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Le foto di cosa vedere e visitare a Collepardo

Collepardo (Lazio): la certosa di Trisulti, le grotte e la sagra del borgo

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Incastonato fra i Monti Ernici a un’altitudine di 586 metri s.l.m, il piccolo paese di Collepardo (che dovrebbe significare “colle del gattopardo” per la presenza in loco di numerosi gatti selvatici e linci, teoria etimologica fra le più accreditate) conta appena 975 abitanti ma si distingue in provincia di Frosinone per i tanti punti di interesse dalla spiccata attrazione turistica.

La sua fondazione storica risale con tutta probabilità al VI secolo, epoca in cui Teodorico il Grande – re degli Ostrogoti – entra nel Lazio per occuparne le terre e organizzare le popolazioni nomadi in vere e proprie comunità autonome. Dotato di possenti mura nel periodo medievale, il borgo di Collepardo ha sofferto per lungo tempo del despotismo della vicina Alatri, che ambiva a dominarla, fino all’elezione di papa Martino V, che lo acquisì nel 1422 fugando ogni dubbio di proprietà e, anzi, cedendolo più avanti ai Tolomei di Siena, famiglia che ne delineò nel tempo l’organigramma amministrativo.

L’odierna Collepardo s’inserisce armoniosamente in un territorio ricco di meraviglie naturali, tra le quali si evidenzia il complesso speleologico costituito dalle Grotte di Collepardo e dal Pozzo d’Antullo: le grotte offrono un mirabolante spettacolo fatto di formazioni stalattitiche e stalagmitiche eccezionali che ricordano morfologie umane e animali, sagome suggestive e fantasiose.

Il Pozzo è in realtà una voragine carsica unica in Europa per dimensioni, considerando una circonferenza di 300 metri e una profondità di 60, il cui fondo si ammanta di vegetazione e stalattiti curve plasmate incredibilmente dal vento e dai flussi d’aria percorrenti i molteplici cunicoli sotterranei. Il complesso è visitabile con l’accompagnamento di guide turistiche esperte del “Consorzio per la valorizzazione delle Grotte di Pastena e Collepardo” (sito ufficiale www.grottepastenaecollepardo.org).

Una curiosità legata a quest’oasi naturale: non tutti sanno che all’interno delle Grotte sono stati girati nel 2012 alcuni spot pubblicitari della Tim, diretti da Gabriele Muccino e che vedevano protagonisti l’attore Neri Marcoré nella parte di Dante Alighieri, Marco Marzocca in quella di Virgilio, Francesco Pannofino nei panni del Diavolo e Bianca Balti in quelli di Beatrice. Rimanendo in ambito televisivo, è invece molto recente (12 marzo 2016) la puntata di Sereno Variabile trasmessa su Raidue e condotta da Osvaldo Bevilacqua, ambientata a Collepardo e Vico nel Lazio.

Avvolta dalla flora copiosa dell’hinterland s’erge l’antica Certosa di Trisulti, roccaforte religiosa fondata nel 1204 da papa Innocenzo III e affidata subito dopo ai monaci Certosini. L’edificio sacro passò di mano nel 1947 ai monaci Cistercensi, che hanno traghettato con dovizia il monastero fino ai giorni nostri, senza poter evitare, purtroppo, lo scorrere del tempo e l’inevitabile deperimento di alcune parti.

A intervenire positivamente sul pericolo di usura ci ha pensato l’Art Bonus, un incentivo fiscale voluto dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini per promuovere e sfruttare al meglio le donazioni private destinate così al patrimonio. Grazie, dunque, a una somma di 600 mila euro, la Certosa assurge dunque a polo museale notevole e tuttora si stanno reperendo ulteriori fondi per abbellire la struttura e incorporare modifiche logistiche al fine di migliorarne la fruizione turistica in sede di visita guidata. Grazie al moderno mecenatismo, questo autentico Monumento Nazionale può seguitare a tenersi stretto un tesoro che annovera l’interna Chiesa di San Bartolomeo, le sue opere d’arte, l’antica Farmacia datata XVII secolo, i giardini all’italiana con labirinto annesso e la Biblioteca Statale con oltre 25.000 volumi. La Certosa di Trisulti è visitabile tutto l’anno dalle ore 9,30 alle ore 18 previa prenotazione al numero 0775/47024.

... Pagina 2/2 ... Nei pressi del complesso monastico sorgono i resti del vecchio Monastero di San Domenico, fondato nel lontano 996 da San Domenico Abate, in cui si insediò la prima congrega benedettina. Poco distante s’erge l’eremo che ospitò il Santo nei primi tre anni della sua permanenza in loco (lo testimonia un busto bronzeo collocato all’interno); il Monastero di San Nicola, invece, dava ospitalità a una comunità religiosa interamente femminile. Conclude questa prima rassegna di edifici il bel Santuario della Madonna delle Cese, aggrottato entro un’insenatura affascinante.

Tutte le attrattive naturalistiche, storiche e artistiche di Collepardo vengono valorizzate dall’EcoMuseo denominato “Orto del Centauro Chirone”, con sede nel palazzo comunale “La Rocca” e contraddistinto dal “Chirone ferito”, opera scultorea realizzata da Patrick Alò.

In parallelo viene altresì dato ottimo risalto al Giardino botanicoFlora Ernica”, gestito dal WWF e inglobante rari esemplari di piante spontanee. La pletora di gemme finora elencate si possono raggiungere tranquillamente grazie a una fitta rete di sentieri in mezzo al verde comodamente percorribili a piedi, così da soddisfare non solo la sete di cultura ma perfino la voglia di compiere escursioni idonee a ogni classe d’età.

Per la sua duttilità e bellezza, Collepardo è stato insignito nel 2003 della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. Il centro storico di questo allettante paese si articola in case, vicoli e piazzette che cingono la sede comunale nonché la chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, a tre navate con volte a botte e presbiterio con volta a crociera. Strutture religiose minori vanno comunque menzionate e visitate: esse sono la chiesa della Consolazione, la chiesa di San Rocco e la chiesa della Santissima Trinità.

A livello civile, lo scenario si compone essenzialmente di tre elementi, vale a dire il Palazzo “La Rocca”, il Palazzo “Monsignore” e il Monumento ai Caduti collepardesi della Prima Guerra Mondiale. L’unica architettura militare presente è la Rocca dei Colonna (XIV secolo), che si fregia di uno splendido portale seicentesco.

Piccolo ma pieno di fervore folcloristico, Collepardo s’intrattiene con numerose manifestazioni annuali estremamente coinvolgenti come l’Infiorata del “Corpus Domini” a giugno, la festa patronale del Santissimo Salvatore ad agosto e la Sagra delle fettuccine a ferragosto, più un pregevole presepe vivente nel periodo natalizio. Oltre alle già citate fettuccine, piatti tipici locali sono la Pigna – squisito dolce pasquale – e la Copèta, protagonista del Natale collepardese.

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