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Soriano nel Cimino (Lazio): il Castello, la visita al borgo e la faggeta

Soriano nel Cimino, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

A 15 km da Viterbo ecco sorgere Soriano nel Cimino, uno dei più emblematici borghi medievali del Lazio e caratteristico abitato incorniciato dalle sinuose fila dei Monti Cimini. Si riconosce per una struttura urbana tale per cui storiche casette s’abbarbicano quasi l’una sull’altra a raggiungere la vetta di un cucuzzolo in cima al quale trionfa il Castello nato per volontà del pontefice Niccolò III Orsini nel Duecento. Certo, non tutto di Soriano è antico, ma sicuramente vedere questa spirale di vetusti edifici induce a pensare alla storia di una cittadina oggi popolata da oltre 8.000 persone.

Una piccola urbe era già presente in epoca romana, ma è con l’imperversare del Medioevo che Soriano crebbe come borgo sebbene fu esso un periodo piuttosto concitato visto il rapido alternarsi di papi, il summenzionato Niccolò III Orsini, Urbano V, Eugenio IV e Niccolò V, e di conflitti politici ergo bellici che interessarono direttamente il tessuto feudale retto da una pletora di influenti famiglie fino alla cessazione della feudalità.

Il Castello degli Orsini

Palazzo Orsini attrae per il suo essere coniugazione intrigante di fabbricati, resa possibile dalla decana torre rettangolare che ha fatto da perno per lo svilupparsi di un’architettura scandita da finestre architravate, porticato, loggiato e portale a bugnato, un insieme costruttivo interamente cinto di mura merlate. Da questo punto si discende il paese, il cui centro storico non è un vero e proprio centro bensì un serpeggiare di stretti vicoli fra docili piazzette e caseggiati pittoreschi.

Cosa vedere a Soriano nel CImino

L’ingresso principale al borgo è rappresentato dalla tanto fotografata Porta Romana, autentica diva dei turisti che si ritrovano a passare sotto il suo arco sovrastato dalla Torre dell’Orologio. Lo scenografico accesso cittadino è frutto del pensiero di Carlo Albani, che nel ‘700 fece progettare questo bellissimo scorcio.

Non si è ancora visto praticamente niente di Soriano, un avamposto di monumenti che massicciamente imperlano quella che si può considerare un’affascinante pletora ordinatamente ammassata di rifugi di vita vissuta nell’hinterland di Viterbo. E allora incontriamolo questo patrimonio monumentale e alla dorata catena infiliamo il primo anello, la Collegiata di San Nicola affacciata sulla piazza centrale. La chiesa è di fine Settecento e l’architetto Giulio Camporese vi volle imprimere un evidente stile neoclassico che la differenziasse dal primigenio impianto costituito da due chiese più piccole. Dapprima la parrocchiale era la Chiesa di Sant’Eutizio, duecentesco luogo di culto poi divenuto insufficiente ad accogliere i fedeli moltiplicatisi nei secoli a Soriano. Il Duomo, che si fregia di ben due campanili posti in facciata simmetricamente, possiede tre navate e due elementi scultorei di pregio, la statua gotica raffigurante Sant’Antonio da Padova e il rinascimentale fonte battesimale. Elegante e imperioso il coro ligneo a doppio ordine che annovera diciotto stalli.

Se volete ammirare un pacifico eremo del IX secolo dovete portarvi al cospetto dell’isolata Chiesa di San Giorgio, plasmata dall’abilità di maestranze tuscanesi. All’apparenza un santuario semplice nella postura, è di aspetto comunque fiero e la sua facciata si arricchisce di molteplici bassorilievi che fra ornati di etrusca ispirazione riproducono figure chimeriche. Compiendo un giro perimetrale, saltano all’occhio altre particolarità della struttura, la placca rettangolare con sagome di uccelli intenti a dissetarsi alla fonte, una bifora definita da icone sacre e angeli e poi lui, il campanile a vela che si allunga su una torre a due piani. Colpisce la bella volta a crociera su ogiva quadrata. A seguire nel fastoso corteo ecclesiastico altri minori costrutti che però fomentano anch’essi notevole interesse, e fra questi si devono rivelare all’attenzione la Chiesa della Santissima Trinità datata XVIII secolo, la suburbana Chiesa di Santa Maria del Pojarello sorta nel 1680 insieme a un complesso conventuale, la Chiesa di Sant’Antonio molto nota in paese per i sontuosi altari barocchi custoditi all’interno, la Chiesa dell’Assunta e la seicentesca Chiesa della Madonna delle Grazie.

In ambito civico tengono banco la Rocca, Palazzo Chigi-Albani e poi loro, le fontane che indubbiamente non fanno che implementare la somma bellezza di Soriano nel Cimino: le due ancelle dell’acqua sono la quattrocentesca Fontana Vecchia (ma gli autoctoni la chiamano Fontana Tonna per via della forma circolare) e la Fontana Papacqua, definita da gruppi scultorei che includono figure zoomorfe, bambinesche e divine, allegorie delle quattro stagioni e personaggi biblici come Mosé. Ci sentiamo di aggiungere al dittico anche la Fontana del Madruzzo, cosicché si può dire che a Soriano le fontane sono tre e tutte speciali.

La faggeta UNESCO di Soriano nel Cimino

Il borgo è adombrato dal titanico Monte Cimino, che innalza al cielo la sua faggeta secolare estesa su 57 ettari di meraviglia naturalistica, in poche parole l’eden verde del Centro Italia. Il 7 luglio 2017 l'UNESCO l'ha inserita tra i Patrimoni Naturali dell'Umanità. Vi si arriva percorrendo abbastanza agevolmente un’ampia strada panoramica, inoltre nel cuore del bosco esiste un’attrattiva, il “sasso menicante”, un macigno di forma ovoidale in bilico su una base d’appoggio.

Eventi, sagre e manifestazioni

A Soriano nei primi giorni di ottobre si fa festa nel contesto della suggestiva Sagra delle Castagne, molto più di un approfondimento sul tema agreste del frutto, in verità una manifestazione storico-rievocativa appassionante e complessa. Risalirebbe seppur in altra veste al Quattrocento, e i protagonisti sono loro, i quattro rioni Papacqua, Rocca, Trinità e San Giorgio, che si contendono il Palio delle Contrade a colpi di messe in scena spettacolari composte da cortei in costume, musici, sbandieratori e persino spadaccini. Divertenti nella medesima kermesse aggregativa la Giostra degli Anelli e il Torneo degli Arcieri, l’intrattenimento puro che si circonda di taverne dalle quali si diffonde il profumo della carne alla brace e delle mitiche caldarroste, premiate con la Vojola d’oro.

Va specificato che insieme alla castagna s’impone localmente un altro prodotto di rara eccellenza, la Nocciola dei Monti Cimini, che condivide il paniere di prelibatezze soriane con miele, legumi, mele cotogne, funghi e preparazione gustosissime, risotti, minestroni, porchetta e saporite specialità casearie.

Come arrivare a Soriano nel Cimino

Va percorsa l’Autostrada A1 FirenzeRoma fino al casello di Orte, si prosegue in direzione di Viterbo e da qui si punta al borgo di Soriano nel Cimino; due le possibilità date dal treno, ovvero giungere alla stazione di Orte e proseguire fino a destinazione con autobus CO.TRA.L. oppure arrivare alla stazione di Soriano avvalendosi della linea ferroviaria CO.TRA.L. Roma – Viterbo; l’aeroporto di Roma Fiumicino è quello di riferimento.
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