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Le foto di cosa vedere e visitare a Carpineto Romano

Carpineto Romano, sui Monti Lepini, guida alla localitą

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Carpineto Romano è una delle interessanti cittadine che rivestono il tessuto provinciale di Roma entro il comprensorio orografico dei Monti Lepini (meta di escursioni spettacolari da cui dipanano itinerari eccezionali molto stimolanti), le cui vette sono molto alte e arrivano persino a un’altezza di 1.536 metri (nella fattispecie la raggiunge il Monte Semprevisa). Il turista viene letteralmente rapito dalla bellezza del territorio ancor prima di accedere alla zona urbana poiché l’area mostra tutto il fascino della sua origine carsica, rivelando qua e là doline e grotte che costituiscono il santo graal degli speleologi di mezzo mondo, continuamente impegnati a scoprire ma anche studiare le brecce terrestri.

Rapidi cenni storici ci proiettano nel Medioevo, il periodo in cui si presume che Carpineto sia nato e si sia sviluppato muovendo i primi passi da borgo diviso in due rioni, Dabballe e Dammonte, dai rivoluzionari De Ceccano nel 1157. Il paese aveva visto ufficialmente la luce intorno all’VIII secolo, ma le tracce più antiche del primigenio insediamento risalgono all’epoca dei Volsci, cui subentrarono i Romani. I De Ceccano, impegnati in un duro tira e molla con i Canonici Lateranensi, deterranno il potere fino alla fine del Trecento, quando il passaggio di consegna avverrà tramite i Conti Segni-Valmontone al duca di Paliano Giovanni Carafa, istitutore di un tabellario di leggi e statuti molto utili per regolare vita sociale, politica ed economia della cittadina. Sotto gli Aldobrandini, Carpineto fece il salto di qualità, divenne ducato e beneficiò di nuovi impulsi a livello urbanistico e agricolo, nonché slanci sotto il profilo culturale e architettonico: emblematica a questo proposito la costruzione del convento e della chiesa di San Pietro Apostolo, in cui risedette anche San Carlo da Sezze. Nel corso dell’occupazione napoleonica si rilevarono in città molti accadimenti dovuti all’imperversare costante del brigantaggio, eppure Carpineto seguitava a espandersi essendo terreno fertile per l’erezione di nuovi bellissimi edifici religiosi fomentati soprattutto dall’elezione a papa di Gioacchino Vincenzo Pecci, pontefice con il nome di Leone XIII.

L’assetto urbano del paese è una sintesi di più stili, medievale, rinascimentale, barocco e moderno, con strade che serpeggiano fra le strutture abitative passando sotto archi e attraverso portali di certa scenografia. Immaginando un tour contemplativo, le tappe coincidono con i numerosissimi luoghi di culto, ad esempio la Chiesa di Sant’Agostino, del XII secolo, che sfoggia due bei protiri scolpiti e due portali sontuosamente decorati. In stile neoclassico riconducibile al XIX secolo è la Chiesa di San Leone Magno, che esteriormente mostra fiera i tre ingressi e il pronao colonnato, mentre all’interno le tre navate accolgono quattro cappelle, la Pietà marmorea di Sosnowski e la Madonna del Rosario e Santi di Virgilio Monti. La Chiesa di San Michele rievoca l’era romanica, cosiccome l’affresco della Flagellazione e l’annessa Torre civica degli Aldobrandini. Sui resti di un vecchio eremo è stata innalzata la chiesetta della Santissima Annunziata, di forme molto semplici, simile alla Chiesa di San Sebastiano ma molto diversa rispetto alla Chiesa di San Pietro Apostolo, ch’è il gioiello del complesso conventuale fondato nel ‘600 e ricchissimo di opere d’arte, in prevalenza statue, affreschi, arredi in noce ed elementi architettonici come il chiostro. Il caleidoscopio ecclesiastico impone anche una visita doverosa all’Abbazia di Valvisciolo e alle chiese di San Giovanni, Santa Maria del Popolo, della Collegiata e San Nicola. Nella Chiesa di San Giacomo ha sede il Simulacrum, ovvero il Museo di Arte Sacra.

Sull’abitato trionfano senza dubbio gli edifici civili che si identificano con Palazzo Aldobrandini (a tre piani e detto anche Reggia dei Volsci) e Palazzo Pecci, un elegante ricettacolo d’arte e storia dove visse la famiglia Pecci e nacque papa Leone XIII. Sei enormi sale scandiscono lo spazio e una di esse ospita il Museo papale, annesso alla Biblioteca e alla Cappella gentilizia che fa anche da prezioso reliquiario.

La lista delle manifestazioni che si svolgono a Carpineto è lunghissima, segno che la popolazione non vuol farsi mancare proprio nulla e ben si prende la premura di esaltare qualunque tratto distintivo della propria cittadina. Durante la Sagra del Tartufo Nero Lepino a febbraio divampa la festa del gusto, con possibilità di solleticare palato e gola con piatti squisiti, polenta lepina, fettuccine casarecce, bruschette, capretto e abbacchio. Momento di sana e robusta aggregazione è rappresentato dal celeberrimo Pallio della Carriera (è scritto bene, non vi preoccupate!), rievocazione storica in costume che in estate vede inoltre l’apertura delle 7 hostarie rionali che tengono alto il vessillo enogastronomico locale. Essendo nominata “Città del Castagno”, Carpineto Romano non poteva certo sottrarsi alla celebrazione del suo frutto principe, la castagna, esibita e gustata in occasione della Sagra della Caldarrosta di stanza in autunno. La Festa della Montagna onora il patrimonio naturalistico montano e il Festival della Complessità la cultura espressa nelle molteplici forme possibili. L’arte di strada è osannata dal Busker Festival, fra i più antichi in Italia, poi ci sono il Festival Internazionale del Folklore, il Carpineto Jazz Festival, la Notte del Saltarello e i Concerti al Chiostro, tutte manifestazioni il cui tema portante è la musica, allegra e coinvolgente.
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Per chiudere, una curiosità: nel 1968 a Carpineto è stata scoperta un’opera immensa di Michelangelo Merisi, conosciuto come Caravaggio, ovvero San Francesco in meditazione, attualmente conservato nel Palazzo Barberini a Roma ma pronto a tornare nella sua cittadina per essere ospitato degnamente nel Museo di Palazzo Aldobrandini.

Come arrivare

Dalla Capitale, prendere la Roma – Napoli e uscire a Colleferro (Nord) o Anagni (Sud), poi proseguire sulla SS 609 in direzione Colleferro e Carpineto; la stazione ferroviaria di Colleferro si trova sulla linea Roma – Napoli Via Cassino, collegata a Carpineto da linee bus che percorrono la Carpinetana per ca. 20 km; l’aeroporto di Roma Fiumicino è quello di riferimento.


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