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Sudan del Sud, guida della nazione pił giovane del mondo

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Avendo dichiarato ufficialmente la propria indipendenza nel luglio del 2011, il Sudan del Sud è al momento il paese più giovane del pianeta nonché il 54° stato dell'Africa. In realtà, addentrandosi nella storia della neonata nazione africana, si scopre come gli ultimi due secoli siano stati particolarmente intensi per questa regione che fino a poco tempo fa apparteneva all'allora più grande paese africano, ossia il Sudan.

Nonostante la zona sia abitata da almeno mille anni, non sono giunte notizie rilevanti circa le popolazioni e gli avvenimenti locali precedenti all'occupazione militare egiziana del XIX secolo; in buona parte la regione condivide comunque con il Sudan le vicende storiche principali. Il controllo sull'intero territorio da parte dei governi inglesi ed egiziani a partire proprio dall'Ottocento fu per lungo tempo difficoltoso, anche per i forti contrasti tra le popolazioni del nord – storicamente islamiche – e quelle meridionali, tendenzialmente cristiane ed animiste.
Nel 1947 la Conferenza di Giuba non fece altro che ribadire, almeno sulla carta, l'appartenenza della regione del sud alla nazione sudanese; alimentando le tensioni ed il malcontento sfociati poi in due guerre civili. Dopo aver lasciato sul campo – tra soldati e popolazione civile – non meno di due milioni di morti e almeno altrettanti profughi, il referendum del gennaio 2011 ha sancito definitivamente la volontà popolare di staccarsi dal Sudan, intraprendendo un percorso diplomatico che sei mesi più tardi ha portato alla proclamazione d'indipendenza del paese.

Prima di tale avvenimento, il Sudan – pur essendo la nazione più estesa dell'intero continente – era in assoluto il paese meno visitato dell'Africa, soprattutto a causa dei conflitti che lo infuocavano da decenni; in attesa che inizi realmente una nuova era (gli scontri non si sono arrestati e parecchie sono ancora le questioni irrisolte), il Sudan del Sud sta cercando di mettersi alle spalle il suo difficile passato e, pur con tutte le difficoltà del caso, di rilanciarsi agli occhi del mondo anche sotto il punto di vista turistico. Nei fatti occorre tuttavia constatare che gli osservatori dell'ONU in visita nel paese ad inizio 2012 parlano di rischio di emergenza alimentare; i combattimenti sono ancora in corso nelle zone di frontiera tra i due Sudan sia per ragioni di confine che – soprattutto – per la gestione delle ingenti risorse petrolifere e dell'esodo di centinaia di migliaia di persone. In attesa di un intervento internazionale, la situazione resta alquanto critica e difficilmente si potrà pensare ad un viaggio di piacere in questa zona d'Africa.

La capitale del Sudan del Sud è Giuba (Juba), città di oltre trecentomila abitanti nella zona meridionale del paese; il suo tasso di criminalità è piuttosto elevato e le aggressioni agli stranieri a scopo di rapina abbastanza frequenti. Chi decidesse comunque di visitarla, non dovrebbe assolutamente perdersi una passeggiata sulle rive (o un'escursione nelle acque) del fiume Nilo Bianco, così come merita una visita il Mausoleo di John Garang (leader dell'Esercito Sudanese di Liberazione Popolare ed ex-Vice Presidente sudanese) per capire meglio le travagliate vicende nazionali. Da non perdere anche un altro luogo simbolo di Giuba, leggermente fuori città in direzione ovest su un lato della collina Jebel Kujur Hill, ovvero il grande mercato di Jebel. Nei piani futuri di sviluppo urbano c'è anche l'idea di organizzare l'urbanistica da un punto di vista creativo facendo assumere alla città, se vista dall'alto, la forma di un rinoceronte; per portare a termine tale progetto è richiesto un investimento di dieci miliardi di dollari, ovvero cinque volte il bilancio annuo della nazione, il che risulta un tantino paradossale se si pensa che il 90% della popolazione sopravvive a stento con un dollaro al giorno di reddito.
... Pagina 2/2 ... In generale si raccomanda assoluta prudenza – si può rischiare la propria incolumità o perfino l'arresto – nel caso in cui si intenda fotografare in alcune zone del centro o semplicemente una persona che non gradisca.

Spostandosi dalla capitale ed evitando le situazioni pericolose di scontri lungo la frontiera, si resterà sorpresi scoprendo che un paese tanto martoriato ospita in realtà ben cinque Parchi Nazionali e numerose altre Riserve; nel Sudan del Sud vive una delle più grandi colonie di fauna migratoria del mondo; oltre un milione di antilopi abita il territorio, affiancato da bufali, giraffe ed elefanti passando per i leoni e le innumerevoli scimmie presenti un po' ovunque sugli alberi, anche in città.
A titolo informativo si ricorda che il Parco Nazionale Boma si trova vicino alla frontiera con l'Etiopia e ha un'estensione quasi equivalente a quella dell'Emilia Romagna, mentre il Parco Nazionale Lantoto confina con il Parco Nazionale Garamba nella Repubblica Democratica del Congo; il Parco Nazionale Nimule, nei pressi dell'omonima città, si trova infine proprio a ridosso della frontiera con l'Uganda.

In attesa che i lavori di espansione e restyling dell'aeroporto internazionale di Giuba vengano completati, la vecchia struttura serve ancora come principale porta d'ingresso nel paese; i voli collegano attualmente la città a diverse capitali africane come Khartoum, Il Cairo, Nairobi e Addis Abeba.
La situazione burocratica è ancora molto incerta e per entrare nel paese è necessario essere in possesso dell'apposito visto, anche se in un primo momento sembrava che bastasse un permesso di viaggio; in ogni caso, la soluzione ideale è quella di contattare l'Ambasciata del Sud Sudan a Bruxelles (o eventualmente a NairobiKenya – per quanti si trovassero già in Africa) e seguire la procedura richiesta per il disbrigo della pratica. Si ricorda infine che l'ingresso è consentito solo dietro esibizione del certificato internazionale di vaccinazione contro la febbre gialla.
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