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Palombara Sabina (Lazio): visita alla cittadina in provincia di Roma

Palombara Sabina, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La cittadina laziale di Palombara Sabina ha preservato il suo genuino aspetto di paese nonostante una popolazione di oltre 13.000 abitanti. In provincia di Roma e alle falde del Monte Gennaro, il borgo antico si sviluppa intorno alla sua pietra miliare, il medievale Castello Savelli, e subito incanta gli amanti della storia non essendo sostanzialmente cambiato rispetto alle origini.

Stradine strette e di facile curva richiamano al tempo antico, quello in cui la vetusta città di Cameria lasciò posto a un nuovo insediamento urbano nominato Palumba per via della copiosa presenza di allevamenti di colombi in tutta l’area d’insorgenza. Nel suo dominio si alternarono in staffetta temporale l’Abbazia di Farfa, il duca Alberigo il Longobardo, i Savelli e i Borghese, che poi cedettero il passo al rivoluzionario corso risorgimentale al termine del quale Palombara Sabina divenne comune autonomo con una propria amministrazione.

Il Castello

Il castello rimane a oggi l’unico esponente dell’architettura militare in loco, fu voluto fortemente dalla famiglia Crescenzi Ottaviani che lo fece erigere verso l’anno Mille per poi renderlo suscettibile di svariate modifiche capaci di farlo diventare il maniero più grande del Lazio grazie a 132 sale entro una superficie complessiva di 10 mila metri quadrati.

All’interno affascinano gli affreschi di Baldassarre Petruzzi, opere che esaltano l’eroismo romano, il lato grottesco delle figure angeliche e l’allegoria delle arti liberali. Trovano inoltre posto una fornita biblioteca e il Museo Naturalistico. All’interno del Parco dei Monti Lucretili, a poca distanza dal comune, sorge il borgo castello di Castiglione, risalente all’Alto Medioevo e annoverante ben due cinte murarie, una chiesa e una cisterna romana. Sono sopravvissuti in realtà pochi ruderi ma talmente significativi da meritare di certo una visita.

Cosa vedere a Palombara Sabina

Per accedere al patrimonio sacro occorre fare una bella escursione campestre che segue in prevalenza un sentiero immerso in un manto di ulivi e vigneti entro un territorio collinare pronto a svelare l’Abbazia di San Giovanni in Argentella, edificio molto bello e particolare gestito da un solo custode e per questo non sempre visitabile.

San Giovanni in Argentella

Le sue origini non sono tuttora chiare, si parla di un primigenio impianto bizantino cui è seguito in via deduttiva un costrutto tipicamente medievale ma con spiccati elementi romanici e tardo barocchi, il che la dice lunga riguardo la suggestiva presenza di corredi quali la cripta ipogea, il presbiterio in muratura, il ciborio e l’altare maggiore. La struttura eretta con pietre irregolari in tufo giallo s’arricchisce di un campanile in laterizio con abbondanza di monofore, bifore e trifore ma orfano di campana, presente prima del 1820 e poi rimossa.

Tanto all’esterno quanto all’interno si nota l’impronta benedettina che ha saputo monumentalizzare un luogo di culto veramente pingue di bellezza: una miriade di colonne e pilastri a sostegno di armoniosi archi a tutto sesto danno una precisa dignità alle tre navate, i cui affreschi lungo esse disposti sono stati trafugati, a eccezione di un San Guglielmo rappresentativo seppur un po’ sbiadito.

Oggi la chiesa è Monumento Nazionale. Si racconta che l’abbazia fosse collegata tramite un tunnel sotterraneo al Convento di San Nicola, che tuttavia non ha avuto la medesima fortuna poiché sono sopravvissuti purtroppo solo alcuni ruderi.

Da vedere ci sono ancora la Chiesa di Sant’Egidio, la romanica Chiesa di San Biagio (la più antica del paese, nacque nel 1101 e custodisce tra le varie opere la Madonna con Bambino di Antonio da Viterbo e la Gloria di San Biagio di Raffaele Casnedi) e infine la Chiesa di Santa Maria Annunziata, quest’ultima riconducibile al Trecento e sfoggiante una facciata ch’è un ibrido fra il romanico e il barocco, commistione che lascia molti visitatori esterrefatti.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Tutte le tradizioni e le manifestazioni a taglio folcloristico navigano un’incisiva aura sacra, vedesi la Festa patronale di San Biagio il 3 febbraio, la Processione del Venerdì Santo, la Festa della Madonna della Neve il 5 agosto e il puntuale Concerto di Natale.

Sul versante gastronomico-agreste, si parla più propriamente di celebrazioni del prodotto locale, per la precisione la Rassegna Nazionale dell’Olio Extravergine della Sabina DOP a marzo, la Sagra delle Cerase a giugno e Il Giorno di Bacco a novembre.

Va ancora segnalata la Borgo Bike, una competizione ciclistica unica al mondo che si svolge fra le strade del borgo medievale in notturna a luglio. Molto crepitante è anche la frazione di Cretone, conosciuta per l’omonimo stabilimento termale, la Sagra della Persica a giugno e la Sagra del Ciammellocco a settembre.

Come arrivare a Palombara Sabina

Palombara Sabina si raggiunge in automobile percorrendo la Via Salaria, Via Nomentana, Via Tiburtina oppure l’Autostrada A1/A24 con uscita a Tivoli; i treni fermano a Palombara-Marcellina e Piana Bella di Montelibretti in prossimità alle linee suburbane FR2 Roma-Tivoli e FR1 Orte-Fiumicino; bus navette sono regolarmente attivi; Roma Fiumicino risulta l’aeroporto di riferimento.

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