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San Ginesio, il balcone dei Monti Sibillini: visita al borgo marchigiano

San Ginesio, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Sulla carta geografica, le Marche sono un ampio fazzoletto di campi coltivati, cucuzzoli rocciosi agghindati da qualche borgata, colli morbidi e un litorale frastagliato, accarezzato da un Adriatico azzurro chiaro. Proprio nel cuore della regione, puntando il dito a metà strada tra l’Appennino e il mare, si colpisce il grazioso centro di San Ginesio, comune di circa 3800 abitanti in provincia di Macerata. Incorniciato dal sipario azzurro dei Monti Sibillini, il paese occupa un colle verdeggiante da cui si gode un panorama splendido, che nelle giornate più limpide arriva a sfiorare la sagoma del Monte Conero. La postazione strategica tra ambiente marino e montano, e l’anima divisa tra la genuinità della vita contadina e la ricchezza culturale, fanno di San Ginesio una meta accogliente per tutti i visitatori, alla ricerca del relax e del divertimento ma anche di un tesoro storico-artistico e di tradizioni affascinanti.

Avvicinandosi a San Ginesio e addentrandosi nel cuore cittadino, si ha l’impressione di espugnare uno scrigno prezioso, custode di secoli e secoli di storia: il centro presenta infatti l’aspetto tipico medievale, con le sue architetture slanciate che sembrano voler toccare il cielo, e una cinta muraria massiccia fatta di pietre antiche, sovrapposte nel tempo a formare torrioni, baluardi e porte castellane. Superando queste soglie imponenti si conquista la San Ginesio antica, suddivisa in quattro contrade che prendono il nome proprio dalle vecchie porte. Dalla piazza centrale alla via Capocastello, sino alla zona fuori le mura dove si trovano il palazzetto dello sport e la piscina, si estende la contrada Porta Ascarana, che corrisponde alla fetta nord-occidentale della cittadina. Spostandosi a sud, dirigendosi verso l’area panoramica che si affaccia verso le montagne, si raggiunge la contrada della Porta Offune, che si estende sino alla cima dell’antico borgo.

Sul lato opposto rispetto alla piazza centrale, in direzione nord, la contrada dell’Alvaneto comprende l’antico ghetto di via Alvaneto, mentre ad est è rivolta la contrada della Porta Picena, o Porta Nuova, che in passato ospitava le tradizionali “tinte”. Si trattava delle vasche per la tintura della lana, e ancora oggi si può vedere il nastro polveroso dei “tiratori”, il sentiero utilizzato per la lavorazione dei panni. Oggi la contrada è sede di campi sportivi e di un grazioso quartiere residenziale, e comprende il verdeggiante Parco della Rimembranza. In questo dedalo di stradicciole e piazzette, si stagliano contro il cielo i monumenti più belli di San Ginesio. Tra gli esempi più pregevoli dell’architettura locale c’è la splendida Collegiata, che è la chiesa più importante del paese e racchiude in un unico edificio tratti interessanti di stile romanico e gotico. La versione attuale è il risultato di varie modifiche incorse nei secoli, ultima delle quali il restauro della vetrata che sormonta il portale frontale, ma il lavoro di restauro più importante è stato l’abbellimento del frontespizio, eseguito nel 1421 dall’Alamanno.

Altri edifici di culto interessanti sono la chiesa di San Francesco, il complesso dei Santi Tommaso e Barnaba, il santuario di San Liberato, la Chiesa di San Gregorio intra moenia e il convento e chiesa di Santa Maria delle Grazie. Quest’ultima è custode di due gioielli preziosissimi, ovvero l’affresco quattrocentesco della Madonna delle Grazie, trasferito qui dalla chiesa più antica, e l’ancona della Madonna con Bambino, realizzata da Lorenzo Alessandro. L’esplorazione delle bellezze cittadine può proseguire con la visita del convento di San Giacomo, la chiesa di Santa Maria in Vepretis e il Convento di Fiolce. Infine vale la pena di ammirare l’abbazia delle Macchie, abbracciata dalle colline dolci che avvolgono San Ginesio, situata lungo la Via Picena in direzione Mcerata. Completamente ristrutturata nel corso del Seicento, la struttura porta i segni della ristrutturazione nella facciata e nell’aula, mentre il fascino misterioso della cripta è quello originale, risalente alla prima fondazione: per la sua realizzazione i monaci utilizzarono con maestria i materiali di recupero provenienti dalla vicina città romana di Urbs Salvia.

Ma i monumenti della cittadina non sono gli unici testimoni autorevoli della storia locale: per approfondire la conoscenza di San Ginesio si può anche assistere alle manifestazioni tradizionali organizzate in paese, in particolare alle pittoresche rievocazioni storiche. Tra le più significative c’è il Palio di San Ginesio, che riprende i giochi di abilità in cui si cimentavano i giovani nel XIII secolo durante le antiche feste, ma non è da meno la rievocazione della “Battaglia”, che ricorda un combattimento tra Ginesini e Fermani avvenuto nel 1377. Inoltre viene assegnato ogni anno il premio “La Fornarina”, attribuito a una donna che si sia distinta per il suo operato a servizio dei meno fortunati, ispirato alla figura di una piccola fornaia che, in passato, secondo la leggenda salvò San Ginesio da un’aggressione nemica.

Si ripete ogni tre anni la rievocazione del Ritorno degli Esuli, una festa di carattere sia religioso che civile. Ma la storia e le antiche leggende non sono gli unici temi delle feste locali: a San Ginesio grande importanza viene data anche alla buona cucina, al divertimento e alla musica. A tal proposito vale la pena di assistere agli Incontri Musicali di Primavera, al concerto di Ferragosto e a quello di Capodanno, e alle tradizionali esibizioni della banda paesana, che dà il meglio di sé nel Concerto Estivo, in occasione dei festeggiamenti per Santa Cecilia e durante il Concerto di Natale.

Per raggiungere San Ginesio ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto deve prendere l’autostrada A14 e procedere verso Ancona se si viene da nord, verso Napoli se si viene da sud, per poi uscire a Civitanova Marche. A questo punto si imbocca la SS77 in direzione Tolentino/Macerata e si esce verso Macerata Ovest/Sforzacosta, si continua in direzione Ascoli Piceno e si continua sulla SP78, si attraversano Maestà e Passo San Ginesio e si seguono le indicazioni fino a destinazione. Per chi preferisce il treno c’è la vicina stazione ferroviaria di Tolentino, da cui proseguire con gli autobus della linea Sasp, mentre l’aeroporto più vicino, a circa 78 km, è quello di Ancona.

Giunti a destinazione si assapora da subito il clima squisito delle Marche, caratterizzato da inverni miti ed estati calde e soleggiate: il mese più freddo è gennaio, con temperature medie comprese tra una minima di 0°C e una massima di 9°C, mentre il più caldo è luglio, con una minima media di 15°C e una massima di 30°C. Le precipitazioni, scarse nella stagione più calda, raggiungono il picco massimo nel periodo primaverile, quando piove in media per 9 giorni al mese.
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 Pubblicato da - 15 Marzo 2010 - © Riproduzione vietata

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