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Le foto di cosa vedere e visitare a Civita di Bagnoregio

Visita a Civita di Bagnoregio, il paese che muore

Civita di Bagnoregio (Viterbo), è conosciuta come la "città che muore" poiché è arroccata a 443 metri d'altezza su un colle tronco conico di tufo spesso circa 80 metri e sottoposto a frane continue. Circondata da aridi calanchi che le donano i sembianti di un paesaggio lunare, Civita sorge nel cuore della Tuscia, culla della cultura etrusca. Era un tempo collegata con la vicina Bagnoregio, ma l'erosione del terreno è stata così forte che in soli due secoli le due località sono state separate da una voragine larga un chilometro.

A Civita si giunge facilmente con l'Autosole uscendo ad Orvieto. Si prende poi la statale 71 per Montefiascone e all'altezza del bivio per Bagnoregio si gira a sinistra. Da Roma invece ci si arriva sempre con l'Autosole uscendo però a sud di Orvieto all'altezza di Castiglione in Tevere (e poi di qui prendendo per Lubriano e Bagnoregio) oppure imboccando la Cassia che costeggia il lago di Bracciano e raggiunge Viterbo, la città laziale che meglio di ogni altra conserva la sua fisionomia medioevale. Si allarga ai piedi dei Monti Cimini e protegge la sua pianta triangolare con 5 chilometri di mura. Possiede un bel Palazzo Papale. Superata Viterbo si prosegue a nord per Montefiascone e Bagnoregio.

Oltre ai resti della casa natale di San Bonaventura, un francescano amico di San Tommaso d'Aquino e ricordato da Dante nel Paradiso, Civita propone la visita ai sepolcri a colombario etruschi e romani ricavati nelle sue rupi. Ma l'immagine più drammatica di questa città si coglie quando ci si affaccia su di un mare di erosioni. Si potranno così ammirare il Montione, una specie di altissimo torciere; i Ponticelli, ovvero una strada sospesa sull'abisso; il Cavone Grande, un immenso cratere di argilla.

Nei dintorni: Innanzitutto si può visltare Bagnoregio, la località un tempo unita a Civita e dalla quale si ha, della "città che muore", la prospettiva più inquietante. Ma vicinissima c'è anche Bolsena che, oltre al suo ricco passato romano ed etrusco, è assai importante anche per il Cattolicesimo: fu proprio qui infatti che avvenne nel 1263 il miracolo del Corpus Domini. A Montefiascone invece c'è la tomba dell'abate Fugger che si faceva precedere durante i suoi viaggi da un servitore con il compito di segnalargli con la scritta "Est" le buone osterie che incontrava sul suo cammino. Qui giunto ed assaggiato il moscatello locale, il servo entusiasta scrisse: "Est! Est!! Est!!!" ribattezzando così per sempre questo vino.
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