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Le foto di cosa vedere e visitare a Meroe

Meroe e le sue Piramidi, visita al sito Patrimonio Unesco in Sudan

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La luce radente rende più spettacolari le creste delle dune di sabbia, con qualche raffica di vento da nord, che spazza in modo intermittente il paesaggio. Ombre triangolari si allungano a raggiera verso est, mentre le antiche costruzioni si colorano di una calda luce colarata. Questo silenzioso e quotidiano spettacolo, avvolge ogni giorni i siti archeologici di Meroe, una storica località del Sudan, che fu l'ultima capitale del regno di Kush, sulla riva destra del grande Fiume Nilo, famosa per il suo straordinario patrimonio di piramidi nel deserto del Sahara.

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2011, Meroe (Meroë) è una delle attrattive turistiche di carattere archeologico più interessanti del Sudan. La cittadina sorta quasi 3.000 anni fa sulle rive del Nilo, infatti, è una perla di rara bellezza circondata dal deserto distante 6 chilometri da Kabushiya e poco più di 200 km a nord della capitale Khartoum. Nei dintorni del sito sono disseminati diversi villaggi conosciuti col nome di Bragrawiyah, ma a far conoscere Meroe in tutto il mondo sono state le oltre 200 piramidi nubiane, di cui purtroppo molte in cattivo stato di conservazione, che svettano sulla sabbia del deserto con la loro caratteristica forma a cuneo.

La fondazione di Meroe risale al IX secolo a.C., quando sorse col compito di essere la capitale meridionale del regno di Kush, dopo il periodo d'oro di Napata dove regnò la 25a dinastia faraonica. Le dimensioni e l’importanza di Meroe crebbero considerevolmente col passare degli anni, prima grazie ai floridi traffici commerciali coi mercanti greci lungo il corso del Nilo, poi per via dello spostamento in città della necropoli reale da Napata, storica rivale in termini di popolarità e prestigio all’interno del regno. L’ultimo atto della storia meroitica fu determinato da un re Aksum (o Axum), che dall'Etiopia prese il potere intorno al IV secolo d.C. e lo mantenne per alcuni decenni fino all’inizio del declino di questo incredibile insediamento.

Dopo essere rimasta dimenticata per quasi 1500 anni, Meroe fu riscoperta nel 1821 dall’archeologo e mineralogista francese Frédéric Cailliaud (1787-1869) che, subito dopo, pubblicò un primo elenco delle opere e delle strutture riportate alla luce. Pochi anni più tardi, nel 1834, presero avvio altri scavi, questa volta condotti dal bolognese Giuseppe Ferlini (1797-1870), che ebbe il merito di rinvenire diversi manufatti e un gran numero di gioielli attualmente conservati e esposti al pubblico nei musei di Berlino e Monaco di Baviera. Ferlini però arrecò gravi danni alle strutture di 6 piramidi, interessato com'era più ai guadagni che alla pura archeologia. Nel 1844, a coronare questa prima fase di lavori, fu uno dei pionieri dell’egittologia e dell’archeologia moderna: Karl Richard Lepsius (1810-1884), che portò a Berlino ulteriori reperti oltre ai suoi magnifici schizzi e disegni eseguiti sul posto.

... Pagina 2/2 ... All’inizio del XX secolo, grazie all’enorme lavoro svolto nei decenni precedenti, si cominciò ad avere un quadro finalmente chiaro delle tante architetture presenti nel sito. In questi anni fu decisa la suddivisione delle opere, utilizzata ancor oggi, in tre macro-gruppi: la Necropoli Sud (South Cemetery), del quale fanno parte 9 piramidi reali, di cui 4 appartenute a re e 5 a regine, e più di un centinaio di altre tombe; la Necropoli Nord (North Cemetery), che comprende ben 41 piramidi reali e appena altre 3 tombe comuni; e la Necropoli Ovest (West Cemetery), la meno conservata, ma che vanta un gran numero di tombe di minor importanza. Nel complesso non c’è un’area più importante delle altre, ma debbono essere visitate tutte e tre per comprendere meglio l’evoluzione culturale della fase finale del regno di Kush nel corso di quasi 5 secoli di storia.

Spostandoci verso il Nilo si possono ammirare i resti della cosiddetta Royal City, che purtroppo deve essere ancora scavata a fondo, e quindi fornisce un quadro archeologico ancora frammentario. Passeggiando tra le rovine della sua zona industriale, dove veniva fuso il ferro in potenti altoforni, e poi visitando i resti del tempio di Amon, i Bagni Reali ed il complesso del Tempio del Sole si ha comunque un idea della grandezza raggiunta nel cosiddetto Periodo Meroitico.

Essendo circondata dal Sahara, Meroe non può che presentare un clima desertico, caratterizzato da precipitazioni pressoché assenti, temperature mediamente elevate e una notevole escursione termica tra il giorno e la notte. I mesi più caldi dell’anno sono maggio e giugno, contraddistinti da temperature che oscillano in media tra 41 e 27 gradi, anche se non è raro che le massime pomeridiane arrivino a lambire i 50. In questi mesi cominciano a verificarsi le prime deboli e sporadiche precipitazioni, che raggiungono l’apice tra luglio e agosto, sostanzialmente gli unici mesi in cui piove qualche goccia di pioggia. Il consiglio è quello di partire nel periodo compreso tra dicembre e febbraio, quando fa leggermente meno caldo, con le massime comunque sempre superiori ai 30 gradi, e non piove mai. Una statistica interessante riguarda l’umidità relativa, sempre inferiore al 50% per tutti i dodici mesi dell’anno.

Meroe si trova 230 chilometri a nord-est di Khartoum, l’odierna capitale del Sudan, sede del Khartoum International Airport (KRT), un aeroporto moderno e collegato a numerosi scali africani tra cui quelli di Il Cairo, Kampala, Nairobi, Tripoli, Asmara e Sana’a, ma anche alle città europee di Amsterdam, Londra e Francoforte. Dalla capitale si impiegano circa 3 ore in automobile per giungere a Meroe. Qui è possibile trovare alloggio presso il Meroe Safari Camp, uno splendido campo tendato posto ad est della Necropoli a Nord. Di gestione italiana (proprietà de I Viaggi di Maurizo Levi) il campo offre sistemazioni comprensiìve di servizi igienici privati, e fornisce un ottimo servizio ristorante. Trovate maggiori informazioni sul sito ufficiale, mentre i tour in Sudan proposti da Maurizo Levi li trovate al seguente indirizzo: www.deserti-viaggilevi.it/
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