe le sponde e permette, su richiesta, d’inoltrarsi fino alla vasta laguna all’estremità interna del Creek, colorata dalle centinaia di fenicotteri rosa che ne hanno fatto la loro dimora. Di recente, l’intera area della laguna del Creek è stata convertita in rifugio faunistico e, nel periodo di migrazione delle specie costiere (autunno), può ospitare fino a 27.000 volatili.

Nella città vecchia si trova l'antico quartiere Bastakiya, al cuore di un grande progetto di valorizzazione dell’intera area destinata a diventare una destinazione in stile “rive gauche” ospitando musei, gallerie d’arte e ristoranti tipici. Caratterizzato dal dedalo di strette viuzze e dalle tradizionali case con le torri del vento, un tempo utilizzate per “condizionare naturalmente” l’aria degli interni e, ancora oggi, funzionati e perfettamente conservate, Bastakiya, sul finire dell’Ottocento, era abitato da mercanti Persiani, per lo più provenienti dalla regione di Bastak, in Iran, (da qui il nome del quartiere) e intenti a scambiare le loro merci nei tanti souk della città.

Dubai è famosa per i suoi souk, i tradizionali mercati arabi che coinvolgono i cinque sensi nella scoperta delle bancarelle che sfilano tra i vicoli, evocando atmosfere da “Mille e una notte”: spezie, the e incensi, narghilè e petali di rose, abiti, vesti e stoffe decorate, e, soprattutto, il frequentatissimo souk dell’oro. Dubai vanta, infatti, uno tra i più grandi (ed economici) souk dell’oro al mondo: monili preziosi, collane, anelli, braccialetti, orecchini e spille in ogni foggia e stile, lungo le vie si rincorrono le vetrine dove fare ottimi affari. Altre stradine ospitano negozi di shisha o hookah (i narghilè o pipe ad acqua) e le caffettiere. Nei tandoor (forni a cupola) si cuociono su ordinazione le grandi e sottili pitte. Inoltre, solo la mattina presto o la sera tardi, prende vita il bizzarro mercato del pesce di Deira, uno spettacolo da fotografare con gli occhi: kingfish, occhialoni, cernie (l'apprezzato hammour locale), barracuda, tonni, aragoste, granchi, gamberi reali, pesci castagna, squali, sardine a altre specie sono disponibili in abbondanza tutto l’anno, scaricate sulle tavolate direttamente dalle reti e dalle ceste dei pescatori.

Sul versante di Bur Dubai, vicina al Palazzo di Corte, sorge la Grande Moschea. L’imponente edificio, costruito in legno e muratura nei toni sabbia che caratterizzano l’intero antico quartiere di Bur Dubai, è stato rinnovato con maestria nel 1998 e possiede oggi il minareto più alto della città. Un capolavoro di 45 piccole cupole intrecciate a 9 cupole più grandi e ornate di vetrate colorate che diffonde, dall’alto dei suoi 70 metri, l’invito del muezzin alla preghiera per cinque volte al giorno nel trafficato cielo di Dubai.

Altro mirabile esempio d’architettura islamica moderna, è la moschea di Jumeirah particolarmente presa di mira dagli appassionati di fotografia. La sua mole in pietra, tipica della tradizione medioevale fatimid, viene infatti suggestivamente illuminata la sera con luci soffuse che esaltano i seducenti profili dei preziosi minareti gemelli e della maestosa cupola. Un'altra costruzione preda di molti scatti è l’unica preservata delle tre torri poste a guardia della città vecchia, la Burj Nahar, oggi circondata dai lussureggianti giardini di Deira. Un tuffo nel passato della città, si può fare anche con una visita al Dubai Museum che occupa l’edificio probabilmente più antico della città stessa, il Forte di Al-Fahid ex costruzione militare, in seguito palazzo residenziale, guarnigione e infine carcere – che è stato restaurato e definitivamente adibito all'uso museale nel 1971. L’esposizione permanente permette di conoscere le abitudini quotidiane dell'emirato arabo prima dell’era del petrolio: l’arte dei pescatori di perle in primis. Il museo possiede inoltre molti reparti nautici, tra cui anche una shasha - una piccola imbarcazione per la pesca realizzata in fronde di palma simile a quelle che vengono ancora usate sulla costa est degli Emirati Arabi Uniti - e preziosi artefatti di rame, alabastro e terracotta risalenti a 3000-4000 anni fa.

Un altro museo cittadino è la Shaikh Saeed Al- Maktoum House. Per molti anni le trenta stanze dell’edificio hanno ospitato la famiglia regnante Al- Maktoum. La costruzione che è datata 1896 ospita una rara collezione di fotografie storiche, monete, francobolli e documenti che registrano la storia di Dubai. L’edificio è stato costruito utilizzando metodi tradizionali: corallo estratto dal Golfo e rivestito di calce e intonaco, ottimi isolanti che, con la “torre del vento”, permettono di mantenere l’edificio fresco anche con elevate temperature esterne. L’ambizioso progetto di ristrutturazione inizia nel 1986, ed è vincitore di un premio dell’Organizzazione delle Città Arabe (Arab Cities Organization) per la conservazione degli immobili appartenenti al patrimonio culturale.

Di fianco alla Shaikh Saeed al-Maktoum House, si trova l’Heritage and Diving Villages, dove sono state ricreate le abitudini di vita dei beduini e dei popoli della costa, attraverso la ricostruzione delle loro tipiche abitazioni fatte di fronde di palma (barasti). Il Diving Village fa parte del più vasto progetto di conversione dell’intera area di Shindagha in un microcosmo culturale che propone un viaggio alla scoperta della Dubai del passato.

Sempre in tema di passato (questa volta remoto) sono da segnalare i tre siti di scavi archeologici più importanti di Dubai: Al Ghusais, Al Sufooh e Jumeirah. I primi due si trovano in corrispondenza di luoghi di sepoltura risalenti a più di 2000 anni fa; a Jumeirah sono invece stati riportati alla luce artefatti dei secoli VII-XV. In origine era un insediamento destinato alla sosta delle carovane sulla rotta commerciale dall’Iran al nord dell’Oman. Benché i siti non siano ancora aperti al pubblico, i singoli turisti o i tour operator possono richiedere al Dubai Museum un permesso speciale per visitare gli scavi in atto.

Fonte: Ufficio stampa DTCM Italia
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 Pubblicato da - 15 Novembre 2009 - © Riproduzione vietata

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