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Vacanza a Watamu (Kenya), tra spiagge, mare e safari nei parchi

Watamu, gente dolce. È racchiuso in questa semplice traduzione – quasi una constatazione – il significato del nome, e con esso l'essenza, di questa cittadina affacciata sull'Oceano Indiano.

Chi è abituato ad associare al Kenya solo i safari nei parchi nazionali non immagina che cosa la costa possa offrire in termini di luoghi incantati: Watamu è il classico esempio di località ancora fortunatamente non troppo sfruttata dal turismo internazionale – per quanto siano comunque numerosi i resort costruiti in prossimità delle bellissime spiagge locali – ma che sa sorprendere i suoi visitatori con un'offerta culturale e naturalistica davvero invidiabile.

La storia del villaggio – che conta abitualmente meno di 2000 abitanti, ma che in alta stagione è popolato da circa 9000 persone – è piuttosto recente: fu infatti fondato a metà del XX secolo, quando il governo coloniale britannico diede in locazione appezzamenti di terreno lungo questo tratto di costa ai coloni inglesi e ad alcuni investitori internazionali, decretando così l'inizio dell'espansione urbana per come la possiamo apprezzare ora.
In realtà questo territorio è popolato da tempi ben più antichi, e non soltanto da generazioni di pescatori locali: a pochi km da Watamu si possono ancora vedere nella foresta le suggestive rovine dell'antica città swahili di Gede, fondata nel XII secolo e abitata fino al XVII secolo, quando venne definitivamente abbandonata.

La Watamu moderna è ormai un paradiso per i turisti – italiani e inglesi in primis – soprattutto grazie alle sue spiagge: pochi anni fa il suo litorale fu inserito nella top ten delle spiagge più belle del mondo, e non è certamente difficile comprenderne le ragioni.
A tutela dello straordinario patrimonio naturalistico intervenne nel 1968 il Kenya Wildlife Service creando il Watamu Marine National Park & Reserve, seguito nel 1979 dall'UNESCO, che dichiarò il sito Riserva della Biosfera e intraprese così un programma di salvaguardia dell'ambiente.

Cosa vedere
La cittadina, al pari di tante altre località africane, è vivace e caotica fin dalle ore del mattino: una passeggiata per le sue strade permette di scoprire la vita e le abitudini degli abitanti indaffarati in ogni genere di attività: un tuk tuk o un bajaj (una motocicletta che funge da taxi) vi possono condurre dal vostro resort fino in paese, e lì sarà quasi impossibile riuscire a curiosare indisturbati. Poco male, però. I ragazzi locali vi faranno da guida in perfetto italiano, in cambio di una mancia, tra i vicoli della città vecchia e vi spiegheranno come funziona la vita a Watamu. Scoprirete le moschee, i negozietti che vendono ogni genere di mercanzia, il pozzo da cui attingere l'acqua, la pianta del chinino nel cimitero musulmano, le botteghe artigiane e ovviamente le bancarelle lungo la trafficata Watamu Beach Road. Questo è il luogo più frequentato nonché quello dove si concentra la vita notturna, in particolare presso il Come Back Club, dove una clientela mista internazionale e locale si dà appuntamento ogni sera per la cena e il dopocena, quando i dj iniziano a suonare la musica fino a notte fonda.

Durante il giorno, alla vita del paese i turisti preferiscono però generalmente quella di mare: sono circa 7 i km ininterrotti di sabbia bianchissima che si affacciano sulle acque turchesi dell'oceano nel territorio di Watamu, lungo tre baie principali: all'estremità nord il Seven Islands Resort si apre sulla splendida spiaggia della Watamu Bay, protetta da sette piccoli isolotti (le cosiddette Love Islands, o Isole dell'Amore) raggiungibili a piedi con la bassa marea e che fanno da scenario ad una delle baie più belle di tutta l'Africa.
In posizione centrale, invece, la Blue Lagoon Bay è più raccolta ed è facilmente raggiungibile a piedi dal centro di Watamu, mentre la porzione meridionale del litorale si estende su un'immensa lingua di sabbia che termina, subito dopo il Garoda Beach Resort, con l'imbocco della baia di Mida Creek, il cuore del Watamu Marine National Park & Reserve.
Il parco marino e la riserva adiacente si estendono su un totale di 229 km quadrati e vantano il primato di essere i più antichi nel loro genere di tutta l'Africa dell'Est.

Qui la laguna, la barriera corallina e l'immensa spiaggia di sabbia bianca sembrano giocare ogni giorno con il mare: a cadenza di sei ore, infatti, le maree cambiano completamente il paesaggio, facendo di volta in volta emergere e scomparire lingue di sabbia in mezzo all'acqua o lasciando “in secca” le mangrovie per qualche ora.
La baia di Mida Creek si estende per 32 km quadrati e racchiude numerosi habitat influenzati dalle maree: la rigogliosa foresta di mangrovie è una delle principali attrazioni della baia, sia per ospitare numerose specie di uccelli, sia perché parte di un interessante progetto che punta a creare una sinergia tra il turismo eco-sostenibile e la comunità locale. Gli abitanti di Watamu e dei villaggi circostanti sono infatti direttamente coinvolti nella gestione del territorio e delle risorse turistiche. La Watamu Marine Association è infatti riuscita a creare posti di lavoro attraverso l'acquisizione di barche per accompagnare i turisti a vedere i delfini e i pesci nella barriera corallina, a promuovere la cultura del riuso con lo straordinario progetto di riciclaggio dei rifiuti (il Watamu waste recycling centre), a fondare un centro culturale e persino un ristorante immerso tra le mangrovie del Mida Creek, il Crab Shack, gestito direttamente dagli abitanti del villaggio di Dabaso e che vanta senza dubbio la vista su uno dei tramonti più belli che abbiate mai visto.

È dunque facile capire come il turista che arriva a Watamu attirato dai dépliant che promettono vacanze in un mare da sogno abbia poi molto di più da scoprire: se lo snorkeling nella barriera corallina o l'avvistamento dei Big Five marini (balene, mante, squali balena, delfini e tartarughe) sono il pretesto per una vacanza a Watamu, la ricchezza culturale e paesaggistica del territorio spingono tante persone a scoprire anche altri aspetti del Kenya. Spostandosi pochi km all'interno, ad esempio, si può trascorrere una giornata nei pressi del villaggio di Gede immersi nella natura dell'Arabuko-Sokoke Forest, parte integrante della Riseva della Biosfera dell'UNESCO nonché la più vasta foresta pluviale costiera dell'Africa orientale con un'estensione di 420 km quadrati. Qui, con un po' di fortuna, si possono avvistare elefanti, toporagni, babbuini e un'infinita varietà di uccelli.
Diversamente, potete sempre acquistare uno dei tanti pacchetti safari che vi condurranno nel vicino (circa 100 km) Tsavo East National Park alla scoperta di elefanti, leoni, gazzelle e zebre.
Se invece foste incuriositi dalla fama dei temibili serpenti del Kenya, una visita alla Bio-Ken Snake Farm – proprio di fronte al Seven Islands Resosrt, lungo Jacaranda Road – può svelarvi molte curiosità al riguardo: qui sono ospitate 127 specie di serpenti keniani – delle quali oltre 90, nonostante l'aspetto inquietante, assolutamente innocue – per quella che è ad oggi la più grande collezione di serpenti dell'Africa Orientale.

Come arrivare
Watamu si trova lungo la costa a circa 110 km nord est di Mombasa e 20 km a sud-ovest della famosa Malindi, la principale cittadina di questo tratto costiero del Kenya.
L'aeroporto di Mombasa è il principale punto di riferimento per i voli internazionali (dall'Italia i voli sono operati da Meridiana, con partenze settimanali da Milano Malpensa e Roma Fiumicino). Generalmente i turisti arrivano a Watamu con il transfer diretto dall'aeroporto di Mombasa compreso nei pacchetti dei tour operators, percorrendo la strada statale B8 in un suggestivo tragitto che dura circa due ore e che fornisce un assaggio della realtà keniana.
Diversamente, chi atterra con un volo nazionale nel piccolo aeroporto di Malindi (in attesa che la struttura venga adattata per i voli internazionali) può raggiungere velocemente Watamu con un taxi in meno di mezz'ora.

Dove dormire
A Watamu c'è grande possibilità di scelta per quanto riguarda il pernottamento. Alle semplici guesthouse si sommano i tanti resort, più o meno lussuosi, costruiti a ridosso delle spiagge.
Durante il nostro viaggio a Watamu abbiamo avuto il piacere di soggiornare in alcune strutture davvero interessanti. Segnaliamo tra queste il Garoda Beach Resort, all'estremità meridionale della costa di Watamu, proprio all'ingresso del Mida Creek. Si tratta di una struttura a gestione italiana che vanta una posizione invidiabile nel Watamu Marine National Park, ideale sia per la vita in spiaggia che come punto di partenza per le escursioni in braca nel parco marino o per gli sport acquatici come il kitesurf.
Chi invece volesse trascorrere le proprie vacanze in una delle baie più belle del mondo, non dovrebbe perdere l'occasione di soggiornare presso il Seven Islands Resort, subito a nord del centro di Watamu. Qui, alle escursioni in barca e alle camminate sulla lunga spiaggia di sabbia bianca finissima si aggiungono quelle fino alle Love Islands, sette isolette che proteggono la baia e che sono facilmente raggiungibili a piedi con la bassa marea.

Per maggiori informazioni sul Kenya è possibile consultare il sito ufficiale del Kenya Tourism Board al seguente indirizzo:
www.magicalkenya.it
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