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Sasso Marconi, visita al paese del Nobel per la fisica

Sasso Marconi, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Comune italiano della provincia di Bologna, Sasso Marconi si estende sulla prima zona collinare dell’Appennino bolognese in un territorio compreso fra la bassa valle del fiume Reno, quella inferiore del Setta a sud est e parte del bacino idrografico del fiume Lavino a ovest.

Conosciuto fino alla metà del XX secolo come Praduro e Sasso, nel 1935 il Regio Decreto del 20 Giugno gli conferì la denominazione di Sasso Bolognese a cui seguì nel 1938 quella attuale di Sasso Marconi, in onore del premio Nobel Guglielmo Marconi che proprio in questa località trascorse gli anni della gioventù effettuando i primi esperimenti di radiotrasmissione.

Abitato sin dall’epoca etrusca, come dimostrano alcuni ritrovamenti di sepolture i cui corredi funebri sono conservati nel vicino museo di Marzabotto, a Sasso Marconi, che deve il suo nome anche al Sasso della Glosina (una rupe del Contrafforte Pliocenico che si staglia fra la confluenza dei fiumi Reno e Setta) rimangono importanti testimonianze del periodo romano fra cui l’imponente acquedotto, in parte ancora oggi funzionante, che convogliava le sue acque sino a Bologna.

Il territorio comunale dista circa 17 chilometri da Bologna a cui è collegato dalla ferrovia Porrettana Bologna-Pistoia (con tre fermate a Borgonuovo, Pontecchio Marconi e Sasso Marconi), edificata nel 1864, da un servizio di autobus e dall’autostrada A1 Milano-Roma con il casello di Sasso Marconi. La strada statale 64 Porrettana e la ex SS325 di Val di Setta e Val di Bisenzio sono le altre due arterie di comunicazione principale che collegano il Comune a Bologna.

Fra i luoghi da visitare nel Comune di Sasso Marconi c’è Villa Grifone, residenza della famiglia Marconi acquistata a metà Ottocento, dove il giovane Guglielmo trascorse gli anni sino alla maggiore età conducendo i suoi primi importanti studi scientifici come riportato anche su un’iscrizione apposta sulla facciata della villa. Successivamente grazie agli aiuti di alcuni famigliari, Marconi potè proseguire le sue ricerche nel Regno Unito dove il sistema di telegrafia senza fili si sviluppò sino a raggiungere fama mondiale tanto da rendere lo scienziato italiano il simbolo vivente della radio.

Nel 1937, alla morte di Marconi, la villa venne donata dalla famiglia alla Fondazione che porta il suo nome costituita per mantenere vivo il ricordo del padre delle radiocomunicazioni.

Villa Grifone ospita al suo interno un percorso museale dedicato alle origini e agli sviluppi di questo sistema di comunicazione. Grazie a filmati, dispositivi e apparati storici si possono ripercorrere le vicende che hanno caratterizzato la formazione scientifica e i successi dello scienziato bolognese. Entrando nel laboratorio che fu di Marconi si viene accolti dalla narrazione dei suoi studi scientifici che dai primi passi con l’elettricità lo portarono alla possibilità di comunicare senza fili a grandi distanze riuscendo a superare ostacoli naturali, il primo dei quali fu quella collina dei Celestini di fronte alla finestra del suo laboratorio a Sasso Marconi.

Il parco della villa ospita inoltre il busto dello scienziato realizzato nel 1941 da Arturo Diazzi, la sua statua in bronzo alta 8 metri opera dello scultore Antonio Berti (scolpita nel 1974), parte del panfilo Elettra, la ricostruzione dell’antenna adoperata da Marconi negli esperimenti e il mausoleo (del Piacentini) dove dal 1941 riposa il grande inventore.

In Piazza dei Martiri 1 si trova invece il santuario Madonna del Sasso, in origine un oratorio ricavato con lo scalpello e dedicato all’Annunciazione. Nel 1477 Nicolò Sanuti, conte della Porretta, fece ampliare e decorare quella grotta sul cui altare si venerava l’immagine della Vergine realizzata in terracotta. Nel 1787 una falda della roccia si staccò rendendo inagibile la grotta tant’è che l’anno successivo si decise di trasferire l’immagine sacra all’oratorio di Villa Ranuzzi dove rimase per 44 anni, decenni nei quali fu costruito il nuovo santuario consacrato nel 1831. Dopo le distruzioni della guerra la chiesa venne ricostruita così come la si può ammirare oggi e anche se l’immagine della Madonna non è più visibile, in quanto andata distrutta, il santuario continua ad essere meta di pellegrinaggi e devoti.

A Pontecchio Marconi, frazione di Sasso, merita una visita anche il rinascimentale Palazzo de Rossi edificato lungo le rive del Reno alla fine del XV secolo da Bartolomeo Rossi. Castello e borgo con l’oratorio e le scuderie rappresentano un’architettura quasi unica nel suo genere in quanto raccolgono in un solo complesso dimora signorile, attività produttive e vita sociale di una contrada di campagna.

Costruito in stile tardo gotico, il palazzo (dove soggiornarono anche Torquato Tasso e Papa Giulio II) è circondato da una cinta muraria merlata all’interno della quale si apre un giardino all’italiana. Se vi capita di passare da queste parti l’8 Settembre (e i giorni successivi) non perdete l’antica “Fira di Sdaz”, la fiera dei setacci che si svolge nel prato adiacente il castello dove mercanti e artigiani propongono le loro originali creazioni.

Sempre a Pontecchio, ai margini della Porrettana, si trova l’antico borgo settecentesco di Colle Ameno, storica residenza della famiglia Ghisilieri e sede della fabbrica di ceramiche dai tipici decori in blu su bianco. All’interno del complesso, da poco restaurato dal Comune di Sasso Marconi, vi sono la chiesa e la recente Aula della Memoria da cui si accede alla sala delle feste decorata da caratteristici affreschi.

Sulle colline di Sasso Marconi si snodano sentieri e itinerari panoramici dove si possono praticare escursioni a cavallo, arrampicate free climbing, mountain bike e trekking (da qui passa infatti l’antica Via degli Dei che unisce Bologna a Firenze).

All’interno della riserva naturale più grande dell’Emilia Romagna, il Contrafforte Pliocenico, si trova il Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone (Via Brenta 9 Sasso Marconi) fondato nel 1989 che su una area di 750 ettari ospita e garantisce un servizio di soccorso a animali feriti o in difficoltà.

Fra le curiosità ricordiamo infine che Sasso Marconi è stata citata anche in un famoso brano del cantautore Antonello Venditti, “Bomba o non bomba” tratto dall’album “Sotto il segno dei pesci” del 1978, che recita “…a Sasso Marconi incontrammo una ragazza che viveva sdraiata sull’orlo di una piazza…”.
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